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La
tecnologia è neutra?
E'
uno degli assunti da cui partono coloro che tendono a risolvere
il gap di genere esclusivamente a partire dalle possibilità di
accesso alle nuove tecnologie, dalle possibilità di apprendimento,
dalla diffusione di programmi di alfabetizzazione per gli adulti.
Forti di questa convinzione, molti ritengono che con il tempo
e con una precoce iniziazione alle nuove tecnologie nelle scuole,
le differenze di genere tenderanno a scomparire.
La ricerca documentaria, che ha preso in esame soprattutto
la letteratura di paesi dove la diffusione di computer nelle scuole,
a casa e nei luoghi di lavoro è iniziata a partire dagli anni
'80, porta a considerazioni differenti:
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I prodotti tecnologici sono il risultato di relazioni di produzione
specifiche e riflettono l'orientamento e gli interessi specifici
dei gruppi che partecipano al processo di produzione. Generalmente,
questi gruppi sono costituiti da uomini bianchi, di classe media,
provenienti da paesi occidentali (del centro). Ciò significa che
il genere (insieme ad altri fattori d'identificazione come razza
e classe) viene automaticamente e tacitamente integrato nei sistemi
tecnologici. In altre parole, gli artefatti tecnologici riflettono
una visione particolare di come verranno utilizzati e a quale
scopo, di quali saranno le persone a farne uso e in quali determinati
contesti fisici e sociali (Adam 1998). Pertanto, la convinzione
che sia possibile arrivare a ciò che è puramente tecnico, dopo
aver eliminato a uno a uno i vari strati di determinazione sociale,
è altamente discutibile.
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Per quanto riguarda le tecnologie informatiche, i luoghi di ricerca
e produzione vedono una scarsa presenza femminile, che non è aumentata
neppure con il passare degli anni. Anzi, in America e in Gran
Bretagna si rileva un calo delle donne iscritte ai corsi di computer
science, già a partire dagli anni '80, con il conseguente calo
di presenze femminili nell'università, nella scuola, nella formazione,
nel mondo della produzione. In pratica,
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È quindi l'appropriazione
delle nuove tecnologie informatiche da parte dei maschi che le
trasforma in un'attività prevalentemente maschile.
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Se le tecnologie informatiche sono di segno maschile, questo non
implica una rinuncia delle donne a utilizzarle.
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È importante tuttavia riconoscere che sistemi di tecnologia
diversi possono seguire traiettorie diverse e rappresentare interessi
diversi. Questo significa che è possibile, per esempio, che le
donne reagiscano in modo diverso dal previsto di fronte a strumenti
tecnologici considerati 'maschili'. In senso più generale, non
è corretto presumere che le donne automaticamente rifiuteranno
un sistema tecnologico, se lo percepiscono come 'maschile'. Al
contrario, le donne a volte aspireranno ad acquisire certe abilità
(considerate 'maschili' o comunque associate alla sfera d'azione
dei maschi) precisamente perché la società e il mercato attribuiscono
loro un alto valore. (Adam 1998)
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Ed è quello che è avvenuto per le donne che sono entrate in contatto
con le nuove tecnologie nell'ambito lavorativo, o per le donne
che vogliono migliorare la propria posizione professionale, o
ancora entrare o rientrare nel mercato del lavoro.
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