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Si
conclude, dopo oltre tre anni di attività, il progetto
Donne e Informatica, presentato nel 1996 nell'ambito del Programma
Europeo Leonardo da Vinci e realizzato
da C.E.R.A. (Italia), C.E.RE.DE.M (Francia), Sonar (Italia),
TiConUno (Italia), University of London, Department of Anthropology
del Goldsmiths College (Gran Bretagna).
Il progetto si poneva l'obiettivo di verificare l'esistenza di
differenze di genere nell'accesso, l'apprendimento, l'uso delle
nuove tecnologie informatiche, con particolare attenzione all'area
delle formazione, del lavoro, del tempo libero.
Alla luce dei risultati emersi, l'indagine si è poi spostata
ai corsi di formazione, per verificare metodologie formative e
modelli in uso in Italia, Gran Bretagna, Francia
Una delle caratteristiche più
innovative del progetto è stato l'utilizzo di diverse
metodologie di ricerca per avvicinarsi a un tema che già
a prima vista si presentava complesso e con diverse facce. In
particolare si sono utilizzati per la prima volta in questo campo
gli strumenti d'indagine dell'antropologia visiva, per filmare
interviste e situazioni di formazione nei tre
paesi europei coinvolti nell'indagine.
Dalle oltre 10 ore di materiali
filmici alla base dell'analisi antropologica, è stato tratto
un video di 30 minuti, che rappresenta
ora il risultato del progetto stesso. Le ricerche statistiche,
documentarie, le interviste in profondità a formatrici,
insegnanti, utenti avanzate delle nuove tecnologie, e ovviamente
l'analisi antropologica hanno consentito di dare forma e dimensione
a un fenomeno, il gap di genere
nel rapporto con le nuove tecnologie, che spesso viene paradossalmente
rimosso, anche dalle donne stesse.
Il video sintetizza le tematiche emerse nel corso dell'intero
progetto ed è uno strumento di grande efficacia comunicativa,
che può essere visto e vissuto in modi diversi da pubblici
differenti. Non ha un linguaggio da addetti ai lavori, anche se
è frutto di una rigorosa ricerca scientifica. Non ha immediatamente
scopi didattici, anche se può diventare un ottimo strumento
da utilizzare nelle scuole o nei corsi di formazione. Non vuole
proporre a priori un'interpretazione della realtà né
indicare "buone pratiche", ma lascia parlare in modo
diretto prima di tutto le donne, poi operatori e operatrici della
formazione. Sono la forza stessa delle immagini e delle voci e
una sorta di "effetto specchio", nonché la "spettacolarizzazione"
del problema, a indurre nuove riflessioni e attivare uno spostamento
del "punto di vista" dello spettatore e della spettatrice.
Sono le prime leve su cui agire
per innescare un cambiamento. Partendo dalla consapevolezza -
non scontata - del problema dell'accesso delle donne alle nuove
tecnologie informatiche e dalla necessità di operare per
il suo superamento, il cambiamento dovrà investire molti
e differenti ambiti: la famiglia, la scuola, l'università,
la formazione, il tempo libero, il mondo del lavoro, il mondo
della produzione delle nuove tecnologie informatiche.
Le
scuole, le università, i centri di ricerca e formazione
possono richiedere il video a:
ticonuno@ticonuno.it
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Un
problema negato
La
tecnologia è neutra?
La
motivazione all'uso delle nuove tecnologie
Giocare
non per gioco
Il
primo impatto con la macchina
L'immaginario
Le
modalità di apprendimento
Aspetti
della formazione
Chi
volesse leggere i documenti integrali delle ricerche può
aprire direttamente i file in Word, oppure salvarli:
La
ricerca antropologica
La
ricerca documentaria
La
ricerca sociologica:
Per
un rapporto di sintesi: note e riflessioni
...
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