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La Fauna dei Parchi di Monza e Brianza

I parchi brianzoli, pur essendo in prossimità di aree urbanizzate e con arterie stradali che spesso tagliano il loro perimetro, conservano una discreta varietà di specie animali quasi tutte sinantrope, cioè legate ad ambienti modificati dall'uomo. Questa ricchezza non va persa, ma anzi tutelata.
Le direzioni dei parchi portano avanti questo proposito, mantenendo il più invariato possibile gli ambienti naturali e risanando le aree degradate. La realizzazione e il potenziamento di corridoi ecologici tra le varie aree permetterà gli spostamenti degli animali all'interno dei parchi, evitando l'attraversamento di strade e gli inevitabili incidenti in cui oggi incorrono.
Ogni parco presenta all'interno del proprio sito una scheda relativa alla fauna presente, partendo dal presupposto che conoscere è il primo passo per comprendere e quindi preservare.
Su questa base si è voluto elencare le specie presenti nei parchi brianzoli, indicando, qualora espressamente segnalato, i luoghi dove con più facilità si possono avvistare le specie di maggior interesse faunistico. Non si pretende di fornire un elenco esaustivo della fauna che popola i parchi, ma solo di rendere evidente la sua complessità e varietà.

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Insetti

Libellule e insetti acquatici
Nei mesi caldi, presso le zone umide, si incontrano le libellule, appartenenti al sottordine degli Ansioteri, famiglia Libellulidae. E' possibile vedere la libellula imperatore (Anax imperator), con i suoi 70-80 mm di lunghezza e un'apertura alare di 95-110 mm, e la libellula depressa, di dimensioni più contenute, di 40-45 mm.
Nei campi, oltre che nelle zone umide, si può vedere invece il simpetro sanguineo (Sympetrum sanguineum), il cui maschio di colore rosso vola per tutta l'estate vicino alle acque stagnanti.
Del sottordine degli Zigotteri famiglia Agriidae, la calotterige vergine (Calopteryx virgo) viene avvistata di frequente.
Da segnalare, presso l'area umida dell'oasi Lipu di Cesano Maderno, le libellule Ischnura pumilio e Orthetrum brunneum e presso il rio Badino la rara Cordulegaster boltonii oltre allo scorpione di acqua (Nepa cinerea), insetto acquatico della famiglia Cryptocerata.

Farfalle
Vanessa pavone (Inachis io)
foto: parco del Molgora

Vicino a siepi e prati stabili si incontrano farfalle come la vanessa atalanta (Vanessa atalanta) e la vanessa io (Inachis io), chiamata anche occhio di pavone per i grandi "occhi" bianchi e blu posti negli angoli anteriori delle ali. Entrambe appartengono alla famiglia delle Ninfalidi.
La vanessa dell'ortica (Aglais urticae), più piccola rispetto alle altre vanesse, si mimetizza con la corteccia delle piante grazie al disegno che caratterizza le sue ali.
Spicca per le dimensioni il macaone (Papilio machaon), appartenente alla famiglia dei Papilionidi.
L'azzurro del maschio dell'icaro (Polyommatus icarus), piccola farfalla della famiglia dei Licenidi, e il bianco della cavolaia maggiore (Pieris brassicae) contrastano con il verde dei prati. La cavolaia deve il proprio nome alla predilezione per orti e campi dove si coltivano crocifere come la rapa, il cavolfiore e il cavolo.
Di sera si libra l'amata (Amata phegea), piccola farfalla notturna dai colori sgargianti e con apertura alare fino a 4 cm, che predilige le aree boschive.

