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IL PARCO GEOMINERARIO DELLA SARDEGNA:
Il futuro sulle tracce del passato

 

La chiusura di molti centri minerari ha ovviamente avuto ripercussioni sull'economia e sulle condizioni di vita. La disoccupazione è aumentata, l'ambiente ha risentito dello sfruttamento durato secoli.
Dalla necessità di recupero e di valorizzazione nasce il progetto di creazione del Parco Geominerario della Sardegna. Il parco, dichiarato tale dall'UNESCO, si estenderà su 8 aree per una superficie totale di circa 38.000 ettari, di cui fanno parte anche miniere di diverse zone della Sardegna, come ad esempio l'Argentiera. Il Sulcis-iglesiente-guspinese rappresenta l'area più estesa (65% dell'area totale) e sulla quale sono riposte maggiori speranze.
Cosa ci si aspetta dalla costituzione del parco? Le attese sono tante e spaziano dagli aspetti prettamente ambientali a quelli più specificamente occupazionali.
La costituzione del parco dovrà necessariamente iniziare dalla ristrutturazionedeicaseggiati come le abitazioni, gli uffici. Verranno rese più sicure le strutture minerarie e verranno bonificati i terreni della zona, che tanto hanno subito dall'intensa attività di estrazione.
La rivalutazione dell'ambiente dovrebbe agevolare l'assunzione di nuove figure per la gestione del parco. Questo porterebbe al reintegro di ex minatori, ma favorirebbe anche lo sviluppo di un nuovo turismo, che, anche se lentamente, sta nascendo grazie alle associazioni che promuovono le bellezze della zona. Il Parco Geominerario rappresenta quindi un'ottima occasione di sviluppo sostenibile, che valorizzi le bellezze naturali, il passato minerario, la sua storia e le storie di tutti coloro che hanno scavato ed estratto minerali dalle rocce.

 

Alcuni siti che parlano della rivalutazione culturale e turistica dei centri minerari:

Il sito del Parco Geominerario della Sardegna

Il sito del Museo Minerario di Iglesias

Il progetto di recupero della Miniera di Montevecchio