L'inutilità della critica
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In margine a due film (I cento passi e Placido Rizzotto) parte un interessante corsivo di Alberto Pezzotta sull'(in)utilità della critica cinematografica. Interessante, a maggior ragione perché a pensare a voce alta sul proprio lavoro è uno dei critici cinematografici italiani più informati e attenti al nuovo. Alcune righe dell'articolo:

"Le scelte sono state già fatte, e una recensione positiva o negativa può smuovere solo poche centinaia di spettatori. Può suggestionare al massimo quella fascia sensibile e indifesa che sono gli studenti di cinema nelle università, gli unici ancora capaci di sorbirsi un saggio di dieci cartelle su una rivista (che i critici, notoriamente, non si leggono tra di loro)."