"Donne e Nuove Tecnologie Informatiche"
Primo rapporto di ricerca
Progetto pilota nell'ambito del programma Leonardo dell'Unione Europea

TiConUno ha proposto il progetto "Donne e Nuove Tecnologie" nell'ambito del programma Leonardo dell'Unione Europea nel 1995, con l'intento di cominciare a riflettere anche in Italia sulle nuove tecnologie con un'ottica di genere. Obiettivo del progetto era analizzare in termini qualitativi e quantitativi il rapporto tra le donne e le nuove tecnologie informatiche e individuare modalità formative che favoriscano l'accesso delle donne alle nuove tecnologie, sulla base di una ricerca sviluppata con gli strumenti dell'antropologia visiva in Italia, Francia, Gran Bretagna.

Lo scenario di riferimento per il nostro progetto si è fortemente evoluto, basti dire che l'utenza femminile di Internet è passata dal 7% del 1995 all'attuale 35% del totale, con un livello di crescita del dato globale notevole, anche se ancora inferiore alle previsioni.
La diffusione dei computer nelle case è in continuo aumento. Contemporaneamente il Ministero della Pubblica Istruzione ha attivato un piano di finanziamento per favorire la diffusione delle nuove tecnologie informatiche nelle scuole che prevede lo stanziamento di centinaia di miliardi. I progetti pilota che hanno investito poche realtà scolastiche lasciano il passo a una diffusione capillare di computer e Internet in centinaia di scuole: a oggi siamo al 50%, ma è prevista al 2001 la copertura totale.

Questa situazione, apparentemente favorevole per l'accesso delle donne alle nuove tecnologie, richiede un salto di qualità nell'analisi del rapporto tra donne e nuovi strumenti tecnologici, analisi che nel nostro paese è solo agli inizi. Mentre all'estero esiste una vasta letteratura, che risale già alla fine degli anni ''70, pochi in Italia sono gli studi con un'ottica di genere. E le realtà che si muovono su questo tema, in ambito accademico o nel sociale, sono poche e circoscritte.

La ricerca sviluppata da TiConUno nel 1997-1998, direttamente nelle scuole superiori e attraverso la società Doxa sulla popolazione adulta, è stata coordinata da un team che vede al suo interno competenze nell'ambito della sociologia, della formazione, della comunicazione.
Il campione, necessariamente ristretto ma rappresentativo, è formato da 811 adulti, 395 uomini e 416 donne, e da 662 studenti, 285 uomini e 377 donne.
Il questionario, lievemente diversificato per gli studenti e la popolazione adulta, è stato sottoposto direttamente agli studenti nelle scuole e telefonicamente agli adulti.

Chi usa e chi non usa il computer

Una delle ipotesi guida della ricerca intendeva verificare se e in quale misura gli strumenti informatici vengono utilizzati, verificando la presenza di eventuali differenze di comportamento tra uomini e donne.

Il primo passo dell'analisi consiste dunque nel prendere in esame la distinzione tra chi usa il computer e chi non lo ha mai usato.

Nel gruppo degli adulti il 74,6% degli uomini dichiara di aver usato un computer (vale a dire 3 intervistati su 4). Tra le donne queste percentuali mutano vistosamente: l'uso di un computer riguarda il 57,8% delle donne contro il 42,2% che si dichiara "non utilizzatrice".

Ben diverso il dato tra gli studenti.
Il 97, 73 % degli studenti dichiara usare il computer, senza una significativa differenza tra uomini e donne: 98,25% per gli uomini, 97,35% per le donne.

Con quale frequenza viene utilizzato il computer

La seconda domanda del questionario ("Nel corso dell'ultimo anno lei ha usato il computer per qualsiasi motivo e in qualsiasi luogo almeno una volta alla settimana?") permette di confrontare le differenze di comportamento distinguendo gli utenti in due gruppi. L'aver usato il computer in media una o più volte alla settimana negli ultimi dodici mesi, indipendentemente dal motivo (studio, lavoro, tempo libero) o dal luogo (scuola, ufficio, casa ecc.) è stato assunto come indice di uso regolare; una frequenza di uso minore è invece stata assunta come indice di uso occasionale.

