Own,
be owned or remain invisible by Heath Bunting (UK)
http://www.irational.org/_readme.html
Shock
of the view
http://www.walkerart.org/salons/shockoftheview/sv_exhibitsframe.html
La pagina di Heath Bunting è stata scelta come progetto d'artista
per il ciclo di mostre The Shock of the View che si tengono unicamente
negli spazi web del Walker Art Center di Minneapolis. Con questa iniziativa
il museo americano cerca di mettere a fuoco i problemi sollevati dalla
percezione dell'opera d'arte nell'epoca dell'accesso allargato ai
nuovi media: a rotazione, nelle pagine vengono presentate opere d'arte
e progetti online che indagano il continuo e inarrestabile mutamento
al quale sono sottoposte le opere e le istituzioni artistiche, costrette
a sostenere la concorrenza di media che impongono un consumo sempre
più rapido della merce culturale.
Heath Bunting si è limitato a presentare una breve scheda biografica,
pensata come un intricato ipertesto, in cui ogni termine è collegato
al sito internet omonimo: così, ad esempio, cliccando sulle parole
della frase "But don't ask him…" si potrà accedere ai siti www.but.com,
www.don't.com, www.asking.com e via discorrendo.
Il testo di presentazione si rivela in questo modo una guida bizzarra
e inutile ai siti più disparati della rete e getta una luce inquietante
sullo spazio del web e sullo sterminato serbatoio di siti nei quali
probabilmente non capiterete mai nel corso della vostra vita informatica
(chi di voi ha mai digitato gli indirizzi: www.bored.com., www.teen.com,
www.and.com, www.home.com?).
Ma il lavoro di Bunting funziona anche come una sottile metafora della
nostra identità, dispersa e disturbata dal continuo infittirsi dei
percorsi della rete. Se poi avete altre idee sul suo lavoro o su quello
degli artisti presentati nella rassegna potete condividerle nello
spazio di discussione messo a disposizione dal museo, che con questa
operazione si è davvero conquistato il ruolo di pioniere nell'organizzazione
delle mostre online.
Biennale
di San Paolo, 1998
http://www.uol.com.br/bienal/24bienal/nuh/indice.htm
Il
nove giugno apre la biennale di Venezia. Nella vana attesa che anche
l'istituzione italiana si doti di un sito Internet all'altezza della
propria fama, consigliamo assolutamente una visita al sito della Biennale
di San Paolo, chiusasi nel dicembre del 1998. Il tema della rassegna
era il cannibalismo, visto sia come pratica primitiva, sia come metafora
della colonizzazione e delle violenze subite dalle culture del terzo
mondo, sbranate e consumate dai paesi invasori. Cliccando sul tasto
tour ci si addentra in un lungo percorso espositivo che vi farà scoprire
le pagine di Freud e Rabelais dedicate al cannibalismo, accompagnate
da immagini popolari brasiliane, con tanto di indio che si portano
a spasso resti umani, gambe spezzate e braccia. Ma i curatori della
rassegna sono stati bravissimi a trovare anche legami nascosti e hanno
incluso nella rassegna immagini che rivelano sottili allusioni al
mondo del cannibalismo: si passa dal celebre Naufragio della Medusa
di Gericault alle immagini più ambigue dei grandi artisti contemporanei,
in particolare di Bruce Nauman e di Lygia Clarck, artista brasiliana
ormai da tutti considerata la progenitrice dell'arte degli anni Novanta.
Per non deludere le aspettative degli appassionati di Internet, i
curatori hanno anche incluso nel sito una serie di progetti studiati
unicamente per la trasmissione in rete: così la visita virtuale alla
Biennale si arricchisce di progetti ai quali nemmeno il tradizionale
catalogo su carta può rendere giustizia.