Un problema negato

Sin dalla prima riunione per la pianificazione delle ricerche, riunendo intorno a un tavolo insegnanti, formatrici, utenti avanzate, esponenti del mondo della produzione informatica, è apparso chiaro che l'esistenza di un gap di genere nell'accesso e nell'uso delle nuove tecnologie è un dato di fatto rimosso e negato.
Se a livello generale il fenomeno acquista una sua evidenza, le persone chiamate a esprimersi sulla propria realtà specifica tendono a spostare la soglia oltre la quale il problema esiste. Di volta in volta si dice che è un problema che riguarda le generazioni più vecchie, e tra i giovani non è più avvertibile. Oppure che riguarda solo il momento dell'iniziazione all'uso, e tra le utenti abituali ogni differenza scompare. Oppure ancora che il problema non è circoscrivibile all'uso delle nuove tecnologie, ma riguarda la donna nella famiglia, nella società, nel lavoro. Se il gap esiste, la sua origine e le eventuali soluzioni vanno cercate altrove.
Un primo obiettivo del progetto è stato quello di verificare e di dare visibilità alle differenze di genere nel rapporto con le nuove tecnologie, attraverso un'indagine di tipo sociologico su un campione di studenti e studentesse e di popolazione adulta in Italia. I dati dell'indagine dimostrano che il gap esiste, e in forme diverse riguarda anche i giovani.


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