Perché URL, e la sua Redazione

Provate a immaginare un ristorante. E il suo menù. Dieci primi, quindici secondi, i dessert. Qualità generale: ottima. Superficie del locale: 200 metri quadri.

Ora immaginate un altro ristorante. Superficie: 4 milioni e mezzo di metri quadri. Self service. Il menù è composito. A nord nord-ovest la zona dedicata alle Sogliole Tanduri non è più sotto controllo e alcune centinaia di carrelli con dessert malgasci, Chutney al coriandolo indiani, frittelle Kpof Kpof nigeriane, sono in offerta insieme a banchi di Sunomono giapponese e Huevos alla Ranchera messicane.
Sogliole poche e, semmai, con mele e cipolle.
I clienti mostrano un certo disorientamento e tendono a spostarsi verso sud percorrendo la corsia 404 segnata dalle vetrine dei piatti freddi russi, canadesi, cantonesi (del Ticino), cantonesi (di Canton), corsi, corsari, carsici, e dagli espositori dei montoni alla Kiev.
C'è ressa in questa zona perché, iniziata nell'area delle zuppe, a sud est, qui converge la coda che porta ai polli alla circassa. O almeno dovrebbe. A volte il server di polli è bloccato e, per quanto possa sembrar strano, finisce qui la fornitura di Basboussa libanese e Rum des Amoureux. Sono liquori, e per chi si aspetta carne di pollo è proprio una bella botta. Intorno c'è molta polenta e ciò rincuora. Un piatto e via, verso nord est, ai quartieri del couscous.
Tutto è cucinato molto bene, nel ristorante self service di quattro milioni e mezzo di metri quadri.
Anche molto male. Dipende.

Credevamo fosse tanta l'informazione disponibile, prima di Internet. Ora, al confronto, sembra contenibile nel menù di un normale ristorante. La massa di documentazione presente in rete è semplicemente non misurabile. Nemmeno la sua qualità è globalmente definibile perché l'intera gamma dei possibili valori è contenuta nelle centinaia di milioni di pagine web. Abbiamo a disposizione, come generatori di menù per questo sproporzionato self service, degli strumenti quantitativi. Sono i motori di ricerca e i portal che troviamo in rete.
Fanno bene il loro lavoro e di più non potrebbero fare perché il loro obbiettivo è raccogliere qualche miliardo di pagine.
Una cosa è certa: tutta la cucina del mondo è presente nel ristorante grande come una città, ed è quindi fuor di discussione che limitarsi ad una seppur confortevole trattoria significa una profonda riduzione di conoscenza.
C'è dibattito su questo punto. Si sostiene: se la massa di informazioni disponibili è un immane rumore di fondo, siamo in presenza di grandi potenzialità di fatto non accessibili. Allora dovremmo coerentemente sostenere che le grandi biblioteche, rese possibili con l'avvento dei procedimenti di stampa, nulla hanno significato nello sviluppo della cultura. E' profondamente falso, come sappiamo. C'è un grande disordine da gestire, questo è il dato di fondo.
Strumenti risolutivi non ne abbiamo. Strumenti parziali, complementari, sono invece possibili.

URL si propone come uno di questi, utilizzando una tecnica la cui efficacia è provata da molto tempo: una ventina di "umani" si immergono nella rete provvisti di competenze specifiche (medici analizzano siti di medicina, economisti siti di economia), e il principale mandato di ricerca è recuperare documentazione che un normale utente di Internet, con i suoi altrettanto normali tempi di navigazione, molto difficilmente potrebbe individuare. In breve: per interpretare e selezionare cose fatte da umani gli umani stessi sono sempre il miglior motore presente in città.


Ora una considerazione importante: potremmo applicare il gruppo di ricerca in una selezione con criteri ancora "quantitativi", e questo è un lavoro già svolto dai portali. La nostra scelta è un'altra: fare selezione e incontrare una esigenza che nel pubblico di Internet è presente, quella di "sfogliare" questa immensa rivista che è la rete. Non è sorprendente. E' l'atteggiamento che si ha quando si consulta, settimanalmente o mensilmente, una rivista "cartacea". Ci piace, la seguiamo da anni, ma ogni volta non sappiamo cosa ci proporrà.

Singole schede di recensione di pagine web sono la base di URL. Ma ora il sito è anche strutturato con molte sezioni diverse, le abbiamo chiamate Ambienti, che, insieme alla segnalazione di indirizzi Internet, propongono articoli e notizie.
Balene si occupa di cetacei nel mediterraneo, in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Milano e in coincidenza con l'apertura, fra la Liguria e la Sardegna, del parco marino ove è possibile osservare i cetacei che si cibano dei loro amati gamberetti.
DiArte è un quotidiano di segnalazione di articoli che appaiono su riviste, cartacee e non, che hanno un proprio sito. Fotografia sta diventando un grosso punto di partenza per trovare in rete immagini scattate da grandi fotografi, archivi importanti, memorie fotografiche di eventi e periodi di grande importanza negli ultimi centocinquant'anni.
Malebolge è un piccolo web dedicato ai siti Internet che, per dirla in breve, ci sembrano un po' fuori di testa.
Ipertesi è un database in linea specializzato nella segnalazione di pagine web utili per gli studi universitari.
La sezione Scienze è un approfondimento, sui temi scientifici, del lavoro di recensione della rete, insieme ad articoli e notizie che si occupano della attualità in campo tecnologico e scientifico.
La sezione Idee e lavori scandaglia la rete per trovare pagine interessanti per chi deve orientarsi nelle scelte professionali, con una certa attenzione a suggerire nuove professionalità.
Libri e librerie, infine, guarda alla rete con una attenzione al mondo della letteratura e della saggistica

Un discorso a parte riguarda erewhon e MUVI.
erewhon è un magazine on line, nato nel 1997, dedicato a temi di arte, letteratura e scienze, e con una attenzione verso i temi delle nuove tecnologie e dei suoi riflessi sui comportamenti sociali. Anche erewhon propone indicazioni per la navigazione in rete, ma il tutto avviene nel contesto di articoli e percorsi ragionati.
MUVI, Museo Virtuale di una regione: la Lombardia.
E’ un progetto realizzato con l'obiettivo per creare un museo virtuale di un grande patrimonio fotografico sommerso: gli archivi familiari. Un sito e una trasmissione radiofonica chiamano navigatori e ascoltatori a collaborare attivamente al progetto, con immagini, storie, racconti, memorie.E' stato scelto dall'Unesco per entrare a far parte di una selezione di siti Internet dedicati alla conservazione del patrimonio culturale mondiale.

 

La Redazione

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