Donne e conoscenza storica  

 

torna al sommario

 

torna a Biografia

LETTERE AL "TRIBUNE"

LO SGUARDO DI UN’AMERICANA SUL RISORGIMENTO

GIUDIZIO SU:
MAZZINI
GARIBALDI E ANITA
CRISTINA DI BELGIOIOSO

LETTERE AL TRIBUNE

Le lettere di Margaret Fuller al "Tribune" si riferiscono principalmente ai fatti politici italiani ed europei del periodo 1847-49.

Sono rivolte ad un pubblico di lettori americani: la ragione è da ricercarsi nella fede certissima nei principi della democrazia americana, quali vennero formulati nella Dichiarazione dei Diritti del 1776.

Nella prima lettera la Fuller richiama proprio la Dichiarazione dei Diritti per ricordare come l’aiuto nella lotta per le riforme non debba venire dall’alto, non da "una Chiesa vecchia, ricoperta d’edera, da tempo minata alle fondamenta, corrosa dal tempo e divorata dai parassiti", bensì dalla "coscienza individuale", dalla persuasione "che tutti gli uomini hanno pari diritti, acquisiti con la nascita e concessi unicamente da Dio". Se anche la Fuller parla di "popolo", idealisticamente e mazzinianamente, dietro questa vasta e generica entità compare la "coscienza individuale" dei diritti del ’76.

Nella seconda lettera è ancora la Dichiarazione che viene esplicitamente citata. Ad esempio la schiavitù è una delle ombre che macchiano la democrazia americana, il cui spirito la Fuller vede sorgere in pieno ‘48 in Italia. "Il mio paese è temporaneamente minato dalla prosperità, istupidito dalla brama di guadagno, macchiato dal crimine per la volontaria perpetuazione della schiavitù e disonorato da una guerra ingiusta, mentre i sentimenti nobili sono stati scordati anche dai singoli cittadini, le aspirazioni dei politici sono egoistiche e meschine e la letteratura è frivola e venale".

Nell’ultima lettera da Roma la Fuller rivolge un’esortazione agli americani perché siano"degni di conservarli, questi privilegi, aiutando i vostri fratelli ad ottenerli".