Da segnalare, per gli appassionati di entomologia, la Maculinea alcon, farfalla diurna europea tra le più rare e minacciate di estinzione. E' stata rilevata presso la pineta di Cesate, all'estremità sud del sito Cà del Re e a nord dell'area dell'ex polveriera (Parco delle Groane).
La pianta nutrice è la Gentiana pneunomanthe, legata ad ambienti umidi e decisamente non comune, come lo è del resto il ciclo vitale di questo insetto. Le uova della farfalla alcon, deposte sulla genziana, schiudono in corrispondenza della fioritura e il bruco si sposta nell'ovario del fiore dove soggiorna per quindici giorni, cibandosi di nettare.
Allo scadere delle due settimane, da una ghiandola posta sul dorso, il bruco secerne una sostanza zuccherina di cui sono molto ghiotte le formiche del genere Myrmica. Convinte di assicurarsi un costante rifornimento di questo nettare, le formiche trasportano nel formicaio il bruco, che può così nutrirsi delle loro larve e mantenersi in vita da metà settembre fino a giugno. Successivamente il bruco si porta all'imbocco del formicaio e dopo lo stadio di crisalide, finalmente sfarfalla. Per quindici giorni vola, cibandosi di brugo, per poi accoppiarsi, deporre uova sulla genziana e iniziare un nuovo ciclo.

Il Parco Regionale Valle Lambro ha pubblicato la guida per bambini e adolescenti Mondo delle farfalle. Il volume è disponibile gratuitamente presso la sede del Parco.



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Rane e anfibi

Raganella (Hyla intermedia)
foto: parco Rio Vallone

Gli anfibi rappresentano una presenza costante all'interno dei parchi e prediligono boschi umidi e stagni.
Con un poco di attenzione è possibile sentire il gracidare di varie specie di rane: la rana verde (Rana esculenta complex) che staziona nei fossi e nelle pozze di acqua, la rana dalmatina (Rana dalmatina) dal dorso brunorossastro, abbastanza rara nella pianura lombarda, e la rana di lataste (Rana latestei). Al di fuori del periodo degli amori sono difficilmente visibili, perché si nascondono tra le foglie secche e la vegetazione del sottobosco. La rana di lataste è segnalata presso il sito Cà del Re e il laghetto Manuè nel Parco Groane e il Fosso del Ronchetto.
Segnalazioni occasionali della rana di lataste e della salamandra pezzata hanno indotto il Parco Brughiera Briantea a promuovere la ricerca di queste specie per monitorarne la distribuzione.
Appesa ad arbusti e alberi si può scorgere la piccola raganella (Hyla arborea) di 30-50 mm e colore verde intenso e brillante, con una linea scura sulla superficie laterale che attraversa occhio e timpano e giunge fino all'inguine. È stata segnalata un'area di riproduzione di queste specie presso un piccolo stagno vicino al bosco nell'oasi del fosso del Ronchetto e nello stagno presso Lentate del Parco delle Groane.

Un'altra presenza segnalata è quella del rospo smeraldino (Bufo viridis) che è possibile incontrare la sera specialmente dopo un temporale. Tutte queste specie di rane sono state segnalate presso gli stagni nel bosco umido presso l'ex campo di volo di Bellusco (Parco Rio Vallone), presso il laghetto Manuè, la Foppa di S. Dalmazio, il sito Cà del Re e altre zone umide nel Parco delle Groane, presso lo stagno dell'area Monti e negli stagni tra Ronco Briantino e Carnate nel Parco del Molgora.
Il rospo comune (Bufo bufo) è molto raro ed è stato segnalato presso le aree umide del parco della Valle del Lambro.

Tutela ambientale
Tutte le specie di rane sono tutelate. La cattura, il trasporto e il commercio di rospi del genere Bufo sono vietati. Per maggiori informazioni: http://temi.provincia.milano.it/ambiente/tutela/tutela_accertamenti_fauna_rospo.shtml
http://temi.provincia.milano.it/ambiente/tutela/tutela_accertamenti_fauna_rana.shtml

Tritoni e salamandre
Vorace predatore di invertebrati acquatici, oltre che di uova e girini, il tritone crestato (Triturus carnifex) è presente presso gli stagni, le pozze e i piccoli canali di acqua calma. La cresta dorsale, che esibisce nel periodo riproduttivo, rappresenta un carattere distintivo per questa salamandra.
Il tritone punteggiato (Triturus vulgaris meridionalis) è ospite dei parchi e condivide gli stessi ambienti del crestato. È stato segnalato al fosso del Ronchetto presso lo specchio di acqua, nell'area umida dell'oasi Lipu e presso i fossi lungo il canale Villoresi (Parco del Molgora).
La salamandra pezzata (Salamandra s.salamandra) di colore giallo e nero, è stata oggetto di credenze popolari infondate per la presenza di ghiandole che emettono un secreto urticante contro gli aggressori (la si credeva capace di accecare l'uomo e di avvelenare le fonti di acqua). È stata segnalata presso il Parco Valle Lambro.

