Donne e conoscenza storica  

 

torna al sommario

 

TESTIMONIANZE DOCUMENTI:
Alle donne romane

Invito all'organizzazione alle donne ascritte per l'assistenza dei feriti

Cristina di Belgioioso nella Repubblica Romana

Giulia Calame Modena

Costanza Alfieri d'Azeglio

 

 

 

ASSISTENZA E CURA

 

GLI OSPEDALI NELLA REPUBBLICA ROMANA: L'INTERVENTO DI CRISTINA BELGIOIOSO

Il 20 aprile viene costituito un Comitato di soccorso ai feriti: ne fanno parte Enrichetta Di Lorenzo, compagna di Carlo Pisacane, la marchesa Giulia Paulucci e un sacerdote liberale, padre Alessandro Gavazzi. Cristina è nominata direttrice delle ambulanze militari. E' la prima volta nella storia che un simile incarico viene affidato ad una donna e la principessa si dimostrerà pari all'impresa grazie al suo dinamismo, al suo talento di organizzatrice, al suo spirito riformatore. In effetti queste tre qualità sono necessarie per riuscire nell'iniziativa. Cristina denuncia gli infiniti abusi riscontrati negli ospedali, ma non si limita solo a questo. Realizza un'idea del tutto nuova e addirittura rivoluzionaria. Crea l'assistenza infermieristica femminile laica, cioè le infermiere. Le infermiere volontarie nascono con l'appello della principessa, e delle altre signore del Comitato di soccorso, alle donne italiane perché accorrano ad assistere i feriti della Repubblica. All'appello rispondono numerosissime, senza distinzione di origine e classe, romane e forestiere, aristocratiche e popolane. Lo slancio patriottico coinvolge oneste matrone e prostitute di professione. La selezione è molto dura. Solo trecento donne vengono impiegate. Naturalmente la presenza di ragazze dai dubbi precedenti viene sfruttata dai polemisti reazionari. La principessa risponde con una lettera fiera ed umanissima al pontefice, nella quale difende l'operato di queste ragazze.

RICHIESTE PER MIGLIORARE GLI OSPEDALI

Cristina non si preoccupa solo di arruolare infermiere, cerca di dare all'assistenza infermieristica un assetto organizzativo definitivo. Chiede ai cittadini triumviri di creare una casa centrale di assistenza per istruire le infermiere a cura di direttrici e maestre ed educarle a molta severità di costumi e regolarità di vita monastica. Cristina inaugura i principi basilari scientifici della preparazione infermieristica moderna e oltrepassando la sfera meramente tecnica attribuisce alle direttrici e alle assistenti quelle funzioni che oggi sono attribuite al servizio sociale degli ospedali: "Ella concepiva le sue assistenti... come un necessario trait d'union tra i ricoverati e il mondo esterno, perché l'infermo, segregato nel periodo di degenza, non sentisse di essere avulso dalla vita e dagli interessi di ogni genere che aveva dovuto abbandonare". Cristina non esita a rivolgersi al ministro della Guerra per reclamare il soldo dovuto ai feriti affidati alle sue cure.

PROBLEMI CHE GRAVANO SUGLI OSPEDALI

1. Mancano i fondi: il popolo contribuisce con molta generosità;

2. non ci sono gli strumenti chirurgici;

3. manca l'etere per lenire le sofferenze dei ricoverati;

4. i feriti decedono in preda ad atroci convulsioni;

5. non ci sono i letti per le vittime di fratture;

6. l'incompetenza dei chirurghi sfiora il crimine.