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Il parco di Monza: intervista all'assessore

Daniela Pollastri
assessore al parco di Monza

Il parco di Monza è la più conosciuta delle aree verdi della provincia di Monza e Brianza: l'Assessorato al Parco, nella persona dell'architetto dr.ssa Pollastri, si occupa della sua manutenzione e promozione. In occasione di un incontro presso la cascina Mirabello, sede degli uffici del Parco, le abbiamo rivolto alcune domande, di cui si propone una sintesi.

Architetto Pollastri, il parco di Monza ha appena compiuto duecento anni ed è stato teatro di molti eventi, che hanno raccolto il favore e la partecipazione della cittadinanza. Progetti per il futuro?
Le iniziative hanno avuto una grande risposta da parte del pubblico, e continueremo quindi ad organizzarne anche in futuro: per esempio stiamo allestendo una mostra di arte moderna interattiva con installazioni multimediali.Un altro progetto è l'inserimento nella cornice del parco di una grande opera di land art di Giuliano Mauri, esponente di spicco di questa corrente. L'opera sarà interamente realizzata recuperando i materiali di scarto della potatura e riordino degli alberi, e quindi non sarà necessario alcun taglio, come è stato erroneamente riportato in alcune sedi.
Un altro progetto è quello di permettere di girare il parco, conoscendone la storia e scoprendone la flora, tramite un palmare che fornirà le informazioni passo per passo. Per ora questo sistema è attivo solo nei giardini della Villa Reale, speriamo in futuro di poter ampliare il suo "raggio di azione".
Le iniziative hanno l'intento di coniugare e promuovere attenzione per l'ambiente e la cultura, con l'obiettivo di rispondere alle esigenze di una utenza diversificata.

A proposito di utenza, come è vissuto il parco dai cittadini?
Un'indagine del 1996 stimava nelle domeniche estive un'affluenza di visitatori di circa 60.000 persone, e oggi molto probabilmente si raggiungono cifre più alte. Quello che forse è più interessante è che il parco è frequentato non solo nei giorni festivi, ma anche nel corso della settimana.

Quali sono i punti di forza?
Il fatto di essere un parco "storico", sapientemente creato: la scelta delle essenze arboree, gli scorci paesaggistici, l'aprirsi di cannocchiali prospettici di ampio respiro costituiscono la sua particolarità. Inoltre gode di una vasta estensione, unica per un parco cintato.

E i fattori di criticità?
Sicuramente la mancanza di servizi e di luoghi di ristoro, in rapporto al numero di utenti crea soprattutto in estate qualche problema. Stiamo al momento studiando nuove soluzioni, magari utilizzando le porzioni meno nobili dei fabbricati all'interno del Parco.
Un altro problema è dato dallo scarso numero di addetti e dalla penuria di risorse. Contiamo in futuro di creare una fondazione che si possa occupare, con un proprio bilancio autonomo, del Parco.

Rispetto ai parchi di Monza e Brianza, che noi abbiamo mappato in questa sezione del sito, si può già parlare di sistema integrato del verde?
Purtroppo siamo solo agli inizi. Esiste una collaborazione attiva con il Parco Valle Lambro, a livello di scambio di informazioni e consigli tra gli uffici tecnici.
Per la fauna invece sono stati creati e sono in fase di studio alcuni collegamenti tra le aree verdi; i corridoi ecologici hanno permesso ad esempio agli scoiattoli di spostarsi dal Parco di Montevecchia verso il Parco di Monza e di ripopolarlo.

Come vede il tentativo di creare un circuito delle aree verdi, sia pure per ora solo sul web?
In modo molto positivo; sono infatti convinta che sia molto importante la collaborazione tra i Parchi, per contribuire a valorizzare ulteriormente aree verdi della provincia.
Anche l'utenza potrebbe trarre vantaggi da una migliore conoscenza delle risorse ambientali esistenti: per esempio alcune iniziative che vengono richieste dall'utenza troverebbero forse una miglior realizzazione nei parchi limitrofi.

Intervista raccolta da Chiara Galbiati