Maggiori informazioni sugli anfibi si possono trovare nella Dispensa sugli anfibi del Parco del Parco del Rio Vallone, direttamente scaricabile dal sito internet.

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Rettili

Ramarro (Lacerta viridis)
foto:parco Rio Vallone

Sauri
Presso le rive erbose e ai margini delle siepi si muove il ramarro (Lacerta viridis), grande lucertola di colore verde, lunga circa 13 centimetri e con una coda lunga quasi il doppio.
Vicino ai centri urbani e lungo i margini assolati dei boschetti radi la lucertola muraiola (Podarcis muralis) è una presenza frequente.
Al crepuscolo si muove l'orbettino (Anguis fragilis) spesso scambiato per un serpente a causa degli arti abbozzati e poco visibili. Questo sauro rimane nascosto nel sottobosco e non è quindi facilmente avvistabile.

Serpenti
Il biacco (Coluber viridiflavus) striscia in siepi e cespugli ai margini del bosco. Predatore di piccoli roditori e terricolo, è un serpente innocuo per l'uomo, sebbene morda se disturbato. Il Parco Brughiera Briantea invita alla ricerca del colubro liscio (Coronella austriaca), di cui si hanno poche segnalazioni.
La coronella è stata invece segnalata presso l'area boschiva di Cesate nel Parco delle Groane.

Un altro ofide innocuo per l'uomo che si può incontrare presso ruscelli e raccolte di acqua è la biscia d'acqua (Natrix natrix), lunga un metro e mezzo circa. Morde raramente, di solito emette un fischio e si nasconde. In caso di forte minaccia libera un secreto cloacale maleodorante per scoraggiare l'eventuale predatore.
Nelle zone di brughiera non alberata o a vegetazione arbustiva con ampie radure, è possibile trovare anche il colubro di Esculapio (Elaphe longissima), chiamato anche saettone. Di lunghezza abbastanza considerevole (un metro e settanta circa), la sua silhoutte di colore bruno olivastro, più chiaro nella parte anteriore, è ben conosciuta perchè rappresenta simbolicamente le arti mediche. Si nutre di piccoli mammiferi, di uova e nidiacei; è innocuo per l'uomo e solitamente rimane immobile se disturbato, confidando forse nella sua livrea mimetica.
Meno piacevole può essere l'incontro con la vipera (Vipera Aspis) che predilige luoghi abbastanza appartati.
Questi serpenti sono stati segnalati in particolare presso l'oasi Cà del Re nel parco delle Groane.


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Pesci e crostacei

Carassio dorato
foto: parco Rio Vallone

Nei corsi d'acqua nuotano pesci prevalentemente introdotti dall'uomo come il carassio dorato (Carassius auratus), il persico trota (Micropterus salmoides) e il persico sole (Lepomis gibbosus).
Nel fiume Lambro si segnalano la carpa (Cyprinus carpio), il cavedano (Leuciscus cephalus) e la tinca (Tinca tinca).

Nelle acque del Molgoretta, particolarmente pulite, all'interno del Parco del Molgora è stata segnalata la presenza della sanguinerola (Phoxinus phoxinus). Nella valle del Rio Pegorino (Parco Valle Lambro) è tornato il gambero di acqua dolce (Austropotamobius pallipes) messo in pericolo da vari fattori: la competizione con le specie esotiche (gambero rosso della Lousiana e gambero americano), la minore resistenza a malattie e l'elevata sensibilità agli inquinanti ambientali. La sua presenza è stata segnalata anche nei corsi di acqua del Parco Brughiera Briantea.



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Mammiferi

La frammentazione delle aree boschive spesso a contatto con grandi centri urbani e industriali, e la conseguente forte presenza dell'uomo in queste aree, hanno creato qualche problema di sopravvivenza ai mammiferi, che comunque riescono ancora a trovare il loro habitat.

