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Echi dalle miniere sarde

Ci si immagina le montagne come un solido blocco di roccia, intoccabile e inviolabile. Ma nelle zone minerarie della Sardegna quelle alte rocce nascondono dei segreti, la loro stessa fragilità rimane nascosta. Come una facciata di un set cinematografico, una parete rocciosa può essere vuota, e diventare a sua volta lo scenario di storie. Storie di uomini, storie di luoghi, storie della cultura. Chi sono gli attori che si muovono sullo sfondo delle miniere?
Migliaia di uomini potremmo rispondere, ma forse sarebbe riduttivo.
Attori e scena si fondono, le attrezzature diventano protagoniste, così come lo furono i loro creatori, e a questi si aggiungono i visitatori di oggi.
Lunghe gallerie buie, laverie, pozzi, fornelli, paesaggi deformati ma affascinanti, come la "discarica dei fanghi rossi" nei pressi di Iglesias, tanto dannosa per l'ambiente quanto suggestiva , questo è il panorama che si presenta agli occhi del turista.
Gli ultimi anni hanno infatti visto la nascita di numerose iniziative per il rilancio economico e turistico delle zone minerarie.
I siti minerari della Sardegna diventano patrimonio di tutti, non solo dello studioso o del ricercatore, anche grazie a un'intensa opera di promozione e sensibilizzazione che ha portato al progetto del Parco Geominerario.

Un itinerario tra natura e miniere
Il parco Geominerario di Iglesias:
il futuro sulle tracce del passato