Donne e conoscenza storica  

 

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ESTER MARTINI CUTTICA

Nata a Milano nel 1807 da Giuseppe Martini e Giuseppa Lucini, sposò Rinaldo Cuttica, impiegato dell'amministrazione del Monte Pegni, liberale, da cui ebbe quattro figli. I coniugi, pur essendo entrambi mazziniani, vissero diversamente la loro fede politica. Molto prudente il marito quanto coraggiosa la moglie, a tal punto che la polizia considerò "pericolosa" solo lei.

Amica di Laura Solera Mantegazza e Adelaide Bono Cairoli, organizzò in casa sua il 6 febbraio 1853 un moto organizzato da Giuseppe Piolti de' Bianchi. Era l'incaricata di amministrare i fondi inviati da Mazzini e di organizzare le comunicazioni; dopo il fallimento del moto aiutò a trarre in salvo parecchi scampati agli arresti. Era una donna piccola di statura e trascurata nel vestire ma sentiva molto la causa per cui lottava; fingendo un innocente giro per il parco in carrozza con le tre figlie e qualche amica aiutava i mazziniani ricercati. Proprio da uno di questi mazziniani che aiutò fu denunciata, arrestata e dal 1854 segregata in una cella per quasi quattro anni.

Su Il Sole del 9 giugno 1884, ricordando i duri momenti passati in prigione scrisse:

"Ho veduto ciò che i vivi non vedono.

Ho provato ciò che i vivi non dovrebbero provare.

I vermi si sono mangiati il mio cuore. Me viva.

Mi hanno annientato e dispersa la mia cenere, me ancora vivente."

In un altra lettera, al suo avvocato, scrisse.

"Ho perduto tre anni in carcere, che so cosa valgono quelle notti, cosa siano quelli squallidi giorni che si susseguono, privi di conforto e senza speranze. Io sento che per grande che sia l'offesa... l'uomo non ha diritto anche se la legge glielo permette, d'infliggere tante sofferenze ai suoi simili."

Amnistiata nel 1857 rientrò a Milano e nel 1859 si oppose alla proposta di alcune donne milanesi d'innalzare un monumento all'imperatrice Eugenia. Nel '61 pubblicò un suo invito alle donne italiane per l'offerta di anelli a Garibaldi. Fu la prima firmataria del proclama della Commissione filoellenica per la liberazione di Roma e Venezia. Intrattenne una fitta corrispondenza con Mazzini, Garibaldi, Quadrio, Cairoli, Cavallotti. Si spense a Milano nel 1898.