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La Sicilia o il corso delle cose
Andrea Camilleri, Il corso delle cose, Sellerio

Nella produzione editoriale, ormai conosciutissima, di Camilleri, il primo delitto che incontriamo è quello di un pastore, che porta sul petto un biglietto in cui si chiede di posticipare la notizia della morte di tre giorni. E mentre il maresciallo Corbo sottopone a un interrogatorio il contadino che ha rinvenuto con solerte ritardo il cadavere, due colpi di lupara falliscono il mite Don Vito. C'è di che mettere a soqquadro l'intero paese, che troverà pace solo quando i due casi saranno chiariti. Ovvero quando il fatto

"- Si spiega, egregio amico, con l'odio e tanto odio, fra due ch'erano amici, si spiega solo con la fìmmina di mezzo.
- Certo che messa così la cosa…
- E come la vuole mettere? Glielo dissi, mi pare l'altro giorno. Qua da noi, si muore solo di corna."

"Il corso delle cose" è il primo romanzo dello scrittore siciliano, scritto nel lontano 1967 e arrivato al grande pubblico solo nel 1998. Un grande pubblico che entra in contatto con un nuovo linguaggio narrativo, liberamente tratto dal dialetto siciliano, e soprattutto con una terra, l'Agrigentino, sconosciuta proprio perché troppo conosciuta solo in alcune sue parti.
Con questo, e con altri romanzi di Camilleri, ci si lascia alle spalle una tradizione letteraria importante, da Pirandello a Sciascia, e un paesaggio dominato dalle Valle dei Templi, per addentrarsi nella vita quotidiana di paesi ancora non sconvolti dal turismo e nelle campagne assolate percorse ancora oggi dalle greggi di pecore, con il pastore a cavallo. Sullo sfondo un mare e una costa tutta da scoprire, con tramonti che sorprendono anche il maresciallo Corbo, e

"La collina di marna candida a strapiombo sul mare, appena fuori paese, era chiamata 'Scala dei turchi' perché pare che nell'antichità i pirati saraceni vi facessero fermata, in attesa del vento a favore per le loro scorrerie a scappa e fuggi: ancora oggi, ogni tanto, affioravano fra le rughe della marna pezzi di ferro, chiodi e pallettoni mangiati dalla ruggine, resti di vecchie battaglie".

Un breve articolo sul successo editoriale di Camilleri, le prime pagine del romanzo "Il corso delle cose", e la biobibliografia, per continuare la scoperta di questo autore.
http://www.alice.it/cafeletterario/086/cafelib.htm

Un sito dedicato al Commissario Montalbano, la creatura più celebre di Camilleri. L'autore ha puntigliosamente cercato le corrispondenze tra i luoghi di fantasia dei romanzi, e la realtà, con tanto di documentazione fotografica. Si può partire dalla città dove vive il commissario, Vigata, che è Porto Empedocle. L'autore del sito anzi consiglia di andare in loco per leggere i romanzi di Camilleri, e questo, dato il successo dello scrittore, porterebbe non pochi problemi alla vita tranquilla della cittadina. Ma se coltivate questo progetto, il glossario può esservi di aiuto, è così pure le corrispondenze topografiche.
http://www.geocities.com/Athens/Agora/1803/index.htm

Una cartina della zona, proposta sulle pagine web di un appassionato della zona, che mette on line anche alcune fotografie suggestive di Capo Rossello e della Scala dei Turchi. Tra le mete da non perdere, la Casa natale di Luigi Pirandello e il parco del Kaos, la torre di Carlo V a Porto Empedocle, il faro di Capo Rossello, la Torre di avvistamento di Monterosso.
http://www.freeweb.org/newage/gioi/Documenti/ReportageRealmonte/cartografia.htm

Altri siti in La Sicilia di Montalbano, sempre nella sezione Viaggiare con le parole

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