Pipistrelli
Un abitante notturno dei parchi e delle aree limitrofe è il pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus) appartenente all'ordine dei Chirotteri. Abile predatore di insetti, in inverno cade in letargo, mentre in estate al crepuscolo si aggira vicino a lampioni e fonti di luce. Il suo metodo di caccia sfrutta onde ad alta frequenza che, come in un sistema radar, gli permettono di localizzare prede e ostacoli. L'aspetto non particolarmente accattivante, il modo di volare (una superficie membranosa scura chiamata patagio sostituisce le ali) e le abitudini notturne non hanno giovato alla sua reputazione. In realtà è un ottimo alleato dell'uomo nel tutelare l'ecosistema agricolo, regolando il numero degli insetti dannosi.
Altri pipistrelli avvistabili la sera nei parchi sono il pipistrello del Savii (Hypsugo Savii) e l'albolimbato (Pipistrellus kuhlii), segnalati in particolare nella zona di Cesate del Parco delle Groane.
I pipistrelli italiani sono animali protetti.

Riccio
foto: parco Rio Vallone

Insettivori
I principali abitanti dei parchi intorno al territorio monzese sono gli insettivori.
Quest'ordine raggruppa piccoli mammiferi che si cibano in prevalenza di insetti e hanno muso appuntito, occhi piccoli, zampe corte e cinque dita per arto. Solitamente dalle abitudini crepuscolari, hanno la vista poco sviluppata, al contrario udito e tatto sono estremamente acuti.

Il riccio (Eurinaceus europeaus) è un animale dalle abitudini crepuscolari e notturne. Vive nei boschi, nei prati, nei giardini e parchi urbani. Spesso si spinge fino ai margini delle aree urbanizzate, correndo così il rischio di essere investito.
Se disturbato si appallottola, rivolgendo verso l'assalitore la corazza di aculei. Gli aculei sono fissati alla cute da bulbi e si ergono grazie all'utilizzo di muscoli. I piccoli nascono con aculei bianchi nascosti e soffici. È stato segnalato pressoché in tutti i parchi.

La talpa europea (Talpa europaea) è difficilmente avvistabile sul territorio. Trascorre gran parte della vita sottoterra, cibandosi di lombrichi. La sua presenza è segnalata da montagnette di terra smossa che trasporta durante gli scavi in superficie all'ingresso della galleria.
Il toporagno comune (Sorex araneus) vive in tane presso luoghi umidi e freschi nel sottobosco. Vorace predatore di invertebrati, necessita giornalmente di una quantità di cibo pari all'80-90% del proprio peso corporeo.
La crocidura minore (Crocidura suaveolens) e quella a ventre bianco (Crocidura leucodon) abitano le zone agricole dei parchi e sono specie protette dalla convenzione di Berna.

Roditori
Lo scoiattolo (Sciurus vulgaris) è uno dei roditori più conosciuti e forse anche il più facile da incontrare la mattina presto e prima del crepuscolo nei boschi di conifere e latifoglie dei parchi. Costruisce la sua tana nella biforcazione dei rami degli alberi e lì dentro accumula provviste (semi di conifere, noci e nocciole) in previsione dell'inverno.
Questo tipo di scoiattolo è messo in pericolo dal rivale americano, lo scoiattolo grigio.
Grazie a un intervento di reintroduzione di alcuni esemplari prelevati dalla pineta di Tradate - Appiano Gentile, operato nel 1986 dal consorzio Parco Groane, è ora presente presso la pineta di Cesate e i Boschi di S. Andrea.
Un'altra area dove si incontra facilmente è l'area Monti, poco a nord di Vimercate presso il Parco del Molgora.

Moscardino
foto: parco Rio Vallone

Il moscardino (Muscardinus avellanarius) chiamato anche nocciolino, è un piccolo roditore fulvo. Di abitudini crepuscolari e notturne, si ciba prevalentemente di bacche e frutta secca nei periodi primaverili estivi per poi andare in letargo da ottobre a marzo.
Predilige le siepi folte e i boschetti ed è sempre più raro nella Pianura Padana, come lo è del resto il topolino delle risaie (Micromys minutus), che però predilige le erbe alte.
Questo topolino, lungo 70-80 mm, non va in letargo ed è sempre alla ricerca di cibo, avendo un alto fabbisogno energetico. È molto difficile da osservare poiché di fronte al più fievole rumore si nasconde: l'udito finissimo lo mette subito in allarme.
Sia il moscardino sia il topolino delle risaie sono stati segnalati presso il Parco Rio Vallone, in particolare il moscardino presso il boscone di Ornago e il topolino delle risaie nel settore nord del parco.

