Donne e conoscenza storica  

 

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LETTERE AL "TRIBUNE"

LO SGUARDO DI UN’AMERICANA SUL RISORGIMENTO

GIUDIZIO SU:
MAZZINI
GARIBALDI E ANITA
CRISTINA DI BELGIOIOSO

LO SGUARDO DI UN’AMERICANA SUL RISORGIMENTO

 

 

 

 

 

 

Woman in the Nineteenth Century (La donna nel XIX secolo), il più celebre libro della Fuller, è uno dei testi più importanti nella storia del femminismo americano dell’Ottocento che ha suscitato reazioni vivacissime.

"E’ il libro - scrive Edgar Allan Poe – che poche donne avrebbero potuto scrivere nel nostro paese e che nessuna donna, salvo Miss Fuller, avrebbe osato pubblicare".

Nel libro la Fuller applica i principi fondamentali del Trascendentalismo alla condizione umana, e a quella femminile in particolare. L’uomo dev’essere libero, la crescita dell’uomo intero deve aprirsi "all’aria e alla luce".

La Fuller si rende conto che il termine generale "uomo" non comprende affatto la donna e proprio perché vede, in una prospettiva storica, la passata mancanza di possibilità di sviluppo della donna in quanto essere umano, completo, insiste sulla necessità che la donna potenzi se stessa, si esprima in pubblico, nutra il proprio intelletto, rappresenti lei stessa i propri interessi, senza affidarli agli uomini.

Le donne devono ampliare i propri campi di interesse e la scelta delle professioni " per risvegliare le loro forze latenti >> e non devono aspettarsi che gli uomini le aiutino : sono le donne stesse che possono aiutarsi tra loro.
Oltre a trovare nutrimento, per la sua battaglia in favore delle donne, nei grandi principi del Trascendentalismo, la Fuller risale, esplicitamente, alla sorgente basilare di qualsiasi teoria dell’uguaglianza si sviluppi in America : la Dichiarazione dei Diritti del 1776.

Ogni libertà, interna ed esterna, per l’uomo e per la donna, non deve essere una "concessione", ma deve essere riconosciuta come "diritto naturale".