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Parco delle Groane - Percorsi pedonali

Il roccolo
foto: parco Groane

Il Parco delle Groane offre al visitatore alcuni itinerari percorribili esclusivamente a piedi, che sono comunque raggiungibili anche dalle piste ciclopedonali.


Lazzate
Alla scoperta di un antico roccolo per uccellagione
Dalla pista ciclopedonale numero 1 è possibile entrare in un tipico bosco di pianura.
Nel 1940 all'interno dell'area c'era un roccolo per l'uccellagione, costituito da un doppio filare di carpini potati e piegati a formare gallerie, al cui centro c'erano sorbi e ciliegi per attirare gli uccelli che poi rimanevano intrappolati in questa rete naturale. Dal 1969 la caccia con reti è vietata e i carpini non vengono più potati, pertanto l'impianto della struttura è riconoscibile e ben conservato.


Cogliate e Misinto
Boschi di S. Andrea
Tra prati calpestabili, zone di rimboschimento operato dal Consorzio parco e aree per la sosta e la ricreazione, ci si inoltra in questo complesso boschivo che copre l'area sovracomunale più estesa del parco.
È un sito di interesse comunitario che presenta numerose specie arboree tra cui carpino, quercia, castagno, acero e pino silvestre. Una specifica segnaletica aiuta a riconoscere la flora circostante.
Da quest'itinerario, raggiungibile anche in bicicletta tramite la pista 1-29-30, si può raggiungere un altro sito di interesse comunitario, il bosco del Curato. Questo querceto, molto pregevole per l'età degli esemplari che lo compongono, deve il proprio nome al fatto di essere da duecento anni proprietà della parrocchia.
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Ceriano Laghetto
Foppa di San Dalmazio
Foppa di S.Dalmazio in inverno
foto: parco Groane

Il sentiero, per la maggior parte su pista ciclabile, si snoda in quest'ambiente dove si ritrovano tutti i tipi di bosco presenti nel parco. La foppa, molto frequentata dagli anfibi durante il periodo primaverile estivo, è una piccola e vecchia cava di argilla su cui la flora "umida" ha preso il sopravvento.
Nelle stagioni piovose la foppa si colma di acqua, cosa che favorisce la crescita di una vegetazione umida caratteristica (tifa, felci). Grazie a una passerella è possibile attraversarla anche se allagata.
E' facilmente raggiungibile dalla pista ciclabile numero 1.
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Barlassina
In un ex campo di tiro
L'ex poligono di tiro, attivo fino agli anni '70 e di cui rimangono residui murari, ospita ora tigli, aceri e querce.
Sede di rievocazione di antiche feste paesane, offre all'ingresso un'area di ristoro con un bar e un'area picnic.
Sono stati avvistati scoiattoli, conigli selvatici e anche volpi.
L'accesso all'area è da via Longoni.

Cesano Maderno
Oasi Lipu
Nata nel 1997 in collaborazione con il comune e il parco delle Groane, l'oasi si estende su circa 100 ettari di boschi, brughiere e zone umide e si pone come esempio di eccellenza nel recupero di un'area circondata da insediamenti industriali.
Sono state ricreate le condizioni ottimali per l'avifauna, che infatti la predilige come area di sosta o stazionamento.
Dal settembre 2005 si avvale del titolo di Oasi a protezione faunistica.
All'ingresso dell'area si trova il centro di educazione e formazione ambientale dedicato all'ecologista Alex Langer, dotato di apparecchiature multimediali e completamente costruito nel rispetto della natura. In questa sede, accessibile anche da parte dei disabili, è possibile richiedere ulteriori informazioni da mercoledì a domenica.
All'interno del centro, oltre a progetti di educazione ambientale per le scuole, si tengono anche conferenze, proiezioni e corsi di natura scientifica-ambientale.

Oasi Lipu
foto:Chiara Galbiati

Vicino al centro visitatori è presente un'area picnic, dove in inverno sono poste delle mangiatoie per uccelli.
Uno stagno didattico e un breve percorso botanico con pannelli didattici permette di conoscere le piante che circondano il centro.
Il rio Badino, che passa in mezzo all'oasi, a ridosso del centro, è un buon esempio di bonifica di un corso d'acqua: dopo gli interventi si sono reinsediati lo scorpione di acqua e la rara libellula Cordulegaster boltoni, segni inequivocabili di acqua pulita.

