LE
GIARDINIERE
LA FIGURA DELLA GIARDINIERA
Giardiniere: con
questo termine venivano chiamate tutte le donne che, appartenenti
alla Carboneria, invece che radunarsi alle "vendite" si
incontravano nei loro giardini. Ogni raggruppamento, giardino formale
o aiuola, era composto da nove donne e, per entrare a farvi parte,
queste dovevano superare un lungo periodo dindagine:
· Apprendista:
il motto era Costanza e Perseveranza, e in esso venivano illustrati
i programmi operativi in atto
· Maestra
Giardiniera: vi si arrivava dopo un lungo periodo di tirocinio, il
motto era Onore e Virtù; era un livello piuttosto impegnativo
e le donne erano autorizzate a portare un pugnale tra calza e giarrettiera.
Segno di riconoscimento
era disegnare con la mano un semicerchio, toccandosi la spalla sinistra,
poi quella destra e alla fine battere tre colpi sul cuore.
LA CARBONERIA
FEMININA E LE GIARDINIERE
La Società
delle Giardiniere cominciò ad agire in Lombardia durante e
dopo il marzo del 1821, comunque già nel 1816 sulle rive dellOlona
era infuriata una battaglia romantica che aveva coinvolto tutto il
popolo, e che lasciava presagire il malcontento popolare.
In una lettera
del Cardinale Consalvi del 1 settembre 1819 si parla della nascita
di una nuova società segreta, sotto il nome di società
romantica, della quale fanno parte anche le donne e il cui centro
è Milano; il suo scopo è "linsegnare, il
persuadere ai suoi membri che lUomo non è soggetto ad
alcun principio di Religione o di morale, ma che deve seguire solo
le leggi della sua natura".
Inizialmente lattività
di queste donne non fu presa completamente sul serio, solo dopo il
tentativo rivoluzionario del 1821 e dopo che furono giunte diverse
notizie da Napoli su una Società delle Giardiniere, le cui
componenti erano solite tenere un pugnale nella giarrettiera e usare
un linguaggio molto acceso, ci si cominciò a chiedere se queste
società esistessero realmente,soprattutto perché la
donna, fino ad allora, era considerata solo nel suo ruolo di madre,
moglie, sorella e amante e quindi i suoi sentimenti potevano essere
legati allarea familiare-affettiva.
In una lettera
del 3 settembre 1823 si può, infatti, vedere come lAutorità
austriaca si mostri preoccupata nei confronti della partecipazione
femminile al Risorgimento italiano. LImperatore dAustria
Francesco I scrive al ministero della Polizia conte Seldnitzsky:
"Caro conte
Seldnitzsky
Le accludo qui
il rapporto per astratto inviatomi dal presidente Plenciz l8
agosto 1823, riguardo la cosiddetta società delle giardiniere
con lincarico di far sorvegliare attentissimamente le donne
descrittevi quali sospette e di tenere docchio con cura le loro
azioni. Franz "
In risposta a
questo biglietto il conte Seldnitzsky inviò, il 19 settembre
1823, una lettera al conte Strassoldo, governatore della Lombardia,
in cui gli chiedeva di aumentare i controlli, la sorveglianza delle
Giardiniere "come tali vengono indicate Camilla Fé, Matilde
Dembowski, Bianca Milesi, le contesse Frecavalli e Confalonieri, ed
inoltre anche la vedova Teresa Agazzini nata Cobianchi e Amalia Tirelli
pure nata Cobianchi".
Si mostra, infatti,
a conoscenza del loro "tenore antiaustiaco" e del fatto
che fossero collegate con la Carboneria e del loro "preoccupante
affaccendarsi".