Ulteriori segnalazioni provengono dal Parco Valle Lambro e dal Fosso del Ronchetto.
Le arvicole, prevalentemente erbivore, sono molto diffuse nei parchi: quella campestre (Microtus arvalis) è di colore grigio giallo, mentre quella del Savi (Microtus savii) è di colore bruno chiaro.
Il topolino selvatico, dalle abitudini notturne, è prettamente onnivoro ed è pressoché ubiquitario.
Anche il topo quercino (Eliomys quercinus) si muove esclusivamente di notte e, come il ghiro, passa i mesi invernali in letargo. È stato segnalato presso il Parco Brughiera Briantea.
Il ghiro (Glis glis) predilige i boschi di latifoglie e si nutre di semi di bacche e occasionalmente di uova e piccoli uccelli che trova nei nidi arrampicandosi sugli alberi.

Coniglio selvatico
foto: parco Rio Vallone

Conigli e lepri
Il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) e la lepre (Lepus europaeaus), sono abbastanza facili da incontrare in tarda estate, soprattutto la mattina presto o la sera in spazi aperti presso le radure boschive o in zone antistanti ai roveti.
La velocità di fuga accomuna queste due specie. In particolare la lepre con balzi e zig zag può anche raggiungere i 60-70 km/h.
Il coniglio selvatico è un animale gregario, mentre la lepre è solitaria.
Entrambe le specie si nutrono esclusivamente di vegetali.


Carnivori
E' possibile avvistare la donnola (Mustela nivalis), la faina (Martes foina), prevalentemente negli ambienti rurali, e la volpe (Vulpes vulpes), soprattutto all'imbrunire in autunno e inverno.
La donnola è stata segnalata nel settore nord del parco Rio Vallone, mentre la volpe presso la pineta di Cesate e l'area nord del Parco delle Groane.
All'interno dei parchi è stato segnalato anche il tasso (Meles meles).


Animali della fattoria

Toro di razza varzese
foto: parco Groane

Da segnalare nel Parco delle Groane un esempio di tutela e reintroduzione di animali da fattoria, considerati meno interessanti dal punti di vista produttivo, e che nei grandi allevamenti sono state sostituite da razze selezionate.
Il Consorzio Parco Groane ha collaborato con la Provincia di Milano, al progetto Salvaguardia e allevamento del 2002, per introdurre presso l'azienda agricola Villa Marina di Bovisio Masciago la vacca varzese e la pecora brianzola.
La vacca varzese, originaria della Lombardia, è rustica e longeva, di piccola statura e dal mantello color frumento. Ne esistono solamente circa 60 esemplari al mondo.
La pecora brianzola, originaria del territorio compreso tra Como, Lecco e Monza, conta ormai solo 200 esemplari al mondo. E' una buona produttrice di latte e carne, ma dalla lana di scarsa qualità presenta un'alta prolificità: a Villa Marina si contano già una sessantina di capi.



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Uccelli

I parchi brianzoli sono molto ricchi di avifauna. Alcune specie sono stanziali e risiedono in queste zone tutto l'anno, altre sono avvistabili solo in alcuni periodi dell'anno. Si distinguono infatti: specie svernanti (arrivano in queste zone da nord in autunno e risalgono a fine inverno); estive nidificanti (giungono da sud nella primavera e si trattengono fino a fine estate accoppiandosi e nidificando); estivanti (sono soggetti giovani sessualmente immaturi che si trattengono per il periodo estivo) e migratorie o di passo (transitano in alcune aree nel periodo pre o post nuziale lungo le rotte migratorie).
Utili informazioni sono presenti sul sito dell'oasi Lipu di Cesano Maderno.
La maggiore concentrazione dell'avifauna è infatti presente presso l'oasi Lipu di Cesano Maderno, che conta una check list di circa 131 specie e mette a disposizione del birdwatcher due capanni di osservazione di cui uno accessibile dalla pista ciclopedonale e l'altro da via Groane.

