Donne e conoscenza storica  

 

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VIRGINIA E CAVOUR

 

A seguito dell'assidua presenza alla corte del re anche Cavour è conquistato dalle capacità di seduzione della contessa, ma, da buon politico, non ne nota solo le doti fisiche. Conosceva le sue caratteristiche sin da quando era una bambina (era stato forse l'unico a sconsigliare al cugino Francesco di sposarla, dato che la considerava una ragazza malata di egocentrismo e narcisismo). Ma adesso nota anche le sue "capacità" diplomatiche e la precisa conoscenza delle lingue, doti che, associate alla bellezza, le avrebbero potuto aprire qualsiasi porta: anche quella di Napoleone III. Cavour è decisamente intenzionato a giocare anche questa carta: perchè non tentare di far perorare la causa del Piemonte da questa eloquente ed ufficiosa ambasciatrice?
Quindi espone il suo progetto a Vittorio Emanuele II, che nel frattempo aveva avuto una relazione con Virginia ed, ottenuto il suo consenso, comincia a istruirla sul da farsi a Parigi.
Sedurre l'imperatore francese e convertirlo alla causa italiana: questa era la sua missione. "Voi brillerete a Parigi come attualmente brillate a Torino. Avrete Napoleone ai vostri piedi. Egli farà ciò che vorrete".
Nicchia, la cui ambizione mondana poteva assai più della voce del buonsenso, non ha bisogno di altri argomenti per essere convinta ad accettare l'incarico.
Il 9 gennaio1856 si trasferisce nella capitale francese e non è casuale che sia solo un mese prima del Congresso di Parigi.

LETTERA CHE CAVOUR SCRISSE A VIRGINIA

3 Novembre 1854

Illustrissima signora contessa,

la vostra collaudata beltà mi rese voglioso di vedervi, ma non vi trovai tanto di esimia bellezza da paragonarvi ad una Venere; nel numero delle belle certamente potete occupare il seggio primiero, ma non più oltre. Lasciatevi pur vedere ovunque che nessuno vedendovi vi torrà i vostri pregi di rara bellezza e ve ne sono altrove delle migliori di voi di gran lunga; non stupitevi se poi tali cose vi dice il conte

C.B.di Cavour