La definizione "multimedia" si applica a molteplici imprese editoriali, spesso segnate da un dato comune: il trattamento digitale di immagini, suoni e scrittura.
È una definizione corretta che non esaurisce, tuttavia, la descrizione delle potenzialità della narrazione multimediale. Una importante estensione è contenuta nei progetti basati sull'uso integrato di strumenti di comunicazione differenti, miscelati in una forma globale che è in grado di esaltare le singole specificità.

Possiamo, allora, individuare due prime modalità della comunicazione multimediale.

Alla prima appartiene, per esempio, un CD Rom nel quale la struttura ipertestuale è in grado di organizzare i contenuti (e di esprimerli) con una scelta intelligente, e non una semplice giustapposizione, fra quanto deve essere affidato alle immagini fisse o in movimento, ai testi, alle parti sonore.

Alla seconda appartengono, per fare un ulteriore esempio, gli abbinamenti fra un supporto cartaceo che eroga una parte dei contenuti, e un supporto digitale (CD Rom e/o web) cui spetta una funzione diversa, sia nel tempo che nei modi. La "collaborazione" fra i due supporti crea valore aggiunto comunicativo se il prodotto finale è la somma degli effetti positivi di due linguaggi.

C'è una terza forma del multimediale, poco praticata ed esplorata. Nasce da quella che abbiamo descritto come seconda, ma aggiunge un fattore di singolare importanza: la partecipazione, di chi è fruitore della comunicazione, alla costruzione della comunicazione stessa. Le migliori esperienze di formazione a distanza via rete, per esempio, vanno in questa direzione, e in esse è reso visibile come l'apporto di chi ne è oggetto determina una parte sostanziale e innovativa dei contenuti e delle forme della didattica.

Il nostro progetto è collocato in tale ambito.


Una radio, un web, una regione

Da più di un secolo la fotografia è uno strumento di grande efficacia nel fissare la memoria dei fatti e dei vissuti. Possediamo collezioni fotografiche importanti, sulle quali istituzioni di ricerca e documentazione hanno lavorato e lavorano. È un dato, tuttavia, che vi sia una grande collezione non ancora disponibile: è quella depositata negli archivi personali, appartenenti alle centinaia di migliaia di famiglie che occupano un dato territorio (ovviamente il dato cresce oltre ogni misura se pensiamo ai confini nazionali od ancora più vasti).
Il nostro progetto vuole recuperare e rendere visibile tale patrimonio.
Ed è rivolto a una regione: la Lombardia
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Due media ne sono il supporto: una radio (Radio Popolare, 107,600 Megahertz, con la trasmissione in onda tutte le domeniche dalle 11,40 alle 12,30) e un sito Internet, URL (www.url.it), edito da Sonar/TiConUno. Il titolo del progetto è Muvi, acronimo di Museo Virtuale.

Le modalità di realizzazione del progetto, le sue caratteristiche e il senso dell'operazione dal punto di vista dell'uso degli strumenti multimediali, sono contenuti nei seguenti punti.

Il materiale fotografico raccolto non potrebbe essere esposto in un museo "reale", cioè un edificio. Migliaia di immagini, spesso di dimensioni ridotte, non sono fruibili se disposte su delle pareti. Il museo virtuale, quindi, è l'unica concreta possibilità di perlustrazione del materiale stesso

Il ruolo svolto dalla radio (una radio come Radio Popolare che, tradizionalmente, mantiene un rapporto molto partecipato, interattivo, "caldo", con un pubblico ampio) è parte essenziale del progetto. Si tratta di suscitare nella gente il senso - e il piacere - di partecipare alla costruzione di una memoria collettiva che è veramente la "loro memoria". La raccolta progressiva del materiale (immagini che, lo segnaliamo a questo punto, si inviterà ad accompagnare con brevi racconti di ogni eventuale storia connessa) sarà seguita da trasmissioni periodiche nelle quali la memoria si tradurrà in voci. Contributi di chi, avendo inviato le proprie fotografie, vorrà "raccontarle", e di coloro che, vedendole in rete, troverà molteplici ragioni per aggiungere particolari e quindi proprie storie.
Nei suoi fondamenti la nostra iniziativa si inserisce anche in quella difficile ricerca di strumenti e proposte che, mentre valorizzano le identità culturali e territoriali, allo stesso tempo mirano a sviluppare i valori della convivenza civile e solidale fra le differenze. Raccogliere la propria memoria con l'intento di renderla disponibile a un pubblico ben più vasto di quello che di tale memoria è protagonista (è in questo che Internet svolge un ruolo cruciale), è un processo che invita al confronto, allo scambio di valori, al piacere di raccontare le proprie storie e di essere disponibile ad ascoltare quelle proposte da altri

L'obbiettivo concreto - un museo virtuale - non è separato, nei suoi valori, da come sarà raggiunto. Ci riferiamo alla partecipazione della gente, possibile grazie a due strumenti di comunicazione - la radio e il web - le cui caratteristiche di estrema duttilità non si trovano in altri media. Insieme alla considerazione iniziale - un museo virtuale che non potrebbe essere altro che virtuale - la partecipazione collettiva rappresenta una particolare forma di interazione con il multimedia che ne sottolinea un aspetto suggestivo e di grande interesse

Muvi è dotato di una interrogazione via database, progettata e realizzata con una cura particolare nel consentire un accesso e un utilizzo anche per non addetti ai lavori. Il patrimonio raccolto non deve essere restituito solo a fruitori in grado di sviluppare sofisticate capacità di interrogazione. E' un museo, per un pubblico ampio, trasversale, da percorrere senza che i fattori emotivi siano compressi da quelli tecnici

Tuttavia Muvi è on-line, e il computer genera ancora non poche resistenze, soprattutto in un paese come l'Italia ove l'uso del computer non è ancora, come strumento individuale, ai livelli di altri paesi europei. Trainati da Internet, questi livelli stanno però crescendo in modo significativo.

Ci sembra di poter affermare che la disponibilità di eventi on line come Muvi possa svolgere una funzione di stimolo alla crescita dell'uso della rete e del multimedia in genere, soprattutto verso quelle aree della popolazione che manifestano più resistenze.

Infatti: c'è un gap generazionale che emerge stabilmente quando si ha a che fare con rete e computer, anche se i dati sull'uso di Internet nei paesi ove è maggiormente sviluppata, ci dicono che la fascia delle persone anziane si presenta con numeri di un certo interesse. Uno degli obbiettivi del nostro progetto va anche in questa direzione. Proveremo a creare - perché il materiale da raccogliere, la sua tipologia, il fatto che le immagini siano suggestive di memoria per ogni componente di una famiglia, sono tutti fattori che lo consentono - delle forme di collaborazione fra giovani "informatizzati" e non più giovani, troppo attratti dal veder apparire sul monitor i propri ricordi.

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