Donne e conoscenza storica  

 

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1808-1824

1828-1838

1840-1848

1848-1871

La scuola di Locate e i principi di Fourier

Saggio sulla condizione della donna

GLI OSPEDALI NELLA REPUBBLICA ROMANA: L'INTERVENTO DI CRISTINA BELGIOIOSO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6 aprile 1848 Cristina arriva a Milano con i patrioti meridionali.
La principessa vive qui giorni in un’ansia febbrile, ma indifferente alle critiche.

Il Corriere delle Dame, filoaustriaco, dopo le Cinque Giornate del marzo 1848, presenta nuovi modelli d'abito nello stile patriottico con il cappello "all'Ernani" usato da Cristina di Belgioioso

 

 

 

 

 

Luglio 1848 Fonda un altro giornale "Il Crociato". Scriverà le sue riflessioni sull’esperienza milanese ne L’Italia e la rivoluzione italiana del 48.

15 giugno 1848 Gaetano Stelzi muore e Cristina si occupa del suo funerale.

6 agosto 1848 L’Austria riprende possesso di Milano
.
Aprile 1849 Dopo la sconfitta piemontese, Cristina, accompagnata dalla figlia, decide di recarsi nella Repubblica romana, nella quale vede la possibilità di costruire un primo Stato italiano indipendente. Si unisce così a Mazzini, nominato da poco triumviro, con il quale da molti anni ha un buon rapporto condividendone l’ideale di un’Italia libera ed unita.
A Roma si esulta per la prima vittoria militare, alla quale hanno partecipato anche numerose donne come Anita Garibaldi. Le viene affidata la direzione delle ambulanze civili e militari in un comitato di soccorso, al quale fanno parte Enrichetta di Lorenzo, compagna di Pisacane, la marchesa Giulia Paulucci e l’americana Margaret Fuller.
Si preoccupa così di trovare i locali dove raccogliere e curare i feriti, fa un sopralluogo tra chiese e conventi, unici edifici adatti, e cerca di ottenere dal popolo offerte, materassi e letti.
Date le pessime condizioni igieniche Cristina, insieme alle sue compagne del Comitato, organizza dodici ospedali militari per assistere i soldati e un vero e proprio corpo di infermiere volontarie
.
Fine giugno 1849 I francesi vincono e distruggono gli ospedali, e molti feriti vengono presi sotto la protezione dei consoli inglesi e americani. Cristina deve allontanarsi da Roma, accusata anche di furti e di malversazione nell’amministrazione delle ambulanze, lasciando alle spalle anche l’impegno politico, la sua passione dominante per tanti anni.

1849 - 1852 La principessa è costretta a lasciare l’Italia con un doloroso ricordo e l’angoscia di non poter aiutare i sofferenti. Va a stabilirsi a Malta e successivamente ad Atene, ma poiché non è accolta favorevolmente si allontana finché approda Scutari.
Cristina qui è finalmente serena e si sistema in una casa immersa tra prati e tanta natura.
Scriverà le sue impressioni in "La vita intima e la vita nomade in Oriente"e un romanzo "Emina" (pubblicati nel ’55 ‘56).

Gennaio 1853 Viaggio a Gerusalemme, dove la figlia celebra la prima comunione.

Luglio 1853 Presto la pace finisce; infatti la principessa viene ferita, aggredita gravemente da un servo. A causa di un colpo alla nuca sarà obbligata a rimanere per il resto della sua vita con la testa piegata che le darà l’aspetto di una vecchia signora. Questo episodio accresce in lei il desiderio di tornare in patria e va a vivere nel castello della sorella a Marsiglia.

1857
Le vengono restituiti i beni confiscati; può quindi tornare in Lombardia nel suo castello di Locate.

1861 La principessa vive scrivendo per educare gli italiani allo spirito di fratellanza e per l’avvenire della donna che vive emarginata e oppressa. Ormai è rimasta sola: la figlia si è sposata, Emilio fuggito e morto nel 1858; unico fatto positivo è che Cristina è tornata in possesso di tutti i suoi beni. Riceve spesso nel suo salotto i sopravvissuti all’assedio di Roma e i superstiti delle Cinque Giornate.

1866 Pubblica in Nuova Antologia vol. 1 n.1 il saggio Della presente condizione delle donne e del loro avvenire.
Giugno 1871 Cristina si ammala di una forma epatica e muore a Milano il 5 luglio.
Per trent’anni da quel giorno il silenzio cadrà sul nome della Belgioioso e solo all’inizio del ‘900 si comincerà a scrivere di lei.