LA GUERRA DEI MONUMENTI
   

 

La retorica littoria ebbe mano pesante anche con i monumenti e le targhe del primo conflitto mondiale, in gran parte rimosse e sostituite perché ritenute portatrici di una filosofia antimilitarista e quindi avverse al nuovo corso ideologico. Ma un successivo attentato alle memorie della Grande Guerra fu suggerito al Governo fascista dalla necessità: rame e bronzo servivano per puntellare i primi languori dell'industria bellica.

 

   
   

Quando i fascisti cancellarono
i caduti del 15-18

di Adolfo Mignemi, Istituto storico della Resistenza di Novara «P. Fornara»

Il secondo conflitto e la nuova età del bronzo
di Fiammetta Auciello, Michele Dean, Archivio di Stato, Milano