Chelsea, primo mondo virtuale per l'arte


Gli Active Worlds sono la nuova frontiera delle chat. Niente più schermate di testo che scorrono al rallentatore: il nuovo software di Active Worlds permette di parlare mentre ci si muove in un ambiente virtuale tridimensionale, ispirato ai paesaggi dell'ormai famosissimo videogioco Doom.
Chi accede a una chat in Active Worlds deve scegliersi un alter-ego - in gergo, un "avatar": non si tratta più di un semplice soprannome, quanto di un personaggio ("in carne ossa" verrebbe da dire) che l'utente può modificare, scegliendo abiti, sesso, aspetto ecc. Poi basterà scegliersi un mondo e condurre il nostro personaggio negli spazi e nelle piazze delle città virtuali. Quando si incontra qualcuno per strada, le parole e le frasi digitate sulla tastiera si trasformano in fumetti pronunciati dagli avatar. Le discussioni si svolgono così tra piazze, bar e locali. Una vera e propria città, insomma, che si sviluppa in base alle necessità degli abitanti.
Questo paesaggio utopico non poteva che attirare l'attenzione di qualche artista visionario. Ed ecco che il pittore Miltos Manetas e l'architetto Andreas Angelidakis (entrambi greci, ma attivi da tempo a New York) si sono uniti per creare Chelsea, il primo spazio in Active Worlds interamente dedicato all'arte. Sin dal nome, Chelsea si propone come la versione telematica dell'omonimo quartiere newyorkese, noto per le gallerie e per la variopinta fauna di artisti. In futuro gli spazi virtuali dovranno essere affittati a gallerie, curatori e critici. Naturalmente le opere d'arte non vi compariranno come semplici fotografie: saranno appese ai muri, immerse nello spazio di una stanza; ci si potrà girare intorno, avvicinarsi, attraversarle.
Al momento Chelsea è più che altro un'esposizione personale dei dipinti di Miltos Manetas, inseriti negli ambienti asettici disegnati da Angelidakis: un connubio piuttosto inquietante, che ci presenta un futuro fatto di cavi, joystick e stanze desolate. Gli oli su tela di Manetas zoomano sui dettagli più inutili delle nuove tecnologie - le scatole di plastica beige, l'hardware più monotono -, mentre le stanze di Angelidakis sono illuminate dalla luce livida degli schermi.
http://www.activeworlds.com, per il download del software; http://www.manetas.com, per le immagini e i testi di Miltos Manetas.