Donne e conoscenza storica  

 

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1814-1842

1846-1855

1859-1886

Carlo Tenca

Andrea Maffei

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1859

Clara e Carlo Tenca continuano a dissentire delle sterili imprese mazziniane. E trovano il loro deus ex machina tanto atteso: Camillo Benso di Cavour. Il primo ministro piemontese aveva sempre avuto un occhio di riguardo per la redazione del Crepuscolo, in cerca com’era di alleati intorno al suo progetto unitario. Il salotto Maffei è già diventato l’avamposto milanese della politica di Cavour quando le sue sale vengono percorse da un vivido lampo di speranza. Clara spinge i giovani lombardi ad arruolarsi nelle file dell’esercito piemontese, e li incoraggia altresì con aiuti finanziari. Era il preludio della guerra, e già nel Giugno si hanno i primi scontri armati, ben presto suggellati dalla vittoria dei franco-piemontesi sugli austriaci a Magenta.

La casa di Clara diviene il luogo di ritrovo di ministri, di ambasciatori, di generali, di uomini di cultura tutti animati dal sacro fuoco di fare dell’Italia una nazione indipendente. Napoleone III le invia un suo ritratto autografo che viene posto sulla parete d’onore del salotto. Quel salotto ha appena raggiunto lo zenit dello splendore quando comincia la sua parabola discendente, come se avesse terminato un compito affidatogli dal destino. La liberazione di Milano e della Lombardia fece venir meno lo scopo delle riunioni che vi si svolgevano, e inoltre Carlo Tenca sostituisce il “Crepuscolo” con un nuovo giornale, chiamato la “Perseveranza”, dando a sua volta il segnale che per l’Italia si apre una nuova fase storica. Mutano anche i rapporti tra lui e Clara. I due amanti ormai si incontravano sempre meno. Carlo, eletto deputato, entra nella commissione della Pubblica Istruzione ed è frequentemente costretto ad allontanarsi da Milano. Ancora una volta Clara resta sola e fra lei e Carlo tutto si risolve in una serie di lettere, appassionate ma sterili. Clara è turbata e non può esternargliene il cruccio. Gli impegni politici impediscono al Tenca di essere accanto a Clara come una volta, comunque Carlo nelle sue lettere ribadisce sempre il suo amore per Clara.

1864

Il 13 Marzo Clara Maffei raggiunge il cinquantunesimo anno d’età e una grave malattia colpisce la nobile donna. Questo porta Carlo a mostrarsi ancora più affezionato, e difatti le invia una delle più belle poesie d’amore che mai avesse concepito per lei. Clara supera velocemente la malattia, e quelle parole di Carlo sono state per lei la migliore delle medicine.

1868

Trascorsi molti mesi in tutta tranquillità, riappare come per incanto il vecchio marito, il poeta Andrea Maffei, che non incontra da ben diciotto anni. Clara lo rivede nel salotto di un’amica.

1869

Andrea, giunto a Firenze, si ammala gravemente: Clara lo raggiunge, e gli presta assistenza in sintonia con quanto ventitré anni prima, all’atto della separazione, gli aveva scritto, assicurandogli che lo lasciava, ma che non lo avrebbe mai abbandonato a se stesso.

1870

All’inizio degli anni settanta, il salotto di Clara subisce una profonda trasformazione. La padrona di casa invecchia e così imbiancano gli amici di sempre. Alcuni sono morti, come il Manzoni; altri se ne stanno chiusi in se stessi, come Verdi. Il suo salotto è stato un crogiuolo di ministri moderati, ironicamente definito l’ “anticamera dei portafogli” o dei “destri”.

1876

Cade l’ultimo governo della destra storica e, con Depretis, sale al potere la sinistra imponendo al paese una “rivoluzione parlamentare”: pare che per Clara fosse la fine. Ma lei, invece di chiudersi in un atteggiamento ostile nei confronti del nuovo, apre le porte agli avversari giunti al potere, imponendoli ai moderati. Ma non riesce a rendere piacevole ai vecchi amici la compagnia di Giosuè Carducci, al quale i moderati rimproverano di essere un voltagabbana, perché da fervente repubblicano diventò filo monarchico.

1879

Il Tenca si ritirò a vita privata. Nel settembre, colpito da una improvvisa vertigine, cadde sulla soglia dell’aula di Montecitorio. L’anno successivo si risolve a dimettersi da deputato, poi da presidente lombardo dell’istituto di lettere e scienze, e infine dall’incarico più amato, quello di consigliere comunale di Milano.

1883

Carlo si spegne nel settembre del 1883 e contemporaneamente vacilla Andrea Maffei, l’altra forte presenza maschile che aveva dominato nella vita di Clara.

1885

Andrea spira in solitudine su un letto d‘albergo, colpito da apoplessia cerebrale. Lo sfarzoso e vivacissimo salotto d’una volta cade come in abbandono; le sale sono tetramente vuote e Clara, con gli occhi sbarrati, non riconosce chi ancora si reca a farle visita: tra gli ultimi lo stesso Giuseppe Verdi.

13 Luglio 1886

La morte sopraggiunge Clara dopo che ha chiesto un funerale tra i più semplici e che la terra fosse il suo ultimo letto.

Con lei si spegne la fiaccola del salotto Maffei che per mezzo secolo, fra difficoltà ma senza incertezze, getta una luce sugli oscuri cammini dell’Italia.


IN QUESTA CASA
DIMORO' TRENTASEI ANNI E MORI' IL 15 LUGLIO 1886
LA CONTESSA CLARA MAFFEI
IL CUI SALOTTO, ABITUALE RITROVO DI INSIGNI PERSONALITÀ
DELL'ARTE, DELLA LETTERATURA E DELLA MUSICA
FU PURE, TRA IL 1850 ED IL 1859
CENACOLO DI ARDENTI PATRIOTI TENACI ASSERTORI
DELLA INDIPENDENZA E DELLA UNITA' D'ITALIA