Donne e conoscenza storica  

 

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LETTERE AL "TRIBUNE"

LO SGUARDO DI UN’AMERICANA SUL RISORGIMENTO

GIUDIZIO SU:
MAZZINI
GARIBALDI E ANITA
CRISTINA DI BELGIOIOSO

GIUDIZIO SU MAZZINI

Mazzini non è un oratore, ma il tono semplice e affabile del suo discorso contrasta piacevolmente con la retorica ingenua e con l’ampollosità accademica comune agli oratori italiani nella loro attuale situazione d’inesperienza. Con l’uso più libero della dialettica essi acquisiranno una maggiore semplicità e maturità d’espressione. I discorsi di Mazzini sono ricchi d’idee, vanno diritti al punto per la via più breve e si dipanano senza difficoltà per l’inevitabile impressione che se ne deriva di convinzione e di sincerità profonde da parte dell’oratore. Mazzini è uomo di talento e pensatore eminente, ma ciò che nella sua figura ci deve immancabilmente colpire nel modo più vivido ed immediato sono il misticismo del suo animo e la sua "virtù", nel senso moderno e in quello antico del termine. Se la chiara consapevolezza di essere nel giusto, la forza e la perseveranza instancabile

Saranno sufficienti a governare la nave in questo momento pericoloso, allora tutto si risolverà per il meglio. Egli ha detto: << Vinceremo >>; non sono sicura che Roma ci riesca questa volta, tuttavia gli uomini come Mazzini sono sempre vincitori, vincitori anche nella sconfitta. Mazzini lo conosco, conosco l’uomo e le sue azioni, grandi, pure,costanti, un uomo a cui soltanto l’epoca futura potrà rendere giustizia, quando mieterà il raccolto del seme che egli in quest’epoca ha seminato. Amici, compatrioti, e voi amanti della virtù, amanti della libertà, amanti della verità! State all’erta; non riposate ignari nella vostra vita così facile,ma ricordate che << L’umanità è una sola e pulsa con un grande, unico cuore >>.

GIUDIZIO SU GARIBALDI E ANITA

Andai al Corso con alcuni amici; era pieno di cittadini e di militari. La nostra carrozza fu bloccata dalla folla presso Palazzo Doria : i lancieri di Garibaldi passarono al galoppo. Fosse stato di nuovo al mondo Sir Walter Scott per vederli! Erano tutte figure snelle, atletiche, risolute, molti con le forme della bellezza meridionale maschile più splendida, tutti illuminati dallo spirito, e resi nobili dal coraggio deciso a osare, agire, morire.

Indossavano tutti gli splendidi abiti della legione garibaldina, la tunica rosso fiamma, il berretto greco, oppure cappelli rotondi con la piuma come i Puritani. I lunghi capelli al vento, i volti decisi.

La moglie di Garibaldi, Anita, lo seguiva a cavallo. Lui stesso si distingueva per la tunica bianca; sembrava in tutto e per tutto un eroe medievale – il volto ancora giovane, perché la sua vita tanto avventurosa è stata sempre carica di giovinezza, e non vi è segno di fatica sulla sua fronte o sulle guance. Che cada o vinca, in lui si vede un uomo impegnato nel compito per cui lo ha creato la natura stessa. Si avvicinò al parapetto, guardò la strada con il cannocchiale, e dato che non vi erano ostacoli in vista, si voltò per un momento verso Roma, poi condusse la legione oltre la Porta. Duro era il cuore, di pietra e atterrito l’occhio che non ebbe una lacrima per quell’istante.

GIUDIZIO SU CRISTINA di BELGIOIOSO

La principessa è nata da una delle più nobili famiglie milanesi, è discendente del grande Trivulzio ed erede di un’immensa fortuna. Fortuna che ha compromesso ben presto impegnandosi nei moti liberali, falliti i quali è stata obbligata a fuggire a Parigi dove, per un periodo, si è mantenuta scrivendo e credo anche dipingendo. Era naturale che una principessa in una simile posizione dovesse suscitare grande interesse, ed infatti essa ha attratto attorno a sé una piccola corte di uomini illustri. Dopo aver recuperato le sue fortune è rimasta a vivere a Parigi distinguendosi per impegno e munificenza sia nei confronti dei letterati, sia nei confronti dei compatrioti in esilio. Più tardi ha condotto con assennatezza e successo esperimenti di tipo socialista.

Quando è tornata in Italia, ha dato prova dell’abituale generosità, davvero principesca, finanziando una compagnia di soldati ed un giornale fino all’ultimo triste tradimento di Milano, il 6 agosto. La Belgioioso è stata una dei pochi con una mente abbastanza forte da imparare la lezione e adesso si interessa con entusiasmo al movimento repubblicano.