Per il gruppo degli adulti il 74% circa degli utenti uomini usa regolarmente il computer e solo il 26% (circa un quarto) lo usa saltuariamente. Al contrario, tra le utenti donne la maggioranza si dichiara utente occasionale (53% circa), mentre il rimanente 47% usa il computer regolarmente.
Anche tra gli studenti i dati indicano una differenza piuttosto marcata tra maschi e femmine. L'uso regolare del computer appare decisamente meno diffuso fra le donne (69,5%) rispetto agli uomini (92,5%).

In termini generali si può poi osservare che l'uso regolare di computer è più diffuso tra gli studenti che tra gli adulti: quasi l'80% degli studenti si definisce "utente regolare", mentre per gli adulti la percentuale scende al 61%.

Il computer a casa: chi lo usa e chi lo ha comperato

L'analisi a questo punto si concentra sugli utenti, donne e uomini, che fanno uso del computer regolarmente.
Il primo punto affrontato riguarda l'uso domestico e la proprietà del computer.

Tra gli adulti poco più della metà delle donne dichiara di avere un computer in casa, ma solo il 24% lo possiede personalmente (negli altri casi il computer è di altri familiari). Al contrario i due terzi circa degli uomini hanno il computer a casa e per il 42% si tratta di un computer personale. Tra gli studenti il possesso personale di un computer è dichiarato soprattutto dagli uomini (47% versus meno del 20% delle donne). La maggioranza delle donne (58%) ha un computer a casa che però non è di sua proprietà.

Frequenza e motivazione d'uso: studio, lavoro, tempo libero

Ma con quale frequenza il computer è utilizzato dagli utenti regolari? La ricerca prende in esame lo studio, il lavoro, il tempo libero.

Tra gli adulti, coloro che usano il computer per motivi di studio dichiarano una frequenza d'uso in media piuttosto alta (tre intervistati su quattro utilizzano il computer per motivi di studio almeno una volta alla settimana), e non ci sono differenze significative tra uomini e donne.
Coloro che lo usano per lavoro dichiarano una frequenza d'uso molto elevata (il 72,8% tutti i giorni), senza differenze tra uomini e donne. Il gruppo degli utenti regolari che non usa mai il computer per lavoro è in prevalenza maschile.
Diversa è la situazione per l'utilizzo nel tempo libero: il 23,3% degli uomini usa il computer tutti i giorni, contro il 10,6 % delle donne.
Il 47,33% delle donne non ne fa uso nel tempo libero, contro il 31,52% degli uomini.

Tra gli studenti non si rileva una significativa diversità nella frequenza d'uso per motivi di studio: circa la metà degli intervistati, donne e uomini, usa il computer una/tre volte la settimana, il 17% tutti i giorni o quattro/cinque volte la settimana, il 2% degli studenti non lo usa mai per motivi di studio.
Anche per questo gruppo emerge invece una certa differenza indagando l'uso nel tempo libero: il 33% degli uomini usa il computer tutti i giorni, contro il 12% delle donne. Le risposte sulle frequenze d'uso medie sono omogenee tra uomini e donne. Pochissimi intervistati, infine, hanno dichiarato di non utilizzare mai il computer nel tempo libero: nessuno tra i maschi e poco meno del 2% tra le femmine.

Software, Cd Rom, Internet

La ricerca prende in esame ora i due gruppi, studenti e adulti, per individuare le modalità di uso per lo studio, il lavoro o il tempo libero.
Il questonario prevedeva circa venti modalità diverse di utilizzo, relative all'uso di software, di Cd Rom, di Internet.
Per sintetizzare presentiamo i dati relativi dunque a queste tre principali modalità di utilizzo.

Nel gruppo degli adulti il software è utilizzato per motivi di studio dal 84,62% degli uomini, e dal 73,83% delle donne, i Cd Rom dal 38,46% degli uomini e dal 29,17% delle donne, Internet dal 33,33% degli uomini e dal 25% delle donne. Passando al mondo del lavoro, il software è utilizzato dal 94,12% degli uomini e dal 97,96% delle donne, i Cd Rom dal 40,69% degli uomini e dal 21,43% delle donne, Internet dal 39,22% degli uomini e dal 34,69% delle donne.
Nel tempo libero usano software il 55,25% degli uomini, contro il 38,47% delle donne. I Cd Rom sono utilizzati dal 39,3% degli uomini e dal 24,67% delle donne, mentre Internet vede un 20,23% di uomini utilizzatori e un 11,33% di donne.