Picchi

Picchio rosso maggiore
foto: parco Rio Vallone

Il picchio rosso maggiore (Dendrocopus major), nero e bianco, scava il proprio nido nei tronchi degli alberi.
Il tambureggiare sui tronchi, caratteristica per cui i picchi sono conosciuti, è utile sia per scavare nidi, sia per richiamare un partner, sia per procurarsi il cibo (insetti xilofagi, cioè che risiedono nel legno). Questa specie può arrivare fino a dieci colpi al secondo.
La sua presenza è stata segnalata nei boschi di Triuggio (Parco Valle Lambro), nel bosco di querce maturo posto a sud - est del Santuario di Ornago (Parco Rio Vallone) e nel Fosso del Ronchetto.

Il picchio minore (Dendrocopos minor) è abbastanza raro nella pianura padana ed è segnalato in particolare nel Parco di Monza.
Il picchio verde (Picus viridis),verde sul dorso e nelle parti superiori che contrastano con il rosso del capo, è frequente ospite dei boschi. Scava il nido all'interno dei tronchi degli alberi e si nutre prevalentemente di formiche. È stato segnalato in particolare lungo il corso del fiume Lambro e nel Parco del Molgora.
Entrambe le specie di picchi sono state segnalate presso i boschi nel Parco agricolo la Valletta. Nel Parco delle Groane lo si può avvistare nei boschi dell'area centro nord da Cesate a Misinto e a Lentate e presso le aree che circondano il centro Alex Langer dell'oasi Lipu, il cui simbolo è proprio il picchio verde.

Il torcicollo (Jynx torquilla) si ciba di insetti xilofagi e deve il suo nome all'abitudine di torcere il collo e fingersi morto quando viene catturato. Pur appartenendo alla famiglia dei picchi, per aspetto e atteggiamenti è molto più simile ai passerifomi. È stato segnalato presso il bosco di querce maturo posto a sud-est del Santuario di Ornago (Parco Rio Vallone) e nei boschi di Triuggio (Parco Valle Lambro).

Uccelli acquatici e delle zone umide

Svasso maggiore
parco Valle Lambro
Ed. Bellavite ©

Presso le aree umide e i laghetti dei parchi il germano reale (Anas plathyrhynchos) è pressoché ubiquitario.
Condividono questi ambienti la folaga (Fulica atra) che predilige però zone meno disturbate, la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), il tuffetto (Tachybaptus ruficollis), il topino (Riparia riparia), lo svasso maggiore (Podiceps cristatus), l'alzavola e (Anas crecca) la marzaiola (Anas querquedula).
Queste specie sono state segnalate in particolare presso l'area umida dell'oasi Lipu e lo stagno di Lentate nel parco delle Groane, mentre presso le aree delle Foppe di Cavenago (Parco Rio Vallone) solo la folaga e il germano .

Il porciglione (Rallus aquaticus) vive anch'esso nel folto della vegetazione palustre ed è abbastanza riservato. Il becco lungo e rossastro e il canto "grugnente" figurano come caratteri distintivi di questa specie segnalata presso l'oasi Lipu e i laghetti del Parco Brughiera Briantea.
Il migliarino di palude (Emberiza schoeniclus) frequenta aree umide con canneti e giuncheti ed è stato segnalato presso l'oasi Lipu. In inverno si nutre di semi di piante, mentre in primavera di piccoli anfibi. Lo si può avvistare anche presso i campi coltivati.
Presso le zone umide e le rive alberate del Parco Brughiera Briantea è stato segnalato come nidificante il pendolino (Remiz penduliz), raro passeriforme di 110 -120 mm.
Il martin pescatore (Alcedo atthis) dai colori sgargianti, pesca pesci e piccoli crostacei. E' tornato presso i corsi di acqua e le aree umide dei parchi, indice dell'aumentata pescosità e indirettamente del miglioramento delle condizioni dei corsi di acqua. È stato segnalato in inverno presso l'area umida dell'oasi Lipu, presso le rive del Lambro del Parco Valle Lambro e lungo i corsi di acqua nel Parco Brughiera Briantea.

