Donne e conoscenza storica  

 

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Bianca Milesi Moyon

Maria Gambarana Frecavalli

Matilde Viscontini Dembowski

 

 

 

 

 

 

Gli arresti delle Giardiniere

INTERROGATORI ACCUSE E DIFESE

Molte furono le donne che vennero arrestate e processate, accusate di far parte di queste società giardiniere. I provvedimenti che furono presi nei loro confronti si differenziarono tra nord e sud.

Nel Lombardo – Veneto le giardiniere erano convinte che fosse sufficiente una congiura per cambiare le sorti del paese, non erano organizzate politicamente, non avevano una volontà comune. Furono interrogate e la maggior parte delle volte giudicate non perseguibili.

Nel Napoletano la congiura aveva assunto l’aspetto di un moto militare e le giardiniere furono incarcerate, torturate e condannate a vari anni di prigione.

 

Bianca Milesi nel suo interrogatorio nel 1821, il primo fatto ad una Giardiniera, davanti ai giudici, negò con decisione tutto ciò di cui era accusata, anche quando questo era molto evidente. "Credo come dissi che il De Castiglia e Pallavicini si assentassero da Milano nella scorsa Primavera. Non so però, ne mi ricordo d’aver sentito quando precisamente avvenisse la loro partenza, ne so per verità la durata della loro assenza."

Durante il suo primo interrogatorio fu sottoposta ad una perizia calligrafica, fortunatamente sotto dettatura, e infatti scrisse in modo così abile da riuscire a camuffare la sua scrittura a tal punto che i periti rimasero perplessi e non poterono attribuirle un compromettente biglietto anonimo trovato in casa di uno dei rivoluzionari.

Fu sempre molto prudente, e dalla perquisizione alla sua abitazione gli ufficiali non trovarono nulla che potesse collegarla alle Giardiniere o a esponenti della Carboneria Milanese, come il Marchese Giorgio Pallavicini o il milanese don Gaetano De Castiglia.

Nel 1822, dopo diversi interrogatori, trovò opportuno allontanarsi da Milano, dopo aver appreso la notizia dell’incarcerazione di Carlo di Castiglia, e rifugiarsi in Svizzera per poi passare in Francia.

Maria Gambarana Frecavalli, nobile lombarda-piemontese, fu accusata di aver scambiato messaggi con il Confalonieri e i costituzionalisti piemontesi nelle giornate del marzo 1821; ella comunque si discolpò da queste accuse dicendo che nelle lettere da lei mandate al Confalonieri vi erano solo "carte relative al politico passato rivolgimento del Piemonte" e non c’era nulla che poteva, invece, collegarla alle rivolte piemontesi di quel periodo.

Arresto di Carbonari

Nei suoi interrogatori temporeggiò fin quanto poté, mostrandosi indifferente alla politica "Io non poteva sapere tali cose, giacché io non entrava nelle briche politiche di quel tempo."
Anche qui però la Commissione la invita a meglio riflettere sulle date risposte.
"Non ci posso maggiormente riflettere, perché non ho da aggiungere alcuna ulteriore circostanza."
Atteggiandosi a solerte amministratrice delle sue terre e dei suoi beni, mascherò il motivo del suo viaggio in Piemonte dicendo che lo intraprese per incontrare il suo avvocato e per risolvere alcuni problemi legati alle sue terre.

Chiese sospensioni, tergiversò, nel parlare del suo viaggio nel marzo 1821, durante il suo primo interrogatorio, non poté nascondere tutti i suoi spostamenti di qua e di là dal Ticino , ma comunque negò di aver avuto contatti con diversi uomini legati alla Carboneria, come Pallavicini e De Castiglia, nonostante li avesse incontrati; parlò di loro in modo superficiale senza mostrarsi a conoscenza delle loro intenzioni politiche.
"Replico che io non so e non mi ricordo il motivo per cui il S.r Raja non venne meco più innanzi."
" Se essa E. abbia veduto il Generale S. Marsan.
Io non ho veduto il S. Marsan né lo conosco."
La Commissione la invita a meglio riflettere su questa circostanza ed a rispondere con tutta ingenuità.
"Rispondo con tutta ingenuità, ch’io non mi ricordo di conoscere il San Marsan."
V’ha motivo di credere che non solo l’abbia conosciuto, ma che perfino gli abbia parlato epperò viene nuovamente ammonita alla verità.
"Gli avrò forse parlato senza conoscerlo, ma io ripeto che non me ne ricordo di avergli parlato."

Rilasciata ritenne opportuno spostarsi definitivamente in Lomellina per badare ai suoi interessi.