Tra gli studenti si può verificare un utilizzo massiccio del software, senza differenze tra uomini e donne (media del 97%), una forte diversificazione per i Cd Rom, 74,13% degli uomini e 57,65% delle donne, una differenza nell'utilizzo di Internet: 30,1% degli uomini sono navigatori, contro il 24,3% delle donne. Questi dati sono relativi all'utilizzo del computer per motivi di studio.
Nel tempo libero l'utilizzo di Internet è più diffuso, ma si nota comunque una differenza: il 46,33% degli uomini va in rete, contro il 38,43% delle donne.

Come e con chi si impara a usare il computer

Poiché il nostro progetto ha l'obiettivo di individuare modalità formative efficaci per favorire l'avvicinamento delle donne alle nuove tecnologie, nel questionario sono state inserite domande specifiche sulle modalità di apprendimento.
Tra gli adulti, metà degli uomini ha imparato a usare il computer con l'aiuto di altre persone, per le donne la percentuale sale al 64,67%.
Tra gli studenti il ricorso all'aiuto di qualcuno sale per gli uomini al 63,32%, per le donne al 86,67%.
Esaminando le fonti di aiuto, si rileva un dato interessante: sia per gli uomini che per le donne, il referente è molto spesso un uomo, amico o collega. Solo il 17,53% delle donne e il 7,69% degli uomini ha ricevuto un aiuto da una collega. Fra gli studenti la situazione è di fondo simile: solamente il 26,24 % delle donne e il 10,98 % degli uomini hanno ricevuto un aiuto da amiche. Prevalgono poi le figure maschili, amici, fratelli, padri. Solo il 8,6 % delle donne e il 9,76 % degli uomini hanno ricevuto aiuto dalla madre.
In generale l'apprendimento del computer dunque passa attraverso figure maschili.

Quanto sei capace di usare un computer

Una domanda del questionario chiedeva di attribuirsi un voto su una scala da 1 a 10. Tra gli adulti non si rileva in media una differenza tra uomini e donne: 6.2 per gli uomini e 5.9 per le donne.
Tra gli studenti invece si rileva un'autovalutazione in media più positiva tra gli uomini che tra le donne: il dato è significativo perché in genere a scuola le studentesse si considerano e sono considerate più brave.

La prima volta

A che età si comincia a usare il computer? Anche questo dato manifesta una differenza tra uomini e donne. Tra la popolazione adulta le donne mediamente arrivano a utilizzare un computer un anno dopo gli uomini. E tra gli studenti i ragazzi mediamente dichiarano di aver iniziato ad avvicinarsi al computer intorno ai dieci anni, le ragazze intorno ai dodici anni.

Il computer è...

L'ultima parte della ricerca si occupa degli atteggiamenti verso il computer diffusi tra uomini e donne. Si tratta di rilevare se sono presenti delle differenze di valutazione rispetto alle nuove tecnologie informatiche e in particolare rispetto al computer.

Per arrivare a questo (domanda basata su una scala a differenziale semantico) sono state proposte agli intervistati 21 coppie di aggettivi e sostantivi opposti; le modalità di risposta comprendono sette categorie, in cui solo le due categorie estreme hanno una denominazione esplicita e la categoria centrale rappresenta la neutralità.

Le coppie di parole utilizzate sono state 21: Facile/Difficile; Caldo/Freddo; Maschio/Femmina; Bello/Brutto; Utile/Inutile; Vecchio/Nuovo; Madre/Padre; Noioso/Divertente; Arte/Scienza; Debole/Forte; Lavoro/Gioco; Concreto/Astratto; Nemico/Amico; Intelligente/Stupido; Morbido/Rigido; Fantasia/Realtà; Triste/Allegro; Giovane/Adulto; Passivo/Attivo; Grigio/Colorato; Veloce/Lento; Aperto/Chiuso.
Per ognuna delle coppie elencate, a ogni intervistato è richiesto di collocarsi in una delle 7 caselle, scegliendo la posizione più vicina a quella parola o aggettivo che si adattava di più alla propria idea di personal computer.

