Le storie di MUVI
     
 

 

"LEONIN", UN PICCOLO SCOMODO ANTIFASCISTA

 

Tornato comunque a Milano su Pellicella incombono, per scadenza anagrafica, gli obblighi militari: chiamato e immediatamente congedato nell'ottobre dello stesso anno, nell'aprile del 1935 viene arruolato in un reggimento di fanteria, dove si specializza: maschera antigas e mitragliatrice.
Lo congedano nel settembre del 1936.
Segue un breve richiamo nel 1938, poi uno più lungo, dal settembre 1939 al febbraio 1940, quando viene inviato in licenza. Sembra del tutto evidente che questo andirivieni, insieme con la precedente condanna e con i controlli cui sicuramente era sottoposto dalla polizia, gli impedivano di avere una normale vita lavorativa; questo, insieme con le oggettive difficoltà economiche, e con una indubbia impulsività di carattere, probabilmente spiega un limitato episodio accaduto nell'aprile del 1939, sul quale da Roma, dal Ministero dell'Interno, si chiede conto all'Ufficio di Collocamento di Milano.
Riferisce dunque il Collocamento (luglio 1939):

"L'operaio Pellicella Rodolfo… figura iscritto al detto Ufficio di collocamento ed ad eccezione del periodo di tempo (13 novembre 1934-9 aprile 1937) durante il quale fu assente per servizio militare, è stato avviato al lavoro in diverse riprese… Il Pellicella nell'aprile u. s. presentatosi all'Ufficio di collocamento chiedeva in modo piuttosto risentito di essere avviato al lavoro e dal collocatore addetto alla categoria dei tipografi venne fatto allontanare dalla sede dell'ufficio giacché dimostravasi insistente nel fare le sue rimostranze. In data 25 aprile fu poi, avviato presso la ditta editoriale Dea, dove egli è attualmente occupato".

Ben presto - pochi mesi - sarà richiamato: lo attendono le montagne piemontesi, al confine con la Francia, lungo la strada del Moncenisio.
E continua a non perderlo di vista il sistema investigativo e repressivo del regime.
Recita un appunto della Divisione di polizia politica di Roma dell'8 febbraio 1940:

"E' stato riferito da fonte attendibile che il noto comunista Pellicella Rodolfo di Guido, attualmente richiamato alle armi, durante un periodo di licenza trascorso a Milano, ha manifestato il proposito di voler svolgere tra i commilitoni del proprio Reggimento azione sobillatrice contro il Regime. Egli ha altresì dato notizie tendenziose sullo stato d'animo della truppa, aggiungendo che basterebbe un nonnulla per farla scattare contro i Capi… Il Pellicella presterebbe servizio in una sezione mitraglieri nei pressi della frontiera francese".

L'entrata dell'Italia in quella che diverrà la seconda guerra mondiale si avvicina, e anche nella piccolissima vita di Pellicella le cose stano precipitando. Infatti il 18 marzo la Prefettura di Asti avverte che Pellicella, quello stesso giorno, ha avuto una licenza illimitata, va rintracciato e non si deve perdere di vista.
Dieci giorni dopo (28 marzo '40) la Prefettura di Milano rassicura quella di Asti ed il Ministero: il pericoloso individuo è stato rintracciato a casa sua, in via Orti, sempre disoccupato, la necessaria vigilanza è stata ripristinata:

"trattandosi di individuo esaltato e che non appare nel pieno possesso delle sue facoltà mentali ho provveduto ad iscriverlo nella 4a categ. delle persone da arrestare in determinate contingenze".

Nonostante tutto ciò il 14 giugno (il 10 l'Italia ha dichiarato guerra alla Francia e l'attacca alle spalle quando è già sconfitta dalla Wehrmacht), la Prefettura di Asti scrive a quella di Milano ed al Ministero che Pellicella è stato richiamato alle armi ed è regolarmente giunto al reggimento, è stata disposta la solita "opportuna vigilanza" d'accordo con le autorità militari.
Finisce giugno, passa tutto luglio, il 2 agosto 1940 il prefetto di Asti scrive a quelli di Milano, di Torino, di Chieti e al solito Ministero (straordinaria la involontaria capacità del piccolo suddito Pellicella, m. 1,65 di altezza secondo il Foglio matricolare, di far consumare e circolare carte):

"il militare in oggetto trovasi attualmente a Villaretto di Novalesa presso il 101° Btg. Mitraglieri Autocarrato di Corpo d'Armata… Trattandosi di antimilitarista pericoloso come rilevasi dall'unita copia di rapporto dell'Ispettore Generale di P. S. Comm. Dr. Francesco Peruzzi, si interessa codesto Ufficio a prendere accordi con l'Autorità militare a provvedere alla traduzione del Pellicella a Istonio".