Aironi

Tarabusino
foto: parco Groane

In prossimità delle rive dei corsi di acqua e presso i canneti si può avvistare l'airone cenerino (Ardea cinereo), di colore grigio e di discrete dimensioni (arriva fino ai 185 cm di lunghezza).
È stato segnalato nell'area umida dell'oasi Lipu, presso l'area Monti e talvolta lungo le sponde del Molgoretta nel Parco del Molgora, lungo il fiume Lambro fino alle porte di Monza nel Parco Valle Lambro e occasionalmente nell'area naturalistica del Bosco delle querce di Seveso, nel laghetto di parco di Villa Dho, nell'area delle foppe a Cavenago (Parco Rio Vallone), nel Parco Lago Nord (Parco Grugnotorto - Villoresi) e nel Parco la Valletta di Besana.

L'airone rosso (Ardea purpurea) poco più piccolo del cenerino, mostra il piumaggio rosso bruno. L'oasi Lipu è segnalata come unico sito di nidificazione nella provincia di Milano.
Il tarabuso (Botaurus stellaris), specie molto rara nell'Unione Europea, si trova nascosto nei canneti di discrete dimensioni e il suo canto particolare ne svela nel periodo estivo la presenza. È stato avvistato presso la zona dei laghi nel Parco Valle Lambro e nell'oasi Lipu.
Il tarabusino, il più piccolo airone, nidifica e si nasconde nella fitta vegetazione palustre del Parco Groane presso lo stagno di Lentate e nell'area umida dell'oasi Lipu. Caratteristico è il suo volo diretto e basso.
La nitticora (Nicticorax nicticorax), airone di medie dimensioni, nidifica sugli alberi nei boschetti vicino ai corsi d'acqua. Ha abitudini crepuscolari e notturne e trascorre la giornata appollaiata sugli alberi, nascosta tra le fronde.
È stata segnalata presso l'area umida dell'oasi Lipu nei mesi primaverili.


Rapaci diurni

Poiana
foto: oasi Lipu

Anche i rapaci trovano dimora presso i parchi brianzoli. La poiana (Buteo buteo) costruisce il suo nido abbastanza voluminoso sugli alberi all'interno delle aree boschive. E' facilmente riconoscibile per il suo stile di volo, poichè disegna ampi cerchi nell'aria, fino a planare in picchiata sulla sua preda.
È stata segnalata presso l'ontaneta nel Parco la Valletta, il Parco Brughiera Briantea e nelle zone aperte presso l'oasi Lipu.

Il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus) è stato segnalato presso il Parco Brughiera Briantea e nidificante nell'oasi Lipu, dove si trova una delle poche coppie di pianura.
Lo sparviere (Accipiter nisus) frequenta le aree boschive alternate a campi coltivati. Si nutre di uccelli di piccole e medie dimensioni.
È stato segnalato presso l'oasi Lipu e nei boschi di Triuggio del Parco Valle Lambro.
Tra i falconidi, uccelli dalla sagoma slanciata, ali lunghe e appuntite e becco corto curvilineo, troviamo il gheppio (Falco tinnunculus). Si nutre prevalentemente di micromammiferi e uccelli che uccide, come tutti i falconidi, "tirandogli il collo".
Questa specie è stata avvistata nei cieli dell'oasi Lipu e del Parco la Valletta.
Il falco lodolaio (Falco subbuteo) è un altro falconide che sorvola il Parco Brughiera briantea e l'oasi Lipu.


Allocco
foto: parco Rio Vallone

Rapaci notturni
Di notte i parchi diventano dominio incontrastato dei rapaci notturni, il cui volo silenzioso coglie di sorpresa le prede.
I rapaci notturni di solito ingoiano la preda intera, rigurgitando le parti indigeste sottoforma di pallottole (agglomerati di peli e ossicini) chiamate borre. Dalle analisi delle borre è possibile riconoscere l'uccello che le ha prodotte e la sua ultima preda.

