Donne e conoscenza storica  

 

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Bianca De Simoni Rebizzo

Ermellina Maselli Dandolo

Eugenia Attendolo Bolognini Litta

Giuseppina Morosini Negroni

Teresa Berra Kramer

Vittoria Cima

 

 

 

LA LIBERTÀ FEMMINILE

La dama salottiera dell'Ottocento gode di numerosi privilegi e di relativamente ampie possibilità di scelta; facendo parte del mondo aristocratico, ha la garanzia di poter accendere alle fonti d'istruzione ed è posta nelle condizioni di sviluppare i suoi interessi e creatività, e di esercitare liberamente la propria attività intellettuale. Infatti, molte dame nelle loro memorie descrivono le incursioni infantili nella biblioteca paterna, che rappresenta la cultura da conquistare e possedere, cultura che non è una dimensione radicalmente estranea, ma filtra nella vita quotidiana, è parte della casa. Spesso i matrimoni precoci e le gravidanze possono spezzare il filo che collega le donne con la cultura, ma, se così non avviene, la donna ha il privilegio di esercitare un forte potere all'interno di quella microsocietà.

Questa situazione ci fa dedurre che la donna dell'aristocrazia colta sembra godere di una relativa libertà nella organizzazione del suo tempo e anche nella gestione dei propri sentimenti. I casi di donne sole o che rendono espliciti i loro legami extraconiugali e quindi illegali, sono molte ed è importante notare che nei loro confronti non scatta il meccanismo della esclusione sociale: queste fanno parte, a pieno titolo, della società dei colti, e sono ricevute e omaggiate nei salotti. Anche nella casa di Clara Maffei, così legata alle tradizioni religiose, si respira un'aria di grande libertà e di apertura mentale, sottolineata dal fatto che ella stessa riceve con tutti gli onori la chiacchieratissima Cristina di Belgioioso.

Salotto Maffei con,
alla sinistra, Clara