Felonica, estremo di Lombardia




Felonica (Mantova), anni Settanta. Il battello del Gio.
"Virgilio Malagò detto Gio, nato a Felonica nel 1926, e morto discretamente giovane nel 1990, a distanza di un paio di anni l’uno dall’altro, costruiva battelli che a volte vendeva. Il battello per chi viveva lungo il fiume era una piccola risorsa per ‘arrotondare’ il proprio reddito, soprattutto nella prima metà del 1900 e nel periodo compreso tra le due Guerre.
Uomini spesso molto coraggiosi si indebitavano per l'acquisto del battello e per le reti per la pesca allo storione, speranzosi di catturarne almeno uno nel corso della stagione, cosa che permetteva loro di pagare i debiti contratti. La sventura era quando, per svariati motivi, le reti venivano rotte irreparabilmente, e quindi aumentavano i debiti e diminuivano le opportunità di catturare storioni! L'altro pescato era di non facile gestione, perchè la pesca del piccolo pesce, anguille, carpe, cavedani, pescigatto, cefali e altri, era faticosa rispetto ai risultati del difficile smercio. Sulla sponda mantovana non esisteva una forte tradizione di consumare pesce, rispetto alle abitudini della provincia di Rovigo sulla sponda di sinistra del fiume.
Il Gio, in aiuto di suo padre Federico, e in seguito in proprio, ha fatto il cavatore di sabbia per la piccola edilizia, il pescatore e il facchino di supporto alle "cariche/discariche" delle barbabietole da zucchero, (queste venivano trasportate alla stazione ferroviaria e caricate sui vagoni per la consegna allo zuccherificio di Sermide, distante 5 Km.).
Dopo la 'rotta' del Po nel 1951, per portare soccorso agli alluvionati del Polesine, Gio e altri barcaioli andarono coi loro battelli a remi in quel di Contarina, dove dovettero recuperare i corpi di poveri contadini che non fecero in tempo a porsi in salvo, dato il repentino crescere dell'acqua che invase le campagne circostanti il fiume.
Da quell’episodio tragico nacque una vera e propria categoria di lavoratori: i meatori, i quali avevano il compito di scandagliare i fondali del fiume.
Dopo qualche anno, insieme ad altri barcaioli dei paesi vicini venne ingaggiato da un organismo che, al servizio del Genio delle Acque, aveva il compito di porre segnali particolari sulle sponde del fiume onde consentire la navigazione alle bettoline prima, poi alle chiatte, al fine di facilitare il trasporto di derrate varie, principalmente il "grezzo" (usato per per alimentare le centrali termoelettriche costruite lungo il fiume, dal mare fino a Cremona).
Oggi i meatori di Felonica sono due (fino a poco tempo fa erano il figlio e un nipote del Gio), e sono attrezzati con un’officina galleggiante coperta posta su un motoscafo cabinato."
Fonte: Eddo Confortini.




Felonica (Mantova), 11 febbraio 1929. Ghiaccio sul Po.
Fotografia scattata in uno dei giorni più freddi del secolo; il Po, che in questa parte del suo corso è molto largo, è completamente ghiacciato.
Fonte: Eddo Confortini.