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Hatshepsut, faraone e matrigna
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Alla morte di Thutmosi II, il figlio era ancora troppo giovane per salire al trono, e la Grande Sposa Reale Hatshepsut, moglie del defunto faraone e matrigna di Thutmosi III, assunse la reggenza. Questa pratica era usuale solo quando un faraone anziano affiancava il proprio erede. Circa i rapporti tra la regina e Thutmosi III poco si sa, anche se pare che Hatshepsut non abbia mai pensato di escludere il figliastro dalla successione. Ciò che le interessava era probabilmente l'esercizio del potere fintanto che avesse potuto mantenerlo e in poco tempo riuscì con grande abilità a piazzare i suoi uomini nei posti chiave, scalzando i fedelissimi di Thutmosi II e di Thutmosi III. Il suo regno fu pacifico e le arti fiorirono, come dimostra lo splendido tempio di Deir el Bahari. Potere declinato al femminile, dunque? Al di là dell'episodico successo, la risposta rimane ardua. Dall'incoronazione ufficiale Hatshepsut si fece chiamare faraone, la corte iniziò a rivolgersi a lei con pronomi e aggettivi al maschile, e i ritratti la mostrano in pose e abbigliamenti maschili.