Donne e conoscenza storica  

 

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1808-1824

1828-1838

1840-1848

1848-1871

La scuola di Locate e i principi di Fourier

Saggio sulla condizione della donna

Maria Girolama Belgioioso

GLI OSPEDALI NELLA REPUBBLICA ROMANA: L'INTERVENTO DI CRISTINA BELGIOIOSO

 

 

 

Partenza della Belgioioso
da Napoli



Settembre 1840 Decide di ritornare in Italia e dopo lunghe e complicate formalità nel settembre del ’40 parte da Parigi con la figlia e la governante.
La donna trova una Milano ormai spenta, decide di ritirarsi nelle sue proprietà di Locate Triulzi e si dedica alla lettura. Apre pochi mesi dopo un asilo e una scuola, ispirandosi a Fourier, e lei stessa insegna alle giovani mamme la puericultura.
Il comportamento socialisticheggiante della principessa non è per niente apprezzato dall’aristocrazia milanese, la cui mentalità è una manifestazione del principio negativo del Risorgimento, che rifiuta le novità sociali per timore che esse costituiscano una minaccia per le proprietà private. Alessandro Manzoni addirittura la umilia impedendole di assistere la madre, Giulia Beccaria, sua cara amica, ormai morente. Alla Bisi così descrive l’accaduto: "Vi è una persona sul cui affetto avevo imparato a confidare e che prese ultimamente impegno di disingannarmi. Ora, lungi dal desiderio di rivedere quella persona, la temo, né voglio rivederla prima di dirmi senza dolore: Quello è il solo sul cui carattere mi sono ingannata. Questo però non è il solo motivo che mi tiene lontana da Milano: l’affetto che ho ritrovato qui e che mi circonda, mi ha aiutato a convertire in indifferenza il risentimento che, mio malgrado, mi tormentava quando lasciai Milano. Tornerò dunque e il più presto che potrò, tornerò sempre a prender cura del mio paese e a rivedere te."
A Locate intanto diffonde benessere; i bambini stessi chiedono di andare a scuola e, poiché le case sono fredde e cause di malattie per gli ambienti malsani, la principessa fa costruire abitazioni nuove. Continua a dedicarsi alla stesura della sua opera "L’essai sur la formation du Dogme Catholique". Prima però decide di recarsi a Parigi dove incontra il poeta De Musset, anni prima innamorato di Cristina, che lo ha sempre considerato solo un amico.
L’ultima realtà e la più dolorosa per lei è la fuga definitiva di Emilio, attratto dalla giovane duchessa de Plaisance.

27 aprile 1843 I due amanti se ne vanno per sempre, ella non vedrà più suo marito e ogni rapporto con lui sarà definitivamente chiuso.
L’opera religiosa viene pubblicata e il libro viene diffuso e ben accolto; l’anno successivo la principessa pubblica la traduzione francese della Scienza Nuova di Vico.

Novembre 1844 Cristina parte da Parigi per recarsi a Locate.
Al suo arrivo trova il paese cambiato: c’è la forza della speranza che rassicura nell’attesa di più grandi eventi.
Nello stesso anno, offre una somma di denaro per costruire il progetto della Gazzetta Italiana stampata all’estero e diffusa in Italia, costituendo una società per azioni, che lei stessa presiede. Lo scopo è di richiamare l’attenzione del popolo italiano anche sul problema sociale; quando comincia a diffondersi e ad essere letto, la polizia, austriaca tornata a sorvegliare la principessa, ne impedisce la distribuzione.
Cristina però non si perde d’animo e dà vita alla rivista, l’Ausonio, la cui pubblicazione e amministrazione è condivisa con Gaetano Stelzi, suo fiduciario e informatore.
"Questa pubblicazione essendo destinata a far conoscere sia agli Italiani, sia agli stranieri le condizioni di questa nostra contrada, onde nell’esaminare le piaghe rintracciare ad esse rimedio e ristoro, sembrami che giovi l’esporre in sulle prime un quadro esatto e succinto dello stato attuale dell’Italia sotto ogni suo aspetto, un ragguaglio cioè della condizione morale, politica, amministrativa, finanziaria, di questo paese".

1847 Cristina si ferma a Torino per un suo viaggio per tentare di riallacciare i contatti con Cavour e di perorare la causa del suo giornale presso Carlo Alberto, che ne aveva vietato la divulgazione in Piemonte.
Decide di spostare la sede dell’Ausonio a Napoli e con Gaetano Stelzi parte, fermandosi prima a Firenze, per Roma, dove viene accolta con molto entusiasmo.
Marzo 1848 Gli austriaci vengono cacciati da Milano e Cristina con volontari napoletani corre nella città lombarda a prestare aiuto; si imbarca a Napoli e giunge a Genova il 31 marzo.