Ma come era fatta la Roma degli imperatori?
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Nel centro di Roma lo stupore è di casa. Chiunque abbia passeggiato nella zona dei Fori Imperiali conosce questa sensazione. I resti della Roma imperiale comunicano emozioni e immagini in dosi, appunto, monumentali. C'è poi da dire che quei luoghi e le storie ad essi collegate fanno parte di un immaginario che non è alimentato solo dal turismo o da pagine lette per gli studi di storia o di arte antica.

Diciamocelo: la Roma antica è anche quella dei Colossal che da decenni (basta attendere Pasqua e accendere il televisore) occupano grandi e piccoli schermi. Liz Taylor che fa Cleopatra e sfila tra immense colonne ricostruite e marmi dipinti;. Marlon Brando che declama l'orazione di Antonio sul corpo di Cesare, crivellato di colpi; Peter Ustinov che replica il pazzo Nerone e incendia Roma.

Ora: nei film la città eterna è ricostruita, i resti archeologici, invece, resti sono e, coerentemente, sono solo tracce di ciò che fu. Saranno rigorose le ricostruzioni cinematografiche? Del tutto arbitrarie non lo sono ma l'atteggiamento, nel vederle sugli schermi, non può essere quello che si avrebbe nella visione di un del tutto ipotetico (per il momento il tempo va solo in avanti) documentario girato duemila anni fa.

Allora? Come era fatta la Città Eterna? Una sezione di un web italiano edito dal Comune di Roma è dedicata proprio a questo scopo. In essa troviamo delle immagini dei resti odierni e, cliccando su di esse, si apre una finestra temporale e si torna nello stesso luogo, come se fosse il giorno della sua inaugurazione, con Augusto che taglia il nastro. Si tenga presente che gli studi archeologici, con un lavoro paziente e meticoloso, sono in grado di ricostruire con grande accuratezza le forme e i colori di quelle architetture.