I
bambini intenti a divertirsi al campo giochi si sarebbero dunque
domandati cosa significasse essere un burattino e cosa volesse
dire diventare un bambino vero, crescere, evolversi. Insomma
gli intenti pedagogici della fiaba rivivevano anche nel progetto
di Negri, che ritrovava nella fiaba l'intera storia dell'uomo,
in Pinocchio l'immagine simbolica dell'uomo che dopo o attraverso
mille peripezie si riscatta dall'egoismo e acquista piena coscienza.
Negri leggeva nel burattino il "mito di Pinocchio".
Fu
la Fonderia Artistica Battaglia a produrre le fusioni
e forse conserva ancora i modelli in gesso.
E i modelli tornerebbero assai utili oggi, perché è
sparito il Gatto, che di per sé non se ne sarebbe mai
andato senza la Volpe ed è quindi stato verosimilmente
rubato. Al burattino è stato mozzato il naso (del quale
- è pur vero - non era mai andato fiero).
In realtà il saccheggio e la deturpazione della statua
non sono le uniche umiliazioni subite dal monumento. La sua
fortuna ha cominciato a offuscarsi nel 1989, quando i commercianti
di piazzale Dateo, costretti ad abbandonare le loro sedi per
un restauro infinito, vennero ricollocati nelle due file di
prefabbrcati che occupano l'intera area dello spartitraffico
di corso Indipendenza. Assediato dai retrobettga, il monumento
è probabilmente d'impaccio ai negozianti stessi, loro
malgrado. E di certo sono i pochi i bambini che oggi possono
interrogarsi sul significato di quelle sculture.
File
audio dalla trasmissione.