Le storie di MUVI
     
 

La cascina lombarda

 

L'alta pianura asciutta

Nell'alta pianura asciutta e in collina la grande proprietà era era divisa in fondi più piccoli con appezzamenti distinti. Il "contratto a grano" prevedeva che la famiglia contadina corrispondesse al proprietario un canone annuo in granaglie, uno in denaro per il prato e la casa, e che partecipasse all'allevamento dei bachi. Mentre l'azienda della Bassa utilizzava salariati, nell'ambito di una grande famiglia patriarcale (di 20 o 30 persone) dell'alta pianura ogni cellula familiare conduceva il suo fondo. La dispersione delle dimore non risultava opportuna per la situazione idrologica sfavorevole che imponeva la costruzione di pozzi profondi per l'approvigionamento delle acque. Nella zona a nord della linea dei fontanili le corti non si collocano in prevalenza in aperta campagna, ma si raggruppano con altri organismi simili lungo un asse stradale principale, formando un agglomerato rurale.

Il pozzo di Cascina De' Capitani D'Arzago, situata in un'area di confine tra Dugnano e Paderno sul lato ovest della strada comunale per Dugnano, conosciuta come "court de pecc".

Gli edifici della corte - più piccola della grande cascina del capitalismo agricolo della Bassa - rispecchiavano il frazionamento della proprietà: ogni unità familiare possedeva infatti non solo i locali dell'abitazione, ma anche il suo rustico, cioè la sua piccola stalla e il fienile.

Le stalle servivano per il ricovero degli animali da lavoro, non per le vacche da latte, e il loro orientamento non era fisso. Le corti avevano generalmente le abitazioni sul lato nord e i rustici sugli altri.
Mancava la grande aia, che il contadino si costruiva sul suo appezzamento di terreno. All'interno della corte l'aia era sostituita da un cortile in terra battuta, dove stavano gli animali da cortile.
Al centro:il pozzo.

Immagine della Madonna Assunta affacciata sulla corte di Cascina Fornace, al confine tra Palazzolo e Incirano




 

 

L'area interna ospitava anche le concimaie. Ogni famiglia ne possedeva una, come pure si costruiva sul campo un piccolo edificio in paglia o in muratura a due piani: il cassinòt, o casòt, o cabanot o anche casutèll, utile in caso di emergenza per il ricovero degli animali o del contadino stesso.


Il secondo piano, il cassinéll poteva ospitare il raccolto, o altri materiali utili (come stoppie o canne), troppo ingombranti per la corte. Questi piccoli "cascinotti", lasciati a presidio del piccolo appezzamento, sono ancora visibili nelle campagne.

In ogni corte si trova poi un'immagine sacra, dipinta su calce secca o una statua in una nicchia, punto fondamentale di riferimento per la vita sociale e religiosa degli abitanti. Il soggetto più frequente è la Madonna Assunta (visibilea Palazzolo in Cascina Fornace, o a Grugnotorto, frazione di Nova Milanese).

Queste strutture pluriaziendali persero progressivamente la loro funzione produttiva in ambito agricolo, data la vocazione industriale dell'alta Pianura Padana, meno fertile della Bassa.

Cortile interno di Cascina Glucosio, situata nell'area ad angolo tra via Buozzi e via Leonardo da Vinci, andando da Paderno Dugnano verso Incirano

L'industrializzazione si radicò all'interno delle corti rurali. I contadini aprirono piccole attività artigianali o commerciali, ricavando botteghe al pianoterra delle loro abitazioni, dove producevano cotone, seta e mobili.
Tra la fine dell''800 e la Prima guerra mondiale vennero sottoposte alle amministrazioni comunali molte richieste di sopraelevazioni e di aperture di ingressi per botteghe sul lato della corte che dava sulla strada.

Un caso esemplare, paradigma della trasformazione della vita economica e della rifunzionalizzazione della corte, è la Cascina Glucosio a Paderno (costruita tra il 1855 e il 1897), la cui parte nord e le ali parallele alla strada costituivano la cascina vera e propria, mentre il corpo meridionale era sede di una fabbrica per la lavorazione dello zucchero. La cascina divenne progressivamente una residenza operaia che ospitava i lavoratori dello zuccherificio e delle altre fabbriche locali.

Bibliografia

Cesare Saibene, La casa rurale nella pianura padana e nella collina lombarda, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Ricerche sulle dimore rurali in Italia, Vol. 15, Leo S. Olschki - Editore, Firenze 1955

AA.VV., Le antiche "corti" lombarde, Diakronia, 1994

Gabriella Guerci, Paderno Dugnano. I luoghi del lavoro, Comune di Paderno Dugnano 1998

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Al tema della campagna lombarda è dedicata anche una mostra.