Il software per comporre poesie
(degli altri)
http://www.kurzweilcyberart.com/
Fra i tanti progetti dell'Intelligenza
Artificiale (I.A.), uno dei più vecchi è quello che prevede la costruzione
di computer in grado di essere autori. Scrivere romanzi, comporre
musica. Poesie, anche.
Ray Kurzweil, ricercatore nel campo
della I.A., ha progettato un software che tenta l'impresa. Il programma
contiene un archivio di "stili", ovvero un magazzino di "modalità
espressive" di una settantina di poeti che, al momento, sono tutti
appartenenti al mondo anglosassone.
Come si procede? Bene, si inseriscono
dei propri versi iniziali e poi si chiede al programma di dare suggerimenti
per continuare secondo lo stile di un poeta scelto dall'archivio.
Non è il programma che scrive da quel punto in poi la poesia; esso,
piuttosto, svolge la funzione di "assistente". Propone immagini,
parole, modi di esprimersi. La cosa interessante è che sono possibili
anche "misture" di stili, e questo aspetto consente delle strade
originali.
Funziona? Qualche autore l'ha provato
e i commenti - che non possono essere certo del tipo "straordinario"
"rivoluzionario": siamo molto lontani da tutto ciò - sono però improntati
ad una certa sorpresa. Qualcosa combina, insomma, e pare che imparando
a giocarci si recuperino anche delle cose divertenti. Nel sito che
vi segnaliamo (è quello di Kurzweil) c'è una versione "leggera"
che si può scaricare dalla rete; essa contiene una trentina di poeti
archiviati. Per 30 dollari si può avere anche quella avanzata, con
80 poeti.