La partita misteriosa






Dopo la pubblicazione sulle pagine del sito di Muvi e sulle pagine milanesi del Corriere ci siamo messi in attesa di contributi da parte del pubblico.

Fra le tante richieste di identificazione di fotografie "orfane" di una collocazione, questa non era certo una delle più facili: una partita di calcio di almeno 70 anni fa. Dalle divise indossate da calciatori e arbitro, tremendamente approssimate, e in particolare dalle scarpe, si può essere certi che la collocazione temporale si spinge intorno agli anni '20.

Un primo lettore ha sollevato il dubbio che si trattasse di una partita giocata in Lombardia.

Infatti: il giocatore sulla sinistra gli sembrava assomigliasse molto al grande De Vecchi, terzino del Genoa. Se quello sulla destra, in maglia bianconera, si fosse confermato juventino, allora l'incontro non poteva che essere un Juventus-Genoa.

Un secondo lettore ci segnalava che l'ipotesi Pro Patria per il giocatore sulla destra non poteva considerarsi corretta in quanto tale squadra, pur avendo una mise bianconera, si caratterizzava per le sue strisce orizzontali, cosa per altro rarissima nel calcio italiano.

Un terzo e un quarto lettore, infine, hanno risolto completamente il mistero.

Il primo, Giorgio Giacomelli, ci ha inviato la seguente didascalia:
“L'immagine ritrae l' 11^ gara di campionato - 1^ Divisione Lega Nord girone B 1925/26 - disputatasi allo stadio di corso Marsiglia in Torino il 3 gennaio 1926 tra la Juventus ed il Genoa con il risultato di 2 a 0 in favore dei bianconeri- reti 62’ Hirzer- 82’ Torriani. Nella foto sono facilmente identificabili Renzo De Vecchi 1894/1967 –secondo da sinistra- con la maglia scura- soprannominato “ Figlio di Dio “ al Milan dal 1909 a 1913 ed al Genoa dal 1913 al 1929 ( 3 scudetti 1915- 1923-1924 ) – Nazionale A 43 partite. In mezzo, attento alle evoluzioni della monetina, l‘arbitro Mauro, di Milano, ed ultimo a destra con, maglia a striscie, Bigatto I° ( Carlo ) 1913/1931 mediano della Juventus nelle file del Piemonte dal 1910 al 1913 e successivamente alla Juventus sino al 1931 ( 2 scudetti 1926 -1931 ) Nazionale A 5 partite”

Naturalmente a leggere i giornali ci sono pure gli esperti. Luigi La Rocca, storico del calcio, ha visto la foto sul Corriere e ci ha dato ulteriori particolari. L'arbitro Mauro era avvocato, in quegli anni, e iniziava una carriera che l'avrebbe portato, nel 1940, ad essere nominato Presidente della Federazione Gioco Calcio.

Nella foto, poi, si vede Bigatto, il capitano della Juventus, che porta una retina in testa. Allora si usava. Serviva a proteggere i capelli impomatati di brillantina. Ci siamo sentiti, a questo punto, chiamati da un altro interrogativo: alla fine della partita, non ci si faceva comunque una doccia?



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