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da Il manifesto
del 16 aprile 2006

 

Addio agli anni fulgenti di Muriel Spark


La scrittrice scozzese, che era residente da più di trent'anni nella campagna toscana, è autrice di oltre venti romanzi saturi di ironia.

(vedi su questo sito la recensione del libro "INVIDIA" di Silvana Ferrari)

 


Tutto in Muriel Spark, la scrittrice scozzese scomparsa venerdì scorso, concorreva a disegnarle intorno l'invidiabile cliché della signora d'antan, precocemente approdata ai confini della narrativa, disinvolta viaggiatrice. sia nelle goegrafie tradizionali che in quelle dei generi letterari. Dall'Inghilterra passò all'Africa, dove seguì il marito Sidney Oswald Spark, di cui mantenne il cognome anche dopo la separazione, poi approdò a Roma, che la accolse all'indomani della guerra e dove sarebbe tornata a metà degli anni '70, e dunque andò a New York. Ma a conforto della sua ultima, trentennale stagione scelse infine la campagna toscana, per nulla mitigante il suo spirito avventuriero. L'incredibile energia con cui ha varcato la soglia degli ottantotto anni si univa alla verve e al sarcarsmo che fin dalle prime prove narrative regalò ai suoi personaggi femminili. Chi ha letto almeno Gli anni fulgenti di Miss Brodie, riedito nel 2000 dalla Adelphi (che ha acquisito al suo catalogo i titoli tradotti) non avrà dimenticato l'insieme di delizie e perfida ironia associate alla istitutrice del collegio scozzese dove tutto si svolge. Sempre concentrata sul suo passato splendore, aggrappata al ricordo di un remoto corteggiatore, maniaca di quell'ordine che le fa rimpiangere il Duce, Miss Brodie ipnotizza le sue allieve con una miriade di aneddoti con cui occupa tutto lo spazio destinato alle lezioni. Prima e dopo di allora Muriel Spark ha scritto molti romanzi - sono ventidue quelli elencati sotto il suo nome - non pochi dei quali alimentati da vene surreali e fantastiche, nonché un Curriculum vitae.
Gli esordi di Muriel Sarah Camberg, questo il suo nome di ragazza, nel 1951 furono dedicati alla critica letteraria, poi seguì la parentesi occupata dalla conversione al cattolicesimo, e finalmente venne il primo incoraggiamento a pubblicare un romanzo, Comforters, di cui quasi nessuno si accorse. Stesso destino per la prova successiva, Robinson, ma due anni più tardi, la scelta di scrivere una commedia sociale fu finalmente premiata e Memento mori, ambientata in un ospizio per anziani, la consegnò al successo della critica e ai suoi primi fan: «macabro e esilarante, mi ha incantato come pochi altri romanzi», commentò Graham Greene. In effetti, se non altro sinistro è il refrain «Ricordati che devi morire» che un anonimo maniaco ripete ai poveri svitati vecchietti quando li raggiunge al telefono: se ne andranno uno dopo l'altro senza che la voce minacciosa riveli mai il suo volto.
Di casa nel romanzo breve, Muriel Spark è stata anche tacciata di miniaturismo, almeno per la storia di ambiente suburbano raccontata in Bachelors ai tempi in cui gli scaffali si andavano affollando di libri sulla letteratura industriale. mentre nella Ballata di Peckham Rye volta pagina e intona i colori del gotico alle gesta di un giovane demoniaco impegnato a tessere i suoi agguati negli scantinati londinesi. Alla lista dei titoli mancanti vanno aggiunte anche le sue storie per ragazzi, qualche esercizio in versi e una modesta produzione critica.