Donne e conoscenza storica  

 

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LE LETTERE

LA PRIMA
LETTERA DI
GARIBALDI
ALLA CAIROLI

LA LETTERA DI
BENEDETTO ALLA
MADRE
PRIMA DI PARTIRE CON GARIBALDI

LA LETTERA DI
ADELAIDE AL FIGLIO BENEDETTO PARTITO
CON GARIBALDI

L'ESALTAZIONE DI
GARIBALDI
DOPO LA PARTENZA
DI LUIGI

LA LETTERA DI
MAZZINI AD ADELAIDE
PER INVITARLA A CONVINCERE GARIBALDI A RIPRENDERE LA LOTTA

LA LETTERA DI
ADELAIDE PER MAZZINI
PER APPOGGIARE LA LOTTA PATRIOTTICA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ADELAIDE BONO CAIROLI


"L'amore di una madre per i figli non può nemmeno essere compreso dagli uomini ... Con donne simili una nazione non può morire."
Giuseppe Garibaldi

INFANZIA (1806-1820)

Nasce a Milano il 5 Marzo 1806 da Francesca Pizzi, nobile, e Benedetto Bono, avvocato. Sin da piccola dimostra di possedere un carattere forte salvando la madre dalle minacce di un ex-dipendente della famiglia che con una pistola minacciava di ucciderla. Ammira molto l’impero napoleonico e il vicereame milanese di Eugenio Beauharnais.

ADELAIDE BONO CAIROLI

FRA LE ITALE MADRI FORTISSIMA

QUI NACQUE LÌ 8 MARZO 1806

 

 

GIOVINEZZA (1821-1824)

Dal 1821 si sente attratta dalle imprese dei carbonari sviluppando un forte sentimento patriottico e di odio verso il governo austriaco.

IL MATRIMONIO (1824)

Il 20 Aprile 1824, diciottenne, si sposa con Carlo Cairoli, quarantottenne con due figli, da cui ha cinque maschi e tre femmine. I figli e le figlie sono cresciuti dalla madre con amorevole severità trasmettendo loro i sentimenti patriottici sviluppati nella giovinezza. .

L’ATTIVITÀ POLITICA (1848-1854)

Adelaide partecipa direttamente alla vita politica italiana, aiutando i latori delle lettere e degli opuscoli della liberazione. Un giorno la polizia irrompe in casa Cairoli, ma Adelaide riesce abilmente a risolvere la situazione. Nel 1852 la loro dimora a Groppello è nuovamente perquisita ma la donna per l'ennesima volta non si lascia sconfiggere. Adelaide riesce inoltre a far alleviare le pene del figlio, condannato per aver fornito clandestinamente armi ai patrioti.

I LUTTI FAMIGLIARI (1855-1859)

La donna, a seguito della morte di due figlie, reagisce attaccandosi con maggior forza alla famiglia e alla lotta patriottica.

LA RIPRESA DEI MOTI PATRIOTTICI (1859)

Il regno di Sardegna si allea alla Francia di Napoleone III e i figli di Adelaide partecipano attivamente alle battaglie. La donna ammira il loro coraggio, ma li esortava alla prudenza..

LA MORTE DI ERNESTO (1859)

In una battaglia il figlio Ernesto muore e Garibaldi stesso ricorda questo avvenimento con commozione celebrando Adelaide e affermando ed esaltandone l'incomparabile affetto nei confronti della progenie. La donna, colpita da febbre alta e convulsioni alla notizia, si risolleva e in pubblico si mostra sincera patriota.

L’ARMISTIZIO E LA SPEDIZIONE DEI MILLE (1859)

Mentre i patrioti sono vicini alla vittoria Napoleone III firma l’armistizio con l’Austria e Garibaldi organizza la spedizione dei Mille alla volta della Sicilia. Tra questi vi erano Benedetto, che scrive alla madre una lettera, ed Enrico. Adelaide segue su una mappa gli spostamenti dei figli, scrive a Benedetto ferito e dice di essere felice per il valore dimostrato dai figli, anche se preoccupata per il loro futuro. Le arriva notizia della grave ferita accorsa ad Enrico, ma l’orgoglio patriottico riesce a lenire parzialmente il dolore anche per la partenza dell’altro figlio Luigi. A causa di ciò viene nuovamente ringraziata da Garibaldi.

LA MORTE DI LUIGI (13 settembre 1859)

A ventidue anni, per gli stenti della battaglia, il forte caldo e il fisico gracile muore Luigi, secondo figlio perso dalla Cairoli che però vede ritornare a casa Enrico e Benedetto gravemente feriti e addolorati per gli eventi politici..

L’INTERVENTO PER RIPORTARE GARIBALDI ALL'AZIONE (1861)

Dopo l’Unità Mazzini capisce che né Venezia né Roma sarebbero state annesse al regno d’Italia senza l’uso delle armi. Così prega attraverso una lettera Adelaide di convincere Garibaldi a riprendere la lotta. Oltre a lui anche altri patrioti le chiedono questo. La donna riesce nella sua missione, ma la nuova spedizione garibaldina non ha i risultati sperati. Infatti Garibaldi è ferito ad un piede ed Enrico fu arrestato dall’esercito regolare.

LA TERZA GUERRA D'INDIPENDENZA (1866-1867)

Alleata con la Prussia l’Italia attacca l’Austria e conquista, a seguito di un armistizio e di un gioco diplomatico, il Veneto. Benedetto è insignito della croce di ufficiale, Enrico della medaglia d’argento al valore militare e Giovanni di altri onori e riconoscimenti.

LA SPEDIZIONE A ROMA (1867)

Adelaide aiuta Garibaldi sia moralmente che economicamente ad organizzare una spedizione a Roma con i figli. L’impresa è però complicata, dato che a difendere il papa Pio IX vi è la Francia. Inoltre il re è contrario a questa azione per non compromettere gli equilibri diplomatici..

LA MORTE DI ENRICO E DI GIOVANNI (1869-1871)

Durante la spedizione a Roma Enrico cade sotto i colpi delle guardie del papa. La notizia del suo decesso porta alla disperazione Adelaide che dopo due anni dovette sopportare anche la morte di Giovanni. Questo lutto fu proclamato nazionale.

GLI ULTIMI ANNI (1870-1871)

Adelaide vive gli ultimi anni della sua vita a letto accudita da Benedetto. Comunque continua ad appoggiare la lotta patriottica affermando che il dolore di una famiglia era poco in confronto all’ideale di Unità. Spira il 27 marzo 1871 senza poter gioire della nomina a presidente del consiglio di Benedetto avvenuta sette anni dopo.