Donne e conoscenza storica  

 

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Bianca De Simoni Rebizzo

Ermellina Maselli Dandolo

Eugenia Attendolo Bolognini Litta

Giuseppina Morosini Negroni

Teresa Berra Kramer

Vittoria Cima

 

L'AUTORITÀ FEMMINILE

La donna è la vera e unica autorità nel suo salotto. È un esercizio che svolge con sapiente abilità ed a cui è stata educata per anni; l'abitudine all'ascolto, l'attenzione e il rispetto per le opinioni dell'ospite sono il frutto di un lungo tirocinio che è parte del processo educativo di una giovane donna del XIX secolo. In una società così compenetrata di socialità l'arte della conversazione viene insegnata ed affinata lungamente, non è capacità innata, ma esercizio raffinatissimo, sensibilità nell'accostare gente diversa, attenta dosatura tra parole e silenzi. Il ruolo della padrona di casa, apparentemente solo di supporto e mediazione, è in realtà riconosciuto come insostituibile dai frequentatori come sottolineano le parole di Raffaello Barbiera nei confronti di Clara Maffei:

"La sua potenza consisteva nell'arte, così ardua, di ricever bene, di riunire nobili figure ... Nessuna ostentazione, nessuna posa, nessuno sforzo in lei; sembrava nata per ricevere, per guidare una conversazione, per annientare abilmente, nel calore delle discussioni, gli attriti. L'arte del ricevere è l'arte del sacrificarsi. E quante volte la buona amica nostra si sacrificava ai gusti degli altri!... Era gentildonna nell'aspetto, nel discorso, nella delicata vivacità, nella scioltezza, nel gesto, nell'anima, e nella finezza con la quale ella poneva ogni nuova persona a Lei presentata accanto ad un compagno di attitudini, di gusti, di studi. Così ispirava nuove elette amicizie."

Sia pure discreta, la figura della padrona di casa è predominante e, talvolta, l'esercizio della sua autorità è richiesto per sanare contrasti troppo accesi o per evitare brusche cadute di tono. Questa autorità è riconosciuta e quindi autosufficiente. Alcuni intellettuali dell'epoca hanno paragonato il salotto ad una monarchia assoluta, infatti accanto alla figura femminile centrale non si trovano altri personaggi in grado di avere altrettanto potere riconosciuto dai frequentatori del salotto. Anche quando la dama è sposata, la figura del marito appare secondaria, marginale e non incide attivamente sulle dinamiche del salotto. L'autorità non viene gestita dalla coppia, ma è esercitata singolarmente dalla padrona di casa. Questa funzione di autorità ha comunque un fondamento etico in prima istanza; in lei i membri del salotto venerano e rispettano non solo l'ospite proprietaria, ma quelle virtù della buona società aristocratica in cui tutti si riconoscono.