Nella cronaca iniziale di MUVI - e con questo inizio ci sentiamo di prevedere che il nostro progetto sia destinato a restare nel tempo - rimarrà un episodio particolare: Buffalo Bill e la Trattoria California del quartiere Niguarda a Milano.
La vicenda è inziata durante una delle prime trasmissioni quando una signora ci ha telefonato segnalandoci di essere in possesso di una immagine di sua nonna, piccolina (aveva 4 anni), ripresa con suo padre all'uscita dall'Arena (o forse davanti alla porta settentrionale del Castello Sforzesco). E' una fotografia del 1904 e padre e figlia avevano appena assitito allo spettacolo di Buffalo Bill. E' vero: nei primi anni del secolo una grande troupe di cow boys e indiani - ex veri cow boys e veri indiani: c'era pure Toro Seduto - fece un lungo giro delle principali città europee con uno show che ricostruiva l'epopea western. Ed ebbe grande successo.
Al termine della trasmissione, però, un ascoltatore ci ha telefonato comunicandoci una sorprendente notizia:
Buffalo Bill, venuto a Milano, si era innamorato di una giovane milanese e si era fermato diversi mesi, forse un anno, in città. I due fidanzati avevano anche progettato una iniziativa comune: una trattoria, a Niguarda, in via Ornato 12, chiamandola La California.
Siamo andati in onda la trasmissione seguente, rilanciando la sconvolgente notizia e la risposta degli ascoltatori è stata immediata: la trattoria c'è ancora, è vero che questa storia di Buffalo Bill fa parte delle leggende locali del quartiere (che una volta era un paese appena fuori Milano), e il locale è un luogo di ritrovo ben noto per chi abita in zona. In una trasmissione successiva ci è stato segnalata l'esistenza di un libro che racconta della trattoria, insieme a tante altre storie "niguardesi". L'abbiamo ritrovato, grazie ad un ascoltatore anche questa volta.
E' un testo del 1981, scritto da Fernando Pizzamiglio e stampato da una tipografia di Niguarda, situata al numero 14 di via Ornato, ovvero un numero più in là della California. Però, già prima del ritrovamento, dalle telefonate in trasmissione è emersa una correzione importante. Lei era una giovane milanese, ma lui non era Buffalo Bill. Era prevedibile: se il grande scout (questo era il suo lavoro da giovane) delle sconfinate praterie americane si fosse veramente fermato a Milano, anche per poco, aprendo una trattoria, probabilmente il fatto sarebbe ben noto. Non il grande Buffalo, quindi, ma un cow boy del suo circo, questo sì. Le cose cambiano ma la suggestività della storia si mantiene alta. Ora ci piacerebbe sapere chi era lei. Faremo ulteriori ricerche.
In questa pagina vedete la fotografia della trattoria come si presentava almeno una sessantina d'anni fa. Abbiamo aggiunto alcune fotografie scattate oggi. Una inquadra la trattoria con un taglio praticamente identico alla vecchia immagine. Come si vede sull'impianto della casa precedente si è inserita una nuova muratura che ricalca abbastanza bene le antiche forme. I tre archi sulla parete destra, per esempio, sono passati dall'essere portici a finestroni del ristorante. Abbiamo anche scattato un primo piano della colonnina che riporta il numero civico, scoprendo che si tratta non del 12 ma del 122. Anche il libro del Pizzamiglio riporta il numero 12, ma crediamo sia sbagliato. O forse via Ornato era molto più corta, un tempo, e iniziava più in là? Se si guarda alla targhetta del numero, tuttavia, si può notare che il suo stile è alquanto vecchio. Infine, ecco un primo piano dell'insegna come si presenta oggi. La scritta è malconcia, probabilmente ritoccata, ma il ritocco si direbbe di almeno trent'anni fa.