Donne e conoscenza storica  

 

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1808-1824

1828-1838

1840-1848

1848-1871

La scuola di Locate e i principi di Fourier

Saggio sulla condizione della donna

GLI OSPEDALI NELLA REPUBBLICA ROMANA: L'INTERVENTO DI CRISTINA BELGIOIOSO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vittoria Ghirardini, madre di Cristina

30 giugno 1828 A 20 anni incomincia per lei una grave crisi personale per la scoperta del tradimento da parte del marito.
Al Ballo del Romanticismo partecipano Emilio e Cristina, che indossa un vestito disegnato dall'Hayez.

Quella è l’ultima volta che i due sposi vengono visti insieme, infatti poco più tardi avviene la rottura. In una lettera alla Bisi le scrive "Io credetti dovere al mio decoro ed al mio titolo di moglie di non acconsentire formalmente alla continuazione delle sue relazioni con *** ".

Cristina accetta la richiesta di Emilio e non si separa, pur senza compromettere la propria libertà; ella si è impegnata a pagare i debiti del marito senza un obbligo scritto: "Sarei sempre in tempo qualora mio marito volesse usare dei suoi diritti per costringermi a qualunque cosa io non gradissi, sarei dico sempre in tempo a fermare il pagamento dei suoi debiti ed a farmi rendere la mia libertà".


Segno della sua modernità il fatto che rifiuta il compromesso e le apparenze, è coerente e disincantata e disposta a pagare di persona.


Estate del 1828 A causa della sua debole salute, deve lasciare il suo paese e andare al mare all’estero e si fa rilasciare il passaporto; ormai si sta verificando il distacco definitivo dal passato e si conclude l’esperienza di sposa e di dama della nobiltà milanese.

A Genova, Cristina ritrova un’insperata serenità. Scrive alla sua cara maestra Bisi alla quale dichiara di non meritarsi l’indifferenza da parte della famiglia Manzoni, alla cui stima teneva in modo particolare, soprattutto con Giulia Manzoni.
Qui ritrova molte case patrizie disposte ad accoglierla; soprattutto la marchesa Teresa Doria, anch’ella ardente patriota. Ma a causa di questa relazione, nota anche a Milano, è costretta a partire per Ischia con il pretesto di curare la salute.

1829 Qualche volta prova nostalgia della sua famiglia, si sente ancora vicina al mondo infantile, è molto giovane e fragile. Così riesce a passare con la madre e la Bisi giorni felici, anche se dopo molte difficoltà. Più volte il governo austriaco tenta di farla rimpatriare, ma Cristina riesce a resistere; decide di allontanarsi da Lugano perché facilmente raggiungibile. Lo stesso Metternich dispone di catturare la "fuggitiva", diventata ormai un personaggio minaccioso per l’impero, che la vedrebbe bene chiusa in un convento.

Ottobre 1830 Cristina arriva a Genova, nei giorni in cui vengono arrestati alcuni cospiratori tra cui lo stesso Mazzini. Si nasconde e vive sola con la sua cameriera e l’amministratore dei suoi beni, Barnaba Borlasca.
17 novembre1830 Cristina riesce a fuggire ad una tentata cattura e si dirige verso Nizza, ovviamente sapendo quale meta precisa deve raggiungere: una villa a Carqueiranne, messa a disposizione dal dottor francese D’Espine per i rifugiati politici.
Ella conduce con angoscia la sua vita, senza affetti, scambiando pensieri e riflessioni con Augustine Thierry, un giovane carbonaro che sta vivendo il dramma di una progressiva cecità. Dopo aver donato al marito e alle sorelle il proprio patrimonio, per evitarne il sequestro da parte dell’Austria, ritorna ad occuparsi delle sue attività ed entra in contatto con gli esuli che si trovano in Francia.
Per mettere in atto il piano d’insurrezione con Ciro Menotti, Cristina si impegna a finanziare l’impresa e si reca a Marsiglia.
Come suo segretario viene preso Pietro Bolognini, un profugo di nobile famiglia, appartenente al mondo della cospirazione. Cristina reca ingenti somme di denaro, ricavate dalla vendita dei suoi preziosi e la notte veglia e cuce coccarde tricolori.