Il personale dell'oasi organizza visite per illustrare e aiutare a osservare la ricca avifauna della zona. Sono presenti due capanni per l'avvistamento: uno accessibile dal sentiero e l'altro accessibile da via Groane.
Le visite guidate alla scoperta dell'oasi si tengono la domenica alle ore 15 tutto l'anno. Nei mesi primaverili ed estivi, previa prenotazione, è possibile organizzarle anche di sabato alle 15 e domenica alle 10.
Info: www.cesano.com/oasi_lipu/sito_lipu.htm

Una semplice guida, comprendente le specie più rappresentative che transitano nell'area, è scaricabile nella sezione fauna: foto, brevi spiegazioni e soprattutto la possibilità di ascoltarne il canto permetteranno di prepararsi nel miglior modo a incontrare le varie specie aviarie.
Nel 1999 è stato avviato il progetto "Atlante della biodiversità" che ha permesso di censire la fauna dell'oasi stessa, grazie a scrupolosi rilevamenti.
Inoltre, l'oasi funziona anche da centro di raccolta per animali selvatici in difficoltà, che vengono poi trasferiti nei centri di recupero Lipu.

La fruizione dell'area è libera, nei circa 5 chilometri di sentieri attrezzati che partono dal centro visitatori, dove è presente anche un parcheggio. All'ingresso dell'oasi campeggia una grande bacheca che illustra i sentieri.
Si raccomanda di condurre sempre i cani al guinzaglio e di rispettare i divieti di accesso in alcune aree, sempre ben segnalati, per non disturbare la fauna avicola.
Un breve sentiero di circa 1.5 chilometri, adatto a tutti e con fondo in calcestre, permette di raggiungere un capanno per l'osservazione dell'avifauna. La zona umida, estesa circa 12 ettari, è stata appositamente creata: cinque laghi a diversa profondità, alimentati da un pozzo che pesca l'acqua a circa 100 m di profondità, hanno permesso lo sviluppo di una rigogliosa vegetazione lacustre che ospita libellule, anfibi e soprattutto uccelli. Molte specie aviarie hanno scelto quest'area come sosta o stazionamento e, con un poco di pazienza e un cannocchiale, si possono fare delle osservazioni ornitologiche interessanti.
Inoltre, lungo questo sentiero si incontra la stazione di ambientamento per giovani rapaci notturni. Nel periodo primaverile - estivo i pulcini attendono in questa voliera in legno di ambientarsi e di recuperare le forze.
Grazie a vetri a specchio è possibile osservarli senza essere visti, sempre accompagnati da un operatore Lipu.
Un sentiero più lungo prosegue in un bosco di querce e pioppi fino ad arrivare a una brughiera di circa 3 ettari.
Sulla via del ritorno si passa vicino al corso del rio Badino, per poi attraversare un prato dove domina l'erba alpina Carex brizoides.

Lungo i percorsi sono presenti cippi segnaletici e pannelli didattici che illustrano le caratteristiche delle specie aviarie.
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Seveso
Corridoio del Biulè
Il corridoio ecologico del bosco del Biulè è un collegamento ideale tra l'oasi di Cesano Maderno e l'altopiano di Seveso. In questi 19 ettari crescono robinie, pioppi tremoli e salici, curati dal comitato del bosco del Biulè e costituito da privati cittadini. Il piccolo bosco del Biulè è un'area privata con farnie, pini silvestri, mirtillo rosso e altre specie autoctone.
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Seveso

Un tratto del sentiero
foto:Chiara Galbiati

Fosso del Ronchetto
Salvato nel 1992 grazie all'intervento di Legambiente circolo Laura Conti e al WWF sezione Groane, il bosco è diventato un'oasi protetta che ospita una grande varietà di specie vegetali e animali. Nel sottobosco per esempio si troviano mughetti, anemoni e rari narcisi selvatici.
Accanto allo stagno vecchio, rimodellato e ampliato, è stato creato un secondo stagno, a ridosso del bosco. Entrambi sono a regime idrico stagionale e costituiscono un habitat adatto agli anfibi e alla vegetazione palustre.
L'area, profondamente scavata dallo scorrere di un torrente ormai estinto, si trova sul limitare dell'altopiano delle Groane e ne conserva le caratteristiche di acidità e di ferretizzazione.

