Donne e conoscenza storica  

 

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Bianca De Simoni Rebizzo

Ermellina Maselli Dandolo

Eugenia Attendolo Bolognini Litta

Giuseppina Morosini Negroni

Teresa Berra Kramer

Vittoria Cima

 

 

 

LE FUNZIONI DEL SALOTTO

INFORMATIVA

Il continuo flusso di persone impegnate attivamente nei gangli più vivaci della vita sociale e culturale della città fa comprendere quale sia la funzione prima e più immediata del salotto, una funzione eminentemente informativa. Chi desidera essere informato sugli ultimi avvenimenti di carattere politico o lievemente mondano, che vuole conoscere le offerte del mercato editoriale europeo sa, nel momento in cui varia la soglia della casa ospitante, di essere nelle condizioni migliori per soddisfare le proprie esigenze o la propria curiosità. Si può supporre che la struttura salottiera funzionasse come un grande giornale di agevole e rapida consultazione, ma rivolto solo ai giornalisti, con pagine dedicate alla politica nazionale ed europea, all'informazione bibliografica e ai dibattiti a carattere economico e culturale, alla cronaca di avvenimenti locale, a discussioni di costume.

Il salotto funziona come un sistema di informazione omogeneo, all'interno del quale le notizie circolano liberamente e al di fuori del quale il reperimento delle informazioni è molto difficile per la mancanza dei quei mezzi comunicativi che anche i salottieri contribuiranno a creare (per esempio un completo strumento di informazione bibliografica). La nascita di questi mezzi e la diffusione della scuola e dei giornali, accorciando il tempo tra un avvenimento e la sua comunicazione, il mondo del salotto perderà una delle sue funzioni.

FORMATIVA

Un'altra funzione, più sottile anche se non sempre esplicita, è quella che punta l'attenzione sul valore formativo dei rituali salottieri. Questa funzione si esplica in quella forma altissima del vivere civile che è la capacità di conversare. La conversazione, infatti, mima e riproduce le difficoltà dell'esistenza; impone il sacrificio di sé, il rispetto per l'altro e le sue opinioni, educa al silenzio e all'ascolto, dosando con gradualità l'intervento dell'interlocutore. Il salotto può essere paragonato ad una scena teatrale in cui nessuno può pensare di uscire dagli stretti confini che il suo ruolo gli impone e non può soverchiare avversari e contendenti. Questi aspetti sono colti molto acutamente da Olimpia Rossi Savio:

"Nelle riunioni di casa nostra... i miei figli sentirono discusse le più gravi questioni, che giorno dopo giorno fossero mosse in Parlamento, udendo i più assennati commenti sulle notizie estere ed interne... Un simile ambiente certo era favorevole allo sviluppo dei miei figlioli, avidi come sempre a quell'età di cose nuove, imparando senza avvedersene un mondo di cose utili, necessarie, piacevoli, che li addestravano alla ginnastica del pensiero, a misurar prontamente le idee più opposte."

Nei salotti, tutto il nucleo della classe dirigente della nuova Italia arricchisce la propria cultura, affina la propria arte oratoria, prepara il ruolo futuro. Omologando linguaggi e comportamenti, il salotto crea le basi della comunicazione e rende possibile il riconoscimento tra simili a coloro che andranno nelle aule del parlamento nazionale.

LEGITTIMANTE

Il salotto ha anche una terza funzione: legittima l'intellettuale che vi partecipa presso la più ampia società di cui il salotto è parte organica e diretta emanazione. Il salotto funge da anello di mediazione tra l'intellettuale, l'aristocrazia colta e la borghesia illuminata, garantendo per lui sulle sue capacità di cultura e sulle sue doti di civiltà. è una sorta di assunzione collettiva di responsabilità da parte del gruppo che, in cambio della fedeltà e del rispetto delle norme del vivere civile offre prestigio e , appunto, rispettabilità. L'acquisto di rispettabilità non ha valore solamente etico, ma comporta un aumento di capacità contrattuale nel mercato artistico ed editoriale. Chi viene accolto nel salotto acquisisce titolo quando non trova concrete possibilità di pubblicazione e d'impiego. Quando non assume le forme esplicite della raccomandazione, il salotto accredita e garantisce una committenza, come, ad esempio, Francesco Hayez, che entra a contatto attraverso la presentazione nel salotto della Maffei con la società nobiliare milanese