Le storie di MUVI
     
 

"Vi voglio dare un’impressione d’insieme della traduzione. Immaginate che da Palermo a Milano si snodi un immenso verme, che si compone e si decompone continuamente, lasciando in ogni carcere una parte dei suoi anelli, ricostituendone dei nuovi, vibrando a destra e a sinistra delle formazioni e incorporandosi le estrazioni di ritorno. Questo verme ha dei covili, in ogni carcere, che si chiamano transiti, dove si rimane dai due agli 8 giorni, e che accumulano, raggrumandole, la sozzura e la miseria delle generazioni. Si arriva, stanchi, sporchi, coi polsi addolorati per le lunghe ore di ferri, con la barba lunga, coi capelli in disordine, con gli occhi infossati e luccicanti per l’esaltazione della volontà e per l’insonnia; ci si butta per terra su pagliericci che hanno chissà quale vetustà…"

Queste parole sono state tratte dalle "Lettere dal carcere" di Gramsci (nell'edizione a cura di Sergio Caprioglio e Elsa Fubini, Torino, Einaudi, 1968, 11 febbraio 1927, pag. 46.)