Un sentiero, realizzato appositamente, permette di transitare a piedi nell'area mentre una piccola guida che viene realizzata fin dal 1993 illustra un percorso didattico e naturalistico.

L'area è raggiungibile dalla stazione di Seveso, camminando per circa cinquecento metri. Una serie di cartelli e di panettoni colorati dai volontari di Legambiente
indicano la via da seguire per scendere in Seveso centro oppure a Villa Dho.
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Villa Petitosa
foto:Chiara Galbiati
Seveso
Villa Petitosa e il parco Dho

La villa, costruita agli inizi del XIX secolo e acquistata dal generale Luca Dho, combattente delle guerre di Indipendenza, è ora di proprietà del comune di Seveso, che l'ha concessa in comodato all'associazione Natur&onlus.

Il parco, costituito da pregevoli esemplari di querce, faggi e tassi, è curato dagli alpini e dai volontari di Legambiente.

Un laghetto artificiale ospita germani reali, oche, tartarughe palustri e, a volte, aironi cinerini di passaggio. Presenta un percorso vita.
Vicino all'ingresso è presente un bar e una pista da bocce.
Non sono ammessi i cani.
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Solaro
La brughiera di Cà del Re
È una delle ultime brughiere a sud delle Alpi e si configura come habitat ideale per diverse specie di anfibi e rettili.
Tra le specie arboree crescono il brugo e la genziana pneumonante, necessaria allo sviluppo della Maculinea alcoonuna, una rara farfalla diurna.
Il nome Cà del Re deriva dalle assidue frequentazioni dell'area da parte della famiglia Savoia che veniva invitata dai notabili milanesi per partecipare alla caccia.
È stata proposta come Sito di interesse comunitario per la ricchezza faunistica e arborea che ospita al suo interno.
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Solaro
Centro Parco Polveriera

Il centro ospita gli uffici del parco, un salone conferenze (150 posti) e un centro per l'accoglienza del pubblico. Lo Stato ha affidato l'ex polveriera di Ceriano al Consorzio nel dicembre 2002.
L'area, costituita da 13 ettari, è in parte accessibile al pubblico solo da pochi mesi.
Il destino di questa zona non è ancora ben definito: adeguatamente risanata e bonificata, potrebbe ospitare un villaggio per ragazzi, un museo del parco o un centro della Protezione Civile.
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Vacca varzese
foto: Parco Groane

Bovisio Masciago
Conoscere gli animali della fattoria
Villa Marina, azienda agricola a scopo didattico - divulgativo, accoglie razze domestiche in via di estinzione come la vacca varzese e pecora brianzola.
L'azienda è aperta al pubblico, soprattutto a scolaresche.





Cesate
La pineta
Pineta di Cesate
foto:Chiara Galbiati

Questo sito di interesse comunitario, di 250 ettari è coperto per metà da alberi ad alto fusto (pino silvestre, quercia, ecc.) e costituisce uno degli angoli più suggestivi del parco.

Numerosi percorsi, tutti organizzati secondo uno schema circolare, permettono la fruizione dell'area.
I pini introdotti da Maria Teresa d'Austria hanno inizialmente proliferato per poi dare ampio spazio a querce e altri alberi ad alto fusto.

All'interno dell'area lo stagno di Manuè merita una visita sia per la ricca vegetazione, sia per le diverse e rare specie animali.
Raggiungibile dalla pista ciclabile 1.
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Seveso
L'altopiano
L'altopiano, denominato Riserva Naturale Orientata e incluso tra i siti di interesse comunitario (Sic), è una brughiera aperta dove si può ammirare il salice a foglia di rosmarino (Salix rosmarinifolia).
L'area è raggiungibile dalle piste ciclabili numero 1 e 27.

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