Donne e conoscenza storica  

 

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GIUSEPPINA PERLASCA BONIZZONI

 

Nata a Como nel 1809, d'estrazione borghese, venne educata nel convento di San Carlo. Venne data in sposa al ricco commerciante farmacista Luigi Bonizzoni da cui ebbe sei figli.

Iniziò a dimostrare le sue doti organizzative nel 1836, durante l'epidemia di colera che investì la città. In seguito si dedicò con il marito alla vita politica clandestina organizzando riunioni in casa ed in farmacia per simpatizzanti liberali. In queste riunioni conobbe li comasco Luigi Dottesio con cui, dopo la morte del marito (1848), andò a convivere non potendosi risposare per l'opposizione dei parenti.
Dottesio fu arrestato nel 1851 a causa di queste riunioni clandestine, ed imprigionato nel carcere di Venezia. La donna voleva a tutti i costi liberarlo, così grazie ad un passaporto falso si trasferì a Venezia per cercare di attuare il suo piano, ma entro soli tre giorni fu costretta a rientrare a Como. Qui cercò di far ottenere la grazia a Dottesio ma quest'ultimo venne impiccato l'11 ottobre 1851.

Negli anni successivi continuò la sua opera di cospirazione patriottica, riprese i contatti con una tipografia elvetica, sopportando con serenità imperturbabile interrogatori, multe, ammonizioni.

Venne arrestata per aver diffuso stampa rivoluzionaria, torturata nel carcere di Mantova, venne liberata per grazia sovrana nel marzo 1853. Nel '59 sposò l'avvocato Francesco Pedavilla di Lugano ma perse suo figlio prediletto nella battaglia di San Martino.

Nel 1866 riesce a liberare Venezia e a far trasportare a Como le ossa di Dottesio. Sino alla fine s'adoperò per l'organizzazione assistenziale e per far sorgere la sede della CRI a Como. Si spegne nel 1896.