| Donne e conoscenza storica |
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MARIANNA
DE CRESCENZO detta "LA SANGIOVANNARA" Animatrice di uno dei più popolosi quartieri della città di Napoli nel periodo cruciale della rivolta contro il governo borbonico, appartiene alla schiera di donne che imbracciano il fucile, salgono sulle barricate ed esercitano sulla folla uninfluenza decisiva. Marianna rimasta vedova, giovanissima, di un soldato borbonico, si risposa con un giovane al quale affida la responsabilità dellosteria. Nel 1860, appena trentenne, attira intorno a sé, con parole e azione, la gente del quartiere Pignasecco, dove abita. Il 7 Settembre 1860, lasciata libera la città dal Re e dalle sue truppe, il popolo insorge. Marianna capitana le dame nelle sue manifestazioni di giubilo del 1861. Il popolo la porta in trionfo e lacclama. Dopo questi avvenimenti nulla si è saputo di lei, ma ne è rimasta la leggenda. Per contro un giornalista francese, nel pubblicare un ritratto a penna de "La Sangiovannara" dovuto al pittore Saverio Altamura, così descriveva sullIllustration di Parigi l'intrepida popolana: "Marianna ha una grande nobiltà di fisionomia. Passa dal voluttuoso languore della pigra napoletana, alla cupa energia del cospiratore, alterna il sorriso della giovane al ringhio del lupo affamato. Il suo colorito si accende o si fa livido, il suo sangue si agghiaccia o ribollisce. In un quarto dora di conversazione io vidi questa alternativa prodotta dai nomi di Garibaldi o di Francesco II, del Commissario Campana o di Vittorio Emanuele. Questa figura diventa
un dramma. Marianna è loracolo del quartiere e spesso la
sua Provvidenza. Distribuisce soccorsi e dà notizie, risolve
dubbi, spiega la situazione, indica al popolo la parte che deve rappresentare,
i suoi interessi e i motivi per cui gli conviene abbandonare i Borboni
e seguire i signori, cioè "o re galantuomo" e Garibaldi.
Marianna sa trovare la parola giusta per riscaldare i cuori e illuminare
le intelligenze." |