Donne e conoscenza storica  

 

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1814-1842

1846-1855

1859-1886

Carlo Tenca

Andrea Maffei

 

 

 

 

1846

All’età di trentadue anni, Clara si separa dal marito Andrea con un semplice atto notabile stilato da Tommaso Grossi e suggerito da Verdi, che si preoccupa di salvare il pubblico decoro della coppia.

La contessa, lasciando Milano, prende alloggio nella villa di Clusone spostando così la sede del salotto al primo piano del n.46 in corsia dei Giardini. Il salotto di Clara si popola di ministri, di diplomatici, di alti ufficiali che discutono sui destini della patria con l’intento di influenzarne il corso in nome dell’unità e dell’indipendenza dagli Austriaci.

Nell’agitato cenacolo emerge una nuova figura, quella di Carlo Tenca, letterato e patriota tra i più ferventi. Ben presto tutti notano la sua inclinazione per la contessa e l’attenzione che lei gli rivolge. Clara, che non può non ammirare il fervore politico di Carlo, si sente attratta da lui anche sentimentalmente così da diventarne l’amante. Questo rapporto sarà sempre caratterizzato dalla volontà dei due di mantenere la propria autonomia, che sola poteva consentire di continuare a gestire la propria esistenza sui binari prestabiliti. Si veda cosa scrive alla fine della sua vita Clara Maffei in una lettera ad un'amica, alludendo ai suoi rapporti con Tenca: "Io volli almeno acquistare la completa indipendenza delle mie azioni e del mio vivere e potermi dire 'io appartengo a me medesima, e solo io voglio essere giudice del mio operare'. E vinsi, almeno, la schiavitù delle cose convenzionali. È a duro prezzo ch'io acquistai tale libertà; pure è qualche cosa anch'essa quando non si vuole usarla che per bene".

1848

Ha inizio la rivolta contro gli Austriaci in tutta Italia, con le armi e in ogni altro modo, come il famoso sciopero del fumo. Ne nascono dei tafferugli dai quali non possono non uscire perdenti i prodi milanesi, mentre Clara accorre in casa Borromeo ad assistere i feriti. Le proteste popolari vengono dunque brutalmente represse, mentre l’aristocrazia asburgica residente in Milano continua tranquillamente a celebrare i suoi riti di società. Che il clima sia in ebollizione lo si può capire da tanti piccoli segnali. Gli ufficiali austriaci però non intuiscono che tali eventi, come la protesta a teatro dei giovani patrioti, costituiscono l’avvisaglia d’una ben più grande rivolta popolare che è quella delle Cinque giornate di Milano nel marzo successivo.

Molti fra i frequentatori del salotto salgono sulle barricate così che numerosi sono i nobili e gli intellettuali milanesi che in quelle cinque giornate eroiche dimostrano di saper farsi valere non solo tra i calici di champagne, ma anche tra le fiamme e le pallottole. Fra tutti si distingue Clara nel sostenere moralmente e finanziariamente i patrioti insorti e nel propagandarne l’azione.

Accoglie sotto il suo stesso tetto la principessa Cristina di Belgioioso, che arriva a Milano alla testa di un’armata di volontari napoletani, ognuno dei quali sventola un drappo tricolore. La mente dell’insurrezione è Carlo Tenca, il quale anima gli scontri nelle vie della città e al tempo stesso ne è lo stratega.

La sua figura diventa tanto leggendaria che, ricadendo Milano nella morsa di Radetzky, egli deve rifugiarsi a Locarno in Svizzera, dove lo seguono la madre e Clara.
Nel giro di pochi mesi 960 persone vengono giustiziate in seguito a processi sommari.

1849

In seguito all’emanazione di un’amnistia, Carlo e Clara riescono a tornare a Milano e lei si stabilisce in un nuovo appartamento - quello che avrebbe abitato per il resto della sua vita - al secondo piano di un palazzo settecentesco in via Bigli 21, a due passi dalla residenza di Tenca.
Quest’ultimo riprende la lotta su un terreno nuovo, non quello delle rivolte ma della propaganda politica fondando un nuovo settimanale il “Crepuscolo”, sul quale cominciano a scrivere i più autorevoli esponenti del salotto Maffei: come Zanardelli e Cattaneo.

1855

Il 10 gennaio viene firmata la convenzione con la quale il Piemonte accede al trattato di alleanza tra Francia e Inghilterra nella guerra contro la Russia.