Febbraio 1831. Scoppia la sommossa a Modena il 3 febbraio e a Bologna il 4, ma l’impresa della Carboneria fallisce e da allora la sua presenza sarà marginale.
Cristina è obbligata a cercare un nuovo rifugio per il suo atto di lesa maestà, avendo contribuito ad un’azione contro l’Austria.
Parte per Parigi, senza denaro e senza bagagli, per sostenere la sua lotta politica: chiedere aiuto per gli esuli francesi.
Decide di rivolgersi al marchese de Lafayette, che la riceve con molta prudenza. Nella sua richiesta si esprime il suo amore per la patria, così Lafayette decide di mediare la sua opera con l’Austria a favore dei prigionieri. È la prima vittoria politica di Cristina che apre il cuore alle speranze di molti; l’esempio che offre con la sua condotta attira simpatie e ammirazione, la sua opera di propaganda all’estero viene riconosciuta. Intanto l’Austria manda un avviso a Cristina: se non si presenta è dichiarata morta civilmente e i suoi beni confiscati.
Ella per non correre il rischio di venire arrestata a Parigi scrive al Governo austriaco che è disposta a tornare e il più presto, ma per ora la sua salute non lo permette.
L’unico che continua a preoccuparsi per lei è il vecchio Lafayette; per guadagnare denaro Cristina sfrutta le sue capacità di pittrice e di scrittrice sul più diffuso giornale di Parigi "Constitutionel" (ottimo strumento per informare il popolo francese).
La principessa viene invitata ad una cerimonia a Palazzo Reale e la regina incuriosita da questa italiana la introduce tra le dame di corte: è l’ingresso nell’alta società parigina.
Rriceve la buona notizia dalla madre che ha trovato il modo di mandarle aiuti finanziari e che Lafayette è riuscito a far liberare i prigionieri di Ancona.

Maggio 1832 Cristina incontra il marito Emilio, che si stabilisce a Parigi.
La principessa non è più la giovane spavalda, si sente debole e le mancano gli affetti sicuri. Incontra la madre a Ginevra e trascorre giorni sereni.
In questi anni Parigi è diventata una città mondana ed elegante; si moltiplicano i salotti che dame impegnate aprono a letterati, musicisti e uomini politici.
Si trasferisce nel palazzo del duca de Plaisance e qui può aprire un suo salotto. I ritrovi hanno lo scopo di raccogliere fondi per risolvere i problemi dei compatrioti, liberati dal carcere.

Fine luglio 1833 Vincenzo Bellini arriva nel salotto della Belgioioso, che lo tiene sotto la sua protezione, su raccomandazione della madre.

Primavera 1834 Cristina perde l’unica persona che si è presa cura di lei, il marchese Lafayette; intanto l’Austria ricomincia ad interessarsi del caso Belgioioso. In particolare, ad occuparsene è il capo della polizia milanese Torresani, che odia profondamente la principessa.
A Parigi il salotto più affollato è quello della principessa italiana, che ha imparato a contare su se stessa, diffidare anche dei suoi amici e ad imporsi per non essere dominata.
Intraprende un’amicizia con Madame Jaubert, molto conosciuta alla corte dal re Luigi Filippo e le due si legano talmente tanto che per tutta la vita rimarranno amiche.
La morte di Bellini richiama l’attenzione sul salotto di Cristina, che simboleggia l’avvenire, e per questo viene accusata di un modernismo troppo spinto.

Agosto 1836 In seguito alla morte della madre, chiude il suo salotto e riceve solo i pochi amici intimi.
Uno tra i musicisti più richiesti è Franz Liszt, con il quale instaura un buon rapporto, trascorrendo molto tempo insieme.
Dopo la notizia della concessione dell’amnistia ai fuoriusciti, Cristina sente di dover stabilire un rapporto di equilibrio tra la sua vita intima e quella che sta conducendo; in lei il bisogno di dedicarsi agli altri è una ricerca essenziale.Ha sempre creduto e vissuto la giustizia e la carità e ha vivo il senso di fratellanza, trova nel giovane abate, chiamato Coeur, una perfetta corrispondenza alle sue esigenze spirituali che in quel momento sono in crisi.


23 dicembre 1838 Questo contatto rende più serena la principessa, alla quale è sempre mancata l’intimità familiare. Emilio le è tornato vicino e così presto anche il suo desiderio di maternità si avvererà. La gravidanza è faticosa e il marito le è vicino, ma Cristina è immensamente felice soltanto per la nascita della figlia.
Nasce Maria Gerolama Belgioioso. Pochi mesi dopo scrive all’amica Ernesta Bisi: "Da qualche tempo mi è cresciuta una gioia e una felicità che mi è personale. Che ti dirò di Maria? Niente, cara Ernesta, perché non ti direi abbastanza. Ti dico solamente che sta bene, e che la sola cosa che domando positivamente a Dio è di conservarmela così."
Oltre questa gioia, Cristina riceve la visita del fratello Alberto, con il quale trascorre le vacanze.