Le storie di MUVI
     
 

Ciò può considerarsi in parte vero, perché i fascisti sanno bene che ai comunisti "caduti" il partito non consente patteggiamenti, né di chiedere sconti o inoltrare (o far presentare dai propri congiunti) la domanda di grazia, nemmeno in caso di pericolo di vita, pena la espulsione di cui veniva data notizia all’interno dell’organizzazione: meno che meno rinnegare le proprie idee, come Pellicella ha fatto.

Se ne può ragionevolmente dedurre, dunque, che non fosse effettivamente iscritto al Pcd’I, anche se a lui e al suo gruppo la stampa comunista certamente arrivava: quindi sullo sfondo della scena della consegna della stampa sovversiva alle colonne di San Lorenzo (sopra evocata con le parole del rapporto di polizia) rimangono, nell'ombra, almeno due personaggi: chi la consegna, che deve essere legato attraverso una trafila più o meno lunga di passaggi anonimi all'organizzazione clandestina del partito, e chi vede e riferirà.