Donne e conoscenza storica  

 

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LAURA SOLERA MANTEGAZZA


(1813 – 1873)

Laura è stata patriota ed organizzatrice d’istituzioni sociali. Nasce a Milano da Cristoforo Cairoli, avvocato di sentimenti patriottici, e da Giuseppina Mandriani, morta prematuramente. Nella sua famiglia si notano personalità di spicco nell’ambito della cultura del milanese, come il cugino Temistocle, autore dei cori verdiani del "Va pensiero" e del "O signore che dal tetto natio", o lo zio Antonio, compagno di carcere del Pellico allo Spielberg, ed infine Francesco, zio anch’esso, che fu ministro della guerra a Venezia nel 1848.

Per motivi politici, il padre è costretto a fuggire in Svizzera e Laura è affidata al medico milanese Paolo Acerbi che la considera come una figlia. Appena diciassettenne è data in sposa a Giovanni Battista Mantegazza di Monza, città dove nascono i suoi tre figli: Paolo, biografo della madre, Costanza, ed Emilio, ingegnere e garibaldino.

Nei primi anni del matrimonio Laura si dedica personalmente all’educazione dei figli, insegnando loro a leggere e scrivere seguendo i metodi del Lambruschini. Nel 1848, durante le Cinque Giornate, si dedica all’organizzazione dell’assistenza dei feriti elemosinando casa per casa le somme di denaro necessarie alla loro cura. Negli stessi giorni è pubblicato il suo scritto Madre Lombard, un incitamento per le donne all’impegno sociale e politico. Il Governo Provvisorio della Lombardia e il Comitato di Difesa le danno, in seguito, l’incarico ufficiale di istituire ambulanze e provvedere al soccorso dei cittadini. Al ritorno degli austriaci si trasferisce nella villa del padre, sulla sponda piemontese del lago Maggiore dove si dedica alla cura dei feriti, non distinguendo l’italiano dal tedesco Così scrive Garibaldi quando nel 1848 incontra Laura mentre porta i feriti nella sua casa. Sospettata dall’Austria può fare rientro a Milano solo nel 1850 istituendo opere umanitarie a favore delle donne. In questo periodo fonda il Ricovero dei bambini lattanti, la Scuola per adulte analfabete e la Scuola Professionale femminile. Per ultima crea L’Associazione generale delle operaie milanesi che è un’associazione che comprende tutte le altre precedenti da lei istituite.

Nei suoi appelli alle donne si notano principalmente i temi dell’emancipazionismo femminile propri del femminismo post–risorgimentale. Tali attività non hanno pregiudicato l’impegno politico continuo, impegnato soprattutto nella ricerca di fondi per l’aiuto a Garibaldi. Molto impegnata nella seconda e nella terza guerra di indipendenza e nell’impresa dei Mille, nel 1862 si sposta da Milano a Varignano, presso La Spezia, per curare ed organizzare una rete protettiva sia politica che infermieristica attorno a Garibaldi, ferito e prigioniero. Si spegne a Varignano nel 1873; la sua salma sarà traslata a Milano nel 1906.