L'allocco (Strix aluco) nidifica nel cavo degli alberi e si nutre prevalentemente di piccoli roditori e anfibi. Raramente si mostra di giorno. Si segnala in particolare la sua presenza nel Parco Rio Vallone presso il bosco di querce maturo posto a sud-est del Santuario di Ornago e nei boschi di Triuggio del Parco Valle Lambro. Inoltre il Parco di Monza ospita una popolazione tra le più numerose d'Italia.
Un altro ospite degli alberi cavi è la civetta (Athene noctua) che non disdegna le zone più urbanizzate e talvolta è osservabile anche di giorno.
È stata segnalata presso le cascine limitrofe all'oasi Lipu, presso le aree coltivate nel Parco Rio Vallone, nel Parco Valle Lambro e nell'oasi Fosso del Ronchetto.
Il gufo comune (Asio otus) di solito nidifica sfruttando i nidi di altri uccelli; il maschio e la femmina sono molto simili e cacciano prevalentemente roditori.
È stato segnalato presso il Parco Brughiera Briantea, nei boschi di Triuggio del Parco Valle Lambro, presso l'oasi fosso del Ronchetto e in un boschetto di pini strobi nel Parco la Valletta.
Il barbagianni (Tyto alba) completa l'elenco dei rapaci notturni avvistabili nei parchi brianzoli.
Questa specie frequenta boschi da alberi ad alto fusto, vecchi edifici e rovine. Si nutre di micromammiferi, piccoli uccelli, rane e insetti.

Altri uccelli

Cinciarella
foto: parco Rio Vallone

Il pigliamosche (Muscicapa striata), il codibugnolo (Aegithalos caudatos), la cinciarella (Parus caeruleus), la cinciallegra (Parus caeruleus), il picchio muratore (Sitta europaea), il rigogolo (Oriolus oriolus), la passera scopaiola (Prunella modularis) lo zigolo giallo (Emberiza citrinella) sono passeriformi che prediligono le aree boscate.
Completano l'elenco delle specie avvistabili nei boschi lo scricciolo (Troglodytes troglodytes), il liù piccolo (Phylloscopus collybita), il codirosso (Phoenicurus phoenicurus) e il pettirosso o Erithacus rubecula (più facilmente visibile in inverno poiché in estate preferisce i boschi delle Prealpi).
Nelle zone alberate e boschive, anche dei parchi urbani, è avvistabile facilmente il colombaccio (Colomba palumbus).

Il verdone (Carduelis Chloris) nidifica in zone aperte con macchie di cespugli, oltre che nei giardini e parchi cittadini.
La starna (Perdix perdix) è stata segnalata nei settori vicini al boscone di Ornago (Parco Rio Vallone).
L'usignolo (Luscinia megarhynchos) e la capinera (Sylvia atricapilla) sono invece tipici abitanti delle siepi.
Sono stati segnalati presso le siepi nel Parco Rio Vallone, mentre la cinciarella e la cinciallegra sono segnalati presso il bosco di querce maturo posto a sud-est del Santuario di Ornago.

Upupa
foto: parco Rio Vallone

Presso il Parco Brughiera Briantea nelle zone alberate e nelle campagne aperte può essere avvistata l'upupa (Upupa epops) dal capo piccolo sormontato da una cresta erettile di piume disposte a ventaglio. È stata segnalata in sosta durante la migrazione primaverile presso l'oasi Lipu.
Un avvistamento probabilmente occasionale è stato segnalato nel 2003 dal Parco Rio Vallone presso la sede cascina S. Sofia.
Le aree aperte oltre agli arbusteti sono invece i luoghi prediletti dell'averla piccola (Lanius collurio) e della sterpazzola (Sylvia communis).
Tra le specie comuni, nelle zone agricole si possono avvistare la cornacchia grigia, il fagiano (Phasianus colchicus) e la passera mattugia (Passer montanus).
La pispola (Anthus pratensis) predilige spazi aperti ed è facile incontrarla in gruppetti mentre sorvola le zone pianeggianti vicino ad aree umide.
Il succiacapre (Caprimulgus europaeus) così chiamato di pastori che, vedendolo crecare insetti tra gli escrementi delle capre, credevano ne succhiasse il latte, è invece un abitante della brughiera.

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