Donne e conoscenza storica  

 

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RAPPORTI CON GARIBALDI

Garibaldi è sempre visto da Jessie White Mario come Giovanni il Battezzatore, il quale attraverso una presenza diretta ed immediata tra il popolo riesce a redimere gli sbandati e a far ritrovare loro la luce della verità, soprattutto grazie ad un battesimo ideale che secondo le parole del Vangelo deve aggregare nell'amore tutti i figli di Dio e che nel caso del generale dei Mille serve a radunare sotto un'unica bandiera l'ancora confuso popolo italiano.

 

La White scrive che Garibaldi fin da giovinetto prova antipatia per il clero, nonostante sia stato educato «in mezzo ai preti». Quella generazione voleva la libertà della patria e «fatte rare e nobili eccezioni, i preti l'amor patrio non sentono e di libertà non vogliono sapere». L'interesse di Garibaldi per la causa italiana è sempre grande e l'aver viaggiato a lungo, non solo in Europa, conosciuto e vissuto situazioni politiche e culturali diverse gli danno l'occasione di sviluppare una mentalità cosmopolita ampia.

 

Non esiste un resoconto completo delle sue imprese, però tra i documenti di Jessie White è stata trovata una raccolta di appunti intitolata "Come si è fatta l'Italia" che a prima vista può sembrare un canovaccio per una possibile storia d'Italia, ma che in realtà racchiude annotazioni e commenti sulla vita politica e militare del generale dei Mille. La giornalista inglese dà forza in questi suoi appunti a quelle convinzioni assai diffuse che considerano Garibaldi un combattente e non un diplomatico. Ella stessa lo ammira in questa veste per l'irruenza delle sue azioni, mostrandosi anche eccessivamente benevola e poco obiettiva verso le sue idee politiche: «Repubblicano sempre nel fondo dell'animo, pur egli era capitano di guerra, fedele al Re Vittorio Emanuele II».