Donne e conoscenza storica  

 

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ISMENIA SORMANI CASTELLI

"Questo segno benedetto - sospirato da ogni core - Nunzio alfin di libertate…"
(dalla Coccarda Tricolore)

Ismenia Sormani , secondogenita di quattordici fratelli, nasce a Milano il 3 maggio del 1811.

Figlia del notaio Francesco Soriani, viene allevata ai valori della patria e dell’umanità, anche dalla madre donna di esemplari virtù.
La casa di famiglia Soriani è frequentata dalle più alte personalità della politica e dell’arte come Massimo d’Azeglio, Tommaso Grossi e Giorgio Castelli di Menaggio che la chiede in sposa.
Ismenia, moglie di Giorgio, assecondata dal marito, prosegue a sostenere con spirito d’iniziativa le più nobili aspirazioni patriottiche.

Pur essendo sposata ad un impiegato del governo, mantiene rapporti con i maggiori cospiratori, fra i quali lo stesso Mazzini che ha da poco fondato la Giovine Italia e partecipa alle organizzazioni segrete, incoraggiando il loro lavoro ed esponendosi di persona.

Ismenia, nonostante sospettata dall’Austria come cospiratrice per la pubblicazione dei suoi versi, continua ad aiutare Mazzini nella sua impresa e questa sua attività è completata da generose elargizioni in favore d’istituti per l’infanzia.

Quando le grandi speranze d’indipendenza prendono consistenza, anche se sempre più controllata dal governo austriaco, aiuta i giovani lombardi ad arruolarsi, e accoglie i feriti nelle battaglie trasportandoli a Milano o negli ospedali.

Importante è l’incontro con Laura Solera, le due donne si conoscono nei ricoveri per l’infanzia e collaborano a quest’attività. Nel 1863 si adoperano per dotare Milano dell’Associazione Generale delle Operaie e di una scuola femminile.

Contemporaneamente Ismenia si dedica alla stesura di poesie e romanzi patriottici che hanno un buon successo. Fra i suoi scritti Il Profugo, Il Garibaldino e Teresa lettere politiche e pagine d’impressione femminili. La morte la coglie nella stessa Milano il 9 aprile del 1903.