I dati sono poi stati sottoposti a una analisi che ha individuato quattro dimensioni fondamentali:

  • Genere, che raggruppa le risposte attorno al nucleo Maschio/Femmina;
  • Espressività, che raggruppa le risposte attorno al nucleo Lavoro/Gioco;
  • Potenza, che raggruppa le risposte attorno al nucleo Debole/Forte;
  • Estetica, che raggruppa le risposte attorno al nucleo Bello/Brutto.

Nel gruppo degli adulti l'analisi delle risposte evidenzia che:

  • le donne, più degli uomini, percepiscono il computer come maschio; ma questa percezione nella fascia di età sotto i trent'anni tende a essere simile per uomini e donne;
  • non ci sono differenze tra uomini e donne nelle risposte sulla dimensione espressiva;
  • le donne si posizionano verso il polo forte della dimensione potenza, differentemente dagli uomini;
  • le donne, più degli uomini, percepiscono il computer come brutto nella dimensione estetica.

Nel gruppo degli studenti:

  • nella dimensione di genere le studentesse si posizionano verso il polo maschio, come le adulte;
  • le studentesse si collocano più verso il polo lavoro nella dimensione espressiva, differentemente dalle donne adulte;
  • le studentesse si posizionano verso il polo forte della dimensione potenza, più degli studenti;
  • non ci sono differenze tra uomini e donne relativamente alla dimensione estetica.

Un'altra domanda proposta nel questionario ha utilizzato la scala Likert. L'intervistato doveva esprimere con un voto da 1 (molto in disaccordo) a 5 (molto d'accordo) la sua opinione riguardo a 10 affermazioni:

Il computer è una perdita di tempo.
Il computer è difficile da usare.
Il computer è roba da maschi.
Il computer è il mio migliore amico.
Il computer soffoca la creatività.
Con il computer si può fare tutto.
Il computer allontana dagli altri.
Il computer serve ad aprirsi a nuove idee.
Il computer crea troppe aspettative.
Il computer è indispensabile nel mondo in cui viviamo.

L'immagine degli atteggiamenti verso il computer che si delinea dalla lettura dei dati è un'immagine articolata e complessa, tendenzialmente non negativa pur non essendo sbilanciata in senso eccessivamente ottimista.
Il computer non rappresenta una perdita di tempo, è uno strumento difficile da usare ma è ritenuto indispensabile; e soprattutto non è roba da maschi. Su altre questioni relative al computer come oggetto aperto, creativo, che stimola la relazione con gli altri, o come oggetto forte, potente, in grado di fare tutto, la posizione del campione adulto è più incerta. Circa la metà degli intervistati dice di essere d'accordo con queste affermazioni.
Un'analisi successiva dei dati mostra che nella collocazione sulla scala Likert non ci sono significative differenze tra uomini e donne.

Cominciando dalle posizioni che esprimono disinteresse verso le tecnologie informatiche, gli studenti sembrano rifiutare in modo massiccio l'idea che il computer sia una perdita di tempo. Sia tra le femmine che tra i maschi la stessa percentuale, circa il 90%, è "molto o abbastanza in disaccordo" con tale affermazione.
Che il computer sia difficile da usare è invece un'affermazione condivisa soprattutto dalle donne (38% circa, contro il 29% dei maschi). Di estremo interesse è poi l'affermazione relativa al carattere maschile del computer. In questo caso c'è un forte disaccordo sull'idea che il computer sia "roba da maschi": maschi e femmine esprimono un netto rifiuto di questa visione, ma sono soprattutto le donne a farlo in modo deciso (molto in disaccordo: f=91,8%, m=68,4%).
E' poi molto diffusa (75%), ma in misura maggiore tra i maschi (77%), l'idea che il computer sia ormai diventato un oggetto indispensabile: uno strumento di cui ci si può fidare, che non crea aspettative eccessive, ma con cui si può fare tutto (43%), uno strumento aperto che non allontana dagli altri, ma anzi serve ad aprirsi di più verso il mondo.
Anche tra gli studenti la collocazione sulla scala Likert non varia